Castello di Rivalta: storia e curiosità

Le caratteristiche di uno dei castelli più conosciuti e apprezzati del nostro territorio, tra antiche battaglie e fantasmi impertinenti

Il territorio piacentino è ricco di castelli, rocche, fortezze e antichi manieri, per un tour turistico consigliato a tutti. La nostra città ha attraversato oltre 300 anni di storia del suo Ducato: i castelli sono testimoni di storie familiari personali, luoghi densi di fascino che hanno saputo fare del proprio passato un patrimonio per il futuro, ricordano tradimenti e lotte continue. Oggi evidenzieremo la storia e le caratteristiche più significative del Castello di Rivalta.

Si trova lungo il fiume Trebbia, a circa 14 km da Piacenza, nel comune di Gazzola. Ubicato su di una ripida scarpata attaccata alla riva del fiume, pur avendo una posizione poco elevata, gode di una notevole vista panoramica sul greto del fiume e sulla campagna circostante. E’ importante ricordare che nelle vicinanze sarebbe stata combattuta, nel 218 a.C., la battaglia fra le truppe cartaginesi di Annibale e le legioni romane. Dopo la caduta dell'Impero romano, il territorio di Rivalta diventa longobardo e quindi caposaldo a difesa della posizione strategica di particolare importanza. E’ collocato sulle pendici dei primi rilievi appenninici, dove il fiume si allarga e incontra la pianura prima di sfociare nel Po. La fortificazione era riparata dal fiume su due lati e controllava anche l’accesso alla valle del trebbia , che un tempo era una importante via di comunicazione con Genova e con il mare. 

Un po’ di storia

La prima testimonianza scritta sul castello è un atto di acquisto risalente al 1025. Nel 1048 l'imperatore Enrico II lo dona al monastero di San Savino di Piacenza. Nel XII secolo era sotto giurisdizione dei Malaspina-Cybo, che dominavano i territori dalla Lunigiana fino alla valle Staffora e nel 1255 Oberto Pallavicino, podestà di Piacenza, ordinò la distruzione di questo e degli altri presidi dei Malaspina. Nel primo decennio del XIV secolo i Ripalta lo cedettero a Obizzo Landi e da allora fino a oggi, tranne brevi interruzioni, rimase possesso della famiglia Landi. Tra il XV e il XVIII secolo i Landi trasformarono il castello in una sontuosa residenza.

Molti gli eventi bellici che coinvolsero il castello: nel 1636 l'assedio da parte di 6000 soldati spagnoli guidati dal generale Gil De Has; nel 1746 il saccheggio da parte dei soldati tedeschi del generale Berenklau; nel 1799 di quelli francesi del generale MacDonald.

Il borgo di Rivalta è un complesso fortificato composto, oltre che edifici destinati a botteghe e abitazioni, da:

La parte antica

È composta dal dongione d'ingresso, di pianta quadrata alto 36 metri, edificato in mattoni e ciottoli, porta i segni dei colpi di artiglieria subiti nei molti assedi. Dall'ingresso con arco a sesto acuto, dalla torre sud, di forma semicircolare. La cinta muraria comprende un'altra torretta nell'angolo nord-est e un alto terrapieno che difende il complesso lungo il greto del fiume.

Il castello

Ha planimetria quadrangolare, con un cortile interno circondato da un doppio ordine di logge. In un angolo svetta una torre cilindrica sovrastata da un torrellino di fattura particolare, è l'elemento caratteristico del complesso essendo totalmente dissimile dalle altre torri del piacentino. Nella seconda metà del XV secolo l'architetto Guiniforte Solari di Milano modificò la struttura per adeguarla alle esigenze della nascente artiglieria e trasformò la residenza aggiungendo la torre, il salone d'onore, lungo 25 m., e l'elegante cortile porticato. A rimaneggiamenti settecenteschi appartengono lo scalone e la facciata che porta nel timpano triangolare la scritta Svevo Sanguine Laeta. I saloni sono stati affrescati da Paolo Borroni di Voghera e da Filippo Comerio nel 1780. Al suo interno ospita il Museo permanente del costume militare e il Museo parrocchiale.

Chiesa di San Martino

Costruzione quattrocentesca con soffitto a capriate, decorazioni in cotto, ospita tele del pittore seicentesco Ferrante di Bologna.

Parco

Di impianto settecentesco, con alberi secolari, circonda il castello isolandolo dalle costruzioni annesse.

Il fantasma

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Come ogni castello degno di questo nome anche Rivalta ha il suo fantasma, anzi due. Uno è quello di Pietro Zanardi Landi, assassinato per rivalità legate all'eredità, che sembra abbia perseguitato gli eredi fraudolenti fino al 1890 e sia tornato quando un ignaro erede sbagliato si è fermato nel castello. L'altro è il fantasma del cuoco Giuseppe, ucciso nel ‘700 per vendetta dal maggiordomo a cui aveva insidiato la moglie, si manifesta spegnendo le luci e spostando gli oggetti.

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