Le proprietà benefiche dove non te le aspetti: il gin tonic

Per quanto la notizia possa sorprendere, a quanto pare il gin tonic potrebbe attenuare i sintomi di asma e febbre da fieno, oltre ad aiutarci con i chili di troppo

“Bevici su”, in questo, non potrebbe essere frase migliore. Da uno studio promosso dalla Asthma Uk, infatti, il gin ha dimostrato di dare sollievo a chi soffre di rinite allergica. Inoltre, gli effetti del gin sono ottimi per il nostro metabolismo e, anche se può sembrare assurdo, la reazione del nostro corpo è quella di bruciare più calorie quando lo assumiamo (ovviamente sempre senza esagerare).

L’esperimento effettuato sui topi ha fatto osservare agli scienziati quante calorie sono stati in grado di bruciare i soggetti durante un determinato periodo di tempo, se avevano assunto gin o acqua. I topi inseriti nel gruppo del gin hanno mostrato di bruciare una quantità molto più elevata di calorie rispetto al gruppo che ha bevuto acqua.

Nel gin poche istamine
L’ente britannico che si occupa di fare ricerca e informazione sull’asma, l’Asthma Uk, non ha dubbi: il gin attenua i fastidiosi sintomi dell’asma e della febbre da fieno, come occhi arrossati, difficoltà a respirare, tosse. Questo è quel che risulta da uno studio apparso anche sull’Indipendent. La motivazione è scientificamente provata: il gin contiene ridotte quantità di istamine e solfiti, a differenza di altri alcolici. L’effetto calmante del gin sui sintomi della febbre da fieno non è dunque una proprietà che hanno altri alcolici, anzi secondo alcuni recenti ricerche alcol e fumo peggiorerebbero la situazione. Il vino stesso è da evitare in caso di allergie e asma. In realtà anche la vodka contiene poche istamine, ma solo quella pura, e in ogni caso fra i due è da preferirsi il gin perché privo di solfiti per via del suo processo produttivo.

Vitamina D contro l’asma
Non solo gin, secondo una ricerca della Queen Mary University di Londra, l’apporto di vitamina D può rivelarsi molto utile contro gli attacchi di asma. Un buon rimedio dunque per chi soffre di questa patologia alimentarsi con cibi che contengono questa vitamina, come olio di fegato di merluzzo, il merluzzo stesso, ma anche altri pesci, in particolare salmoni, sgombri, pesci spada, tonni, storioni, aringhe, anguille, lucci, carpe, acciughe, cernie, sarde, triglie e trote. La vitamina D si trova anche nelle uova (nel tuorlo soprattutto), nelle carni rosse e bianche, nel latte vaccino, nel burro, nei formaggi grassi, nel fegato, nelle frattaglie e nei grassi animali. La vitamina D3 si trova nelle verdure a foglia verde (come spinaci, erbette e bietole) e in alcuni funghi.

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