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Comuni piacentini: Ottone

Storia e curiosità del luogo più avanzato della provincia di Piacenza

Ottone è il comune più avanzato della provincia di Piacenza, in direzione Genova, posto nel punto dove confinano le due provincie più quella di Alessandria. Pare che il paese fosse già presente nel periodo della dominazione longobarda. Ancora oggi le tradizioni, le usanze, la storia, l'architettura e lo stesso dialetto risentono della cultura ligure.

Il nome del paese di ispira all'imperatore Ottone I della casa dei Sassonia, che avrebbe soggiornato durante la sua spedizione in Italia. Il santo protettore del territorio è San Bartolomeo, a cui era dedicata la "Pieve" romanica risalente al X secolo, munita di torre medioevale, e del quale si celebra la ricorrenza con la sagra del 24 agosto.

Un po' di storia

Nel 1818 da Genova passa ad Alessandria e quindi a Pavia. Solo l'8 luglio 1923, con la riorganizzazione territoriale disposta dal governo fascista, Ottone insieme a Zerba, Cerignale, Caminata, Bobbio, Cortebrugnatella e Coli passò alla provincia di Piacenza. La decisione non fu ben accettata dagli abitanti locali, che provocarono la presentazione di un disegno di legge alla Camera che il 2 aprile 1925 non venne accolto, grazie al lavoro contrario fatto dai parlamentari piacentini di allora. 

Curiosità

Il 25 marzo i contadini usavano studiare le previsioni del tempo; dalla mattina controllavano se sui campi c'era la coltre bianca della brina. In caso affermativo, altre brinate non avrebbero danneggiato i raccolti futuri.

Anticamente, il primo dell'anno, quando il comune era ancora molto popolato, i bambini usavano andare di casa in casa per fare gli auguri e ricevere in cambio piccoli doni. 

Non mancano a Ottone gli elementi magici e fantastici che i intrecciano con la vita di tutti i giorni, così come non mancano storie di streghe e stregoni che si dice si tramutino in animali per insidiare le anime della gente, e contro i quali venivano recitate apposite preghiere e formule scaramantiche. Sono altresì numerosi i luoghi, in genere case abbandonate, dove secondo la tradizione popolare vivono fantasmi, che si manifestano durante le notti con rumori e luci misteriose.

Fonte: "Storie di Paese", Alessandro Ballerini

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