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«MI hanno venduto un cellulare rotto e mi hanno trattata con maleducazione»

Via Giambattista Draghi, 12 · Caorsana

Buongiorno,

Volevo rendervi partecipi di un fatto accaduto ieri presso un noto esercizio della nostra città.

So che questa lettera con tutta probabilità verrà ignorata e finirà nell'etere, ma tentar non nuoce, e se non altro scriverla lenisce un po' il senso di impotenza che mi pesa sul cuore da tutto il giorno...

Non sono mai stata una persona che si accanisce, ho sempre preso per buono quello che mi si diceva, credendo nella buona fede delle persone.

Oggi pomeriggio presso un grande magazzino di Piacenza, specializzato in articoli di elettronica, non mi è stata usata la stessa cortesia.

Ho acquistato un prodotto che una volta a casa ho scoperto essere fallato. Ho proceduto, con estrema calma e il dovuto rispetto che si ha per i lavoratori, a far presente alla direttrice del sopracitato esercizio che mi avevano venduto un prodotto rotto.

Mi sono recata da lei e le ho spiegato che avevo acquistato un telefono (del piú noto marchio coreano!) che si era rivelato nn funzionante.

Stavo di fronte a questa persona, per altro della mia stessa età, convinta che avrebbe potuto aiutarmi o quanto meno prendere atto dell'evidente problema che mi si poneva davanti.

Con tutta l'ingenuità dei miei (a quanto pare inutili) 30 anni suonati, pensavo veramente che il problema si risolvesse in 5 minuti:

-mi vendi un telefono rotto

-mi sostituisci il telefono con uno funzionante

Invece no!

Al giorno d'oggi la buona fede e l'educazione sono presi come debolezza e la direttrice alfa ha assunto la posizione di femmina dominante. Si è arroccata dietro la sua scrivania e dall'alto della sua posizione ha iniziato a insinuare, con rara scortesia, che l'evidente danno al mio apparecchio me lo ero procurata da sola!

Ora, non sarò Mc Giver, ma perfino io, nella mia ignoranza tecnologica, SO che non si mette un cacciavite nella fessura del caricabatterie.

Cosa che lei sosteneva io avessi fatto nel vano tentativo di estrarre la cover.

Mi sono trovata di fronte a questa donna che blaterava cose insensate e mi puntava il suo inutile dito ricoperto di smalto scrostato contro...e non capivo, non capivo perché si accanisse in quel modo.

Sono andata là, con tutta la calma propria del mio carattere, e mi ritrovavo quasi a scusarmi per aver speso 200€ per un telefono guasto!

Qualcosa mi è scattato dentro... Mi sono detta: "Ma cosa stai facendo? Ti sta mangiando viva, sei nella ragione, per una volta in vita tua tira fuori le palle e combatti per qualcosa di giusto!"

E così ho fatto!

Una folata di coraggio mi ha arrossato il viso e ho iniziato a difendermi di fronte a questa frustrata e isterica donna che mi si trovava di fronte.

Con voce ferma e decisa, ma senza mai diventare offensiva, ho cercato di far valere le mie ragioni.

Nulla.

Un muro.

Mi sono allora rivolta agli organi di competenza.

Nulla.

Un muro.

Nella loro inaspettata ma estrema gentilezza i tutori della legge mi hanno invitata a smettere di versar lacrime per una situazione che né loro, né tanto meno io, avremmo potuto risolvere.

Era la parola della direttrice alfa contro la mia.

Una lotta impari e ingiusta che l'ha vista trionfare su di me. Povera e ingenua consumatrice beta.

Con la coda tra le gambe e una dose imprecisata di lacrime versate, sono stata sconfitta su tutta la linea da una donna paonazza e con la fronte imperlata di un sudore perenne, che ben si accompagna col suo sporgente doppio mento. A volte l'aspetto trasandato delle persone tradisce veramente ciò che hanno nell'animo. Questa donna sgradevole alla vista e sgradevole dentro, mi ha riportata a una triste realtà: anche se sei nel giusto non sempre puoi vincere.

Ringrazio sentitamente questa donna per avermi inferto questa profonda lezione, per avermi indurita e per avermi guarita dalla sciocca illusione che se ti comporti bene quel bene ti tornerà indietro.

I problemi veri sono tutt'altri, lo so, ma ci confrontiamo tutti con la quotidianità di queste piccole ingiustizie.

Concludo così...nella vana speranza che il mio esempio esorti le persone a controllare bene i propri acquisti PRIMA di pagarli, perché ahimè...la direttrice alfa non perdona!

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