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Le celebrazioni per i 2200 anni della via Emilia: Piacenza dimenticata

Il Corriere della Sera annuncia le celebrazioni per i 2200 anni della via Emilia e delle sue capitali: Parma, Reggio e Modena; Piacenza come al solito non esiste. link: https://www.corriere.it/la-lettura/cards/via-emilia-2200-anni-storia/anfiteatro-sepolto-mutina-rivive-3d_principale.shtml "Un anno di eventi, con protagoniste le «capitali» di quella che diventò nel tempo un'arteria commerciale importantissima: la via Emilia. La direttrice dei Musei civici di Modena Francesca Piccinini la definisce un «asse unificante di un'intera area geografica, fantastico strumento di integrazione, di dialogo, di cultura tra le popolazioni». E proprio a Modena andrà in scena l'evento Varchi nel tempo. Tra archeologia e street art 3D, in programma dal 12 al 14 maggio, che aprirà i festeggiamenti del progetto 2.200 anni lungo la via Emilia (www.2200anniemilia.it), promosso dai comuni di Modena, Parma e Reggio Emilia. Varchi nel tempo è inoltre un'ideale anticipazione di un'altra mostra celebrativa, Mutina Splendidissima (dal 25 novembre all'8 aprile al 2018 al For Boario)". 

Alessandro

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Commenti (3)

  • E' una conseguenza della cultura italica attuale. La via Aemilia fu costruita da Ariminum ad Trebiam ossia tra i fiumi Marecchia (quindi Rimini) e Trebbia (ossia Piacenza), come dice Plinio il Vecchio. Nel Medioevo la provincia di Piacenza era considerata Lombardia (vedi B. Cellini cita il suo maestro "Giovanni da Firenzuola di Lombardia" cioè Fiorenzuola d'Arda. Forse l'autore della mostra crede di vivere nel '500.

  • Avatar anonimo di Non plus ultra
    Non plus ultra

    Non sia mai che questa città si faccia conoscere o faccia rete con altre! Per carità, stiamo così bene da soli! Tanto abbiamo il "laboratorio di mobilità sostenibile" e il "festival del diritto", che sono conosciuti almeno quanto la coppa e la pancetta di Par... ehm, di Piacenza.

    • certo che se poi abbiamo anche dei consiglieri regionali che si sono svegliati ieri per presentare delle interrogazioni che assomigliano agli interventi che i bambini delle elementari fanno in classe, ne deriva che non abbiamo davvero dei grandi "sponsor" che siano in grado di far conoscere Piacenza anche in positivo

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