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«Soccorso...non sempre pronto»

Via Rodolfo Boselli, 19 · Via Dante

Il 3 settembre scorso, causa un infortunio domestico, ho dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso cittadino per un trauma cranico con lesione, rimediando 6 punti di sutura e l’invito a provvedere alla medicazione periodica a domicilio, senza alcuna prescrizione medica né visita di controllo. Dopo 2 settimane, la ferita presentava punti di sutura allentati e un forte odore di putrefazione. Mio malgrado, il 18 settembre mi sono recata nuovamente al pronto soccorso cittadino dove il medico chirurgo, mi ha tolto i punti di sutura, ripulito la ferita e prescritto l’antibiotico. Mi ha consigliato lo shampoo quotidiano di pulizia, le medicazioni domiciliari e mi ha offerto la disponibilità della struttura per eventuali medicazioni ambulatoriali, fissando la visita di controllo il 2 ottobre, convinto che non sarebbe stata necessaria in quanto, a suo dire, il miglioramento sarebbe stato evidente già dopo la prima settimana. Dopo alcuni giorni, la ferita sul cuoio capelluto, senza i punti di sutura, si presentava come un foro aperto di 1 cm di diametro che non dava segni di miglioramento. In preda allo sconforto e alla disperazione, mi sono rivolta al farmacista di fiducia, il quale, dopo aver visto la lesione, mi ha invitata a rivolgermi senza indugio al pronto soccorso. Per nulla persuasa, ho preferito contattare il chirurgo con studio a due passi dall’ospedale e che figura tra i 20 migliori chirurghi estetici di Piacenza, nella speranza che potesse ricevermi privatamente. Ho insistito molto con la segretaria affinché il medico mi ricevesse per un consulto ed infine sono stata contattata telefonicamente. Il dottore, infastidito dalla mia insistenza, mi ha manifestato la sua sorpresa per essere stato importunato poiché ero una paziente “pubblica” non privata e pertanto non avrei dovuto osare. Ha affermato che i miei problemi erano stati causati dal primo accesso al pronto soccorso mentre lui aveva solo rimediato, inoltre, negli interventi umanitari in Africa, ai feriti, anche più gravi di me, non si somministrano neppure gli antibiotici, basta acqua e sapone... Incredula e amareggiata mi sono rivolta al pronto soccorso di Castel San Giovanni dove il 2 ottobre (lo stesso giorno in cui avrei avuto la visita di controllo a Piacenza) sono stata sottoposta ad intervento chirurgico e dimessa con la seguente diagnosi: “Riscontro di soluzione di continuo del cuoio capelluto su base traumatica con esposizione ossea. La ferita tale da un mese non migliora nella guarigione. Si opta per revisione chirurgica”. Ringrazio di cuore il dr. Mazzilli Massimiliano e la sua equipe per le cure e la professionalità dimostrata.


Gina Casella

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