Martedì, 23 Luglio 2024
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Territorio montano: presidio e interventi per la difesa del suolo

La sicurezza idraulica è la condizione primaria per mantenere in vita le nostre valli

Il territorio montano e collinare dell'Appennino piacentino è affascinante e suggestivo, ma purtroppo, presenta una sfida costante legata alla sua elevata intensità di fenomeni franosi. Questi movimenti di massa, che possono essere pericolosi per le persone e le infrastrutture, sono causati principalmente dalla prevalenza di rocce a componente argillosa nella zona.

Le rocce argillose hanno una tendenza naturale a essere più suscettibili all'erosione e all'instabilità, specialmente quando sono esposte a numerose precipitazioni nei periodi primaverili e autunnali. Le piogge abbondanti durante queste stagioni possono saturare il suolo, rendendolo più debole e soggetto a cedimenti.

Tuttavia, nonostante le sfide, il paesaggio di quest'area offre anche opportunità di sviluppo e sfruttamento sostenibile delle risorse naturali.

L’attività di presidio  e di intervento a cura del Consorzio di Bonifica

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza gestisce nel comprensorio montano/collinare, della superficie complessiva di circa 1.900 kmq (1.400 montagna e 500 collina), 125 km di viabilità di bonifica e 47 acquedotti rurali e il suo ruolo è volto principalmente a dare risposte, mediante attività di presidio ed intervento, ai fenomeni di dissesto idrogeologico.

In caso di eventi meteorologici particolarmente intensi, a seguito dei quali le infrastrutture di varia natura vengono compromesse da pericoli alla pubblica incolumità per smottamenti, cadute massi o da interruzioni alla viabilità, il Consorzio provvede ad acquisire dalla Regione Emilia Romagna i finanziamenti necessari per realizzare gli interventi di ripristino del transito e messa in sicurezza. È poi secondo quanto stabilito da legge regionale (art. 3 della L.R. n. 7 del 6 luglio 2012) che viene programmata l’attività consortile in sinergia con il Nucleo Tecnico Politico per la Montagna che si riunisce per la valutazione del piano di interventi sul dissesto idrogeologico da portare a termine con le risorse derivanti dalla contribuenza montana. E quest’ultimo è uno strumento di concertazione fondamentale per la relazione tra il territorio e le attività dell’ente perché parte da un elenco di proposte di lavori relative alla lotta al dissesto idrogeologico provenienti dalle Unioni Montane e dai comuni non compresi (nelle unioni) a cui i tecnici consortili danno seguito con sopralluoghi e relative schede di progetto complete di stima dei costi e priorità secondo cui essere eseguiti. È poi il Nucleo Tecnico Politico a discutere il programma che viene successivamente inviato alle Unioni Montane, ai comuni non compresi (nelle unioni) e alla Regione ER, per le eventuali osservazioni.

31 progetti  diffusi sul territorio

Il Consorzio di Bonifica di Piacenza negli anni, insieme a una manutenzione diffusa, ha messo a punto una serie di progetti rispondenti alle esigenze del territorio.

Per il comprensorio montano, l’ufficio tecnico ha presentato 31 progetti in risposta al bando PSR della Regione Emilia Romagna per complessivi 3,5 milioni di euro.

Dei 31 progetti finanziati, 26 sono stati già portati a compimento nelle località: Ospedaletto (Bobbio); Ca di Ferro, Ca Straccino, Bagnalasta e Case Vapore (Alta Val Tidone); Casanova (Pianello V. Tidone); Roncoli (Corte Brugnatella), Arcello-Casa Celestina Pra di Ratto, Ca Nova Maffi, Ca Nova Tavani – La Buca (Pianello V. Tidone); Casa Colombara (Alta Val Tidone); Gattavera (Travo); San Michele, Pedina, Chignoli, Uccellaia e Casali (Morfasso); Centopecore e Predalbora (Farini); Proverasso e Pertuso (Ferriere); Bertonazzi, Ca bassano, Ronchi e Simoni (Gropparello); Ozza (Bettola).

Le parole del presidente del Consorzio

Luigi Bisi: “L’impegno dei tecnici e degli operai in favore del territorio montano è portato avanti con impegno e passione ma per quanto diffuso e costante non è mai abbastanza capillare perché le risorse necessarie per una completa messa in sicurezza e per il soddisfacimento di ogni esigenza esulano dalla capacità contributiva del territorio. È proprio per questo che provvediamo ad acquisire ulteriori risorse messe a disposizione da Europa, Ministeri, Regione tramite bandi. Per fare il punto sulle attività effettuate e in corso, e per rinnovare l’impegno dell’ente nella difesa del suolo, nei mesi scorsi abbiamo incontrato gli amministratori del territorio montano. Obiettivo comune quello di rendere più sicuro e accogliente il comprensorio a vantaggio di cui lo abita e di chi vorrebbe tornarci”.

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