Canzoni popolari: T’al digh in piasintëin

Il testo e il racconto di una delle canzoni più famose della nostra città

Fin dall’antichità, la canzone locale era destinata al popolo perché di facile presa e assimilazione. L’origine della canzone è strettamente legata a quella della musica popolare, dove venivano recuperati antichi canti che provenivano dalle campagne e dai monti, con testi che raccontavano fatti e argomenti militareschi, familiari o sentimentali. Solitamente le canzoni venivano tramandate oralmente nelle osterie, abituali luoghi di ritrovo e socializzazione della civiltà contadina.

T’al digh in piasintëin 

Scritta nel 1942 da Gianni Levoni, racconta di un ragazzo come tanti che partiva per andare a fare la guerra e della sua bella innamorata. Probabilmente la notorietà di questa canzone non supera Piacenza e dintorni, ma di questa città è la canzone più famosa in assoluto.

Me m’ricord tant cmé fiss astä ier,

sul partì pr’al duver,

al duver dal suldä.

Ho lassä la mé bella Piasëinsa,

quand ag peins ad parol a sum sëinsa;

ma me sum un ver piasintein,

quand vo insëma a un dunnein,

ag barbott pian pianëin: At vöi bein!

T’al digh in piasintëin

c’t’ho seimpar vurì bëin,

dal dé ca t’ho incunträ

me m’sum innamurä;

e spera tant cmé me:

t’vadrè ca gnarà un dé

ca te par me t’sarè l’ünich dunnëin,

t’al digh in piasintëin.

Ad giuvnott ag na sarà un bell pò,

tütt vurran fäs ciamä

Lilli, Popi Totò;

ma al so num ad battesim l’é un ätar,

l’é Nicola, Tummäs o un quälc ätar;

ma me sum un ver piasintëin,

quando vo insëma a un dunnëin,

ag barbott pian pianëin: At vöi bein!

T’al digh in piasintëin

c’t’ho seimpar vurì bëin,

dal dé ca t’ho incunträ

me m’sum innamurä;

e spera tant cmé me:

t’vadrè ca gnarà un dé

ca te par me t’sarè l’ünich dunnëin,

t’al digh in piasintëin: At vöi bëin!

Te lo dico in piacentino

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Mi ricordo come fosse stato ieri,
sono partito per il dovere,
il dovere del soldato.
Ho lasciato la mia bella Piacenza,
quando ci penso di parole resto senza;
ma io sono un vero piacentino,
quando sono con una fanciulla
le sussurro pian pianino: Ti voglio bene!

Te lo dico in piacentino
che ti ho sempre voluto bene,
da quando ti ho incontrata
mi sono innamorato;

e spera tanto, come me:
vedrai che verrà un giorno
in cui tu per me sarai l’unica donna,
te lo dico in piacentino.

Di giovanotti ce ne saranno un bel pò,
tutti vorranno farsi chiamare
"Lilli", "Popi" o "Totò";
ma il loro nome di battesimo è un altro,
è Nicola, Tommaso o qualche altro;
ma io sono un vero piacentino,
quando sono con una fanciulla
le sussurro pian pianino: Ti voglio bene!

Te lo dico in piacentino
che ti ho sempre voluto bene,
da quando ti ho incontrata
mi sono innamorato;
e spera tanto come me:
vedrai che verrà un giorno
in cui tu per me sarai l’unica donna,
te lo dico in piacentino: Ti voglio bene!

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