"Storia di un clinico, della scuola e della sua famiglia: Giovanni Gasbarrini", il 4 maggio a Palazzo Galli

A Palazzo Galli quattro medici che rappresentano con la loro professionalità, cultura e umanità, una ricchezza per la sanità piacentina. Riflessione a margine del tema trattato “Medicina e Storia”

Sono stata contenta di aver preso parte nell’aula del Consiglio comunale alla conferenza stampa di presentazione dell’evento “Storia di un clinico, della scuola e della sua famiglia: Giovanni Gasbarrini”, che avrà luogo alle ore 18 di venerdì 4 maggio alla Sala Panini della Banca di Piacenza che vedrà protagonisti Gasbarrini, grande clinico medico e scienziato, il dottor Piero Cavallotti, Primario e specialista di Medicina Interna e il dottor Carlo Mistraletti, anch'egli Primario Medico e Geriatra, specialista Gerontologo, Nefrologo, Idrologo e Peumologo, alla Presidenza della Società Medico-chirurgica di Piacenza da 30 anni.  Medici che rappresentano con la loro professionalità, cultura e umanità, una ricchezza per la sanità piacentina.

Per parlare di Medicina e storia, ho tratto una breve sintesi di un articolo scritto da Carlo Mistraletti e pubblicato sul XX e XXI numero del Bollettino della Società Medico chirurgica e Piacenza Medica 1996-1997 dal titolo: “Medicina: scienza, arte e umanesimo”. Tutto si gioca sempre nel rapporto fra cielo e terra (Dio e il mondo). “La vita è una avventura semantica, talora una giungla, talora un inferno interpretativo, comunicativo, decisionale  (esistenziale, semiotico e semeiologico), ma sia sempre una gioia semantica!” Esiste un solo bene: “la conoscenza”, almeno nel senso che tutto vi è correlato e, da tempo,  un detto della filosofia scolastica medioevale,  dice: “ens, unum et aliquid, verum, bonum (et pulchrum)  convertuntur ”. Cioè, l'essere, l’uno, il vero, il bene e il bello convergono in unità, sono legati e collegati tra di loro, dove c'è l'uno, ci sono anche gli altri aspetti, almeno tendenzialmente. Ma, come separare le scienze della natura da quelle dello spirito?  Oggi si ripete che la scienza (o la scienza-tecnica, cosa peraltro diversa ci ricorda Zichichi) è la più potente forza che trasforma il mondo. Tra conservazione e innovazione. 

I motivi che condizionano l'attività del medico sono di ordine epistemologico, etico ed economico-politico, oltre che tecnico scientifico e predittivo. Il bisogno di salute e i notevoli progressi nelle possibilità di soddisfarlo, per pochi o per molti, coercitivamente o liberamente, sia con la medicina sociale e politica, che con quella clinica e individuale; negli aspetti preventivi, curativi, riabilitativi, predittivi e manipolativi, pur in un approccio  olistico integrato, si accompagna, inevitabilmente, all'invecchiamento delle popolazioni  e all'accresciuta  incidenza delle patologie croniche degenerative. (Coì ammoniva il grande L.O.Speciani fin dagli anni’70 con il profilo medico sociale della civiltà). 

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