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Anche Cantagalli e Meoni al Palbanca per il Bovo Day

Il primo giugno disputeranno la prima delle due gare in programma in ricordo dell’amico Bovo. Per l’occasione Cantagalli e Meoni saranno schierati fianco a fianco per dare spettacolo e rendere memorabile la seconda edizione del Bovo Day che, per questa circostanza, sarà sostenuta da Progetto Vita

Luca Cantagalli e Marco Meoni, oltre a condividere la professione e la passione per la pallavolo, hanno tante altre cose in comune come l’essere annoverati tra i membri della cosiddetta “generazione dei fenomeni” ed essere stati avversari di lunghe battaglie sul campo. Ma, in primis, possono vantare il comune privilegio di essere stati grandi amici di Vigor Bovolenta.

Entrambi, il primo giugno, scenderanno sul Mondoflex del PalaBanca per disputare la prima delle due gare (ore 16.00 amici di Bovo/generazione dei fenomeni contro Nazionale Over 50) in programma in ricordo dell’amico Bovo. Per l’occasione Cantagalli e Meoni saranno schierati fianco a fianco per dare spettacolo e rendere memorabile la seconda edizione del Bovo Day che, per questa circostanza, sarà sostenuta da Progetto Vita (per informazioni www.progetto-vita.eu).

Un evento che partirà dalla prima mattina con le esibizioni di sitting volley e i tornei di minivolley (per iscrizioni: www.fipavpiacenza.com) per poi passare alle due esaltanti sfide di pallavolo tra Amici di Bovo/Generazione dei fenomeni e Nazionale italiana Over 50 (ore 16.00) e Nazionale italiana contro Nazionale francese (ore 18.00).

Con un programma simile ci sono quindi solide basi per vivere una giornata all’insegna del divertimento, dell’amicizia e della pallavolo, come avrebbe voluto Bovo.

Luca Cantagalli, soprannominato dai suoi seguaci “bazooka” o “Sindaco” (visto che gran parte della sua carriera si è sviluppata a Modena) dopo 27 anni trascorsi sui campi di A1 e numerosi trofei in bacheca (7 Campionati, 9 Coppe Italia, 1 Supercoppa, 4 Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 6 Coppe CEV, 1 Supercoppa europea) dal 2009 ha cambiato visione del campo, passando a vestire i panni dell’allenatore e in questa stagione ha diretto la Conad Reggio Emilia.

Ha vissuto al fianco di Bovolenta negli anni d’oro di Modena e in quelli della Nazionale. Un ricordo di lui in primis da amico e da sportivo.

Parto dal ricordo che ho di lui da amico, ovvero una persona sempre sorridente e spensierata, mai triste. Bovo era fenomenale: aveva in ogni occasione la battuta pronta, ti trasmetteva allegria, un’allegria direi contagiosa. Il Bovo sportivo si sapeva trasformare; era pragmatico, grintoso, a volte aggressivo: anche nelle partitelle d’allenamento della settimana ci scappava sempre la discussione che però si concludeva in ogni episodio con una battuta e una risata. Ho il ricordo dello scudetto di Modena del 2002, stagione all’inizio molto travagliata che alla fine si è rivelata un’esperienza straordinaria. Ci sono tanti altri bei ricordi più intimi, che però preferisco tenere per me.

Conclusa la carriera da sportivo ora veste i panni dell’allenatore. Come valuta la situazione della pallavolo considerando che sempre più Club, nonostante il blocco delle retrocessioni, decidono di chiudere i battenti?

Stiamo vivendo un periodo di grande difficoltà economica, tanti sponsor si sono o si stanno allontanando dalla pallavolo perché nel concreto non hanno interessi a investire in questo sport. E’ un momento drammatico, c’è la necessità di trovare una soluzione e questa via d’uscita dovrebbe trovarla chi è al vertice, cioè la Lega Pallavolo e la Federazione. Bisogna trovare un rimedio prima di ritrovarsi a raschiare il fondo del barile, se necessario bisogna chiedere un aiuto anche allo Stato, che conceda qualche incentivo. La crisi non tocca solo le Società della Serie A, c’è da rendersi conto che anche le Società dilettantistiche soffrono questa realtà e che se anche loro sono costrette a chiudere lasciano in mezzo a una strada tantissimi ragazzini, cosa che non dovrebbe accadere. Il blocco delle retrocessioni non apporta grossi miglioramenti: le Società non retrocedono ma avendo poca liquidità il budget si riduce man mano drasticamente. Arrivati a questo punto chi fa questo lavoro di professione dovrà trovarsi un altro impiego. La pallavolo rischia quindi di tramutarsi in un dopo lavoro, in un hobby.

Di lei si ricorda anche l’aneddoto che la vide affiancato a Hristo Zlatanov all’All Star Game del 5 novembre 2006: sull’11-9 Zlatanov mandò una battuta direttamente in tribuna e dalla postazione dei commentatori di Sky lei, togliendosi giacca e cravatta, prese il suo posto ed eseguì il suo ultimo servizio di fronte a una standing ovation di 5000 persone. 

Ho cercato di allontanare il più possibile il mio addio alla pallavolo ma, si sa, quel giorno arriva per tutti, volenti o nolenti. Giocare a pallavolo è sempre stata la mia passione, la mia vita. Ho dato tutto per stare sul campo fino all’ultimo, poi il ritiro è stato inevitabile. Quell’ultimo episodio, vissuto sul campo, è stato davvero bello, uno dei più emozionanti. E’ stato entusiasmante anche il momento della preparazione: io non ne sapevo nulla e il tutto si è organizzato 10 minuti prima della gara. E’ stata davvero un’ottima chiusura, “condita” anche dall’amarezza del momento, ma essere applausi da 5000 persone è stato molto gratificante e una grande soddisfazione”.

Marco Meoni, conosciuto meglio come “Meo”, una vita dedicata alla pallavolo, e tanti trofei in bacheca tra Campionato e Nazionale entra più nel vivo del Bovo Day del primo giugno al PalaBanca.

Partiamo dal passato: oltre ai trascorsi in Nazionale, a Piacenza hai trascorso al fianco di Bovo una sola ma grande stagione. Un ricordo di lui all'interno dello spogliatoio e al di fuori.

Probabilmente io sono il giocatore che conosce il Bovo da più tempo. Ci siamo conosciuti da giovanissimi, quando stavamo mettendo le basi per il nostro futuro pallavolistico. La prima volta in cui le nostre strade si sono incrociate è avvenuta in concomitanza con la rappresentativa regionale Veneto, più o meno avremo avuto sedici anni. Dopo quell’episodio è arrivata la Nazionale Juniores e successivamente la Seniores per finire con l’esperienza a Piacenza. Presumo che il Bovo, per il mio arrivo alla Copra Elior, ci abbia messo lo zampino e sia stato probabilmente il mio più grande sostenitore. Avrei centinaia di episodi che vedono il Bovo protagonista dentro e fuori lo spogliatoio, ma amo tenerli custoditi gelosamente. Sono dei piccoli tesori il cui valore è inestimabile e che ci legano profondamente.

La seconda edizione del Bovo Day, dopo la prima dello scorso anno a Ravenna, si terrà al PalaBanca, ex casa sia per te che per Bovo. Che sensazioni e che emozioni hai avuto nella prima edizione e quali pensi vivrai il primo giugno?

Indipendentemente dalla sede, il Bovo Day è un evento che trasmette emozioni enormi e difficili da spiegare; queste sensazioni contagiano e coinvolgono tutti, da chi è in campo agli spettatori presenti per arrivare fino a quelli che seguono l’evento in tv. Eventi simili ti fanno capire quanto uno sport, in questo caso la pallavolo, riesca a unire migliaia di persone. Trascorrere questa giornata tra le mura del PalaBanca di Piacenza avrà un valore aggiuntivo, avrà un sapore ancora più veritiero.

La squadra gli “Amici di Bovo". Con che aggettivo o con che "slogan" descriveresti questo gruppo in modo che il messaggio arrivi anche a un pubblico che non segue costantemente la pallavolo?

Credo che non servano aggettivi o slogan per definire la squadra “Amici di Bovo”. Già il nome dice tutto. Gli amici sono gli amici, quelli che ci sono sempre, in ogni circostanza, sia nel bene che nel male. Il fatto che sia definita “gli amici” e non i “compagni” la dice lunghissima sul tipo di approccio che ci sarà in campo il primo giugno!

Il primo giugno il PalaBanca riaprirà i battenti per un evento che donerà ai presenti grandi emozioni e tanti ricordi.

Ricordiamo che il costo del biglietto per la visione delle due partite è di €.12. Tutti i biglietti sono numerati e non c’è distinzione tra interi e ridotti.

Unica zona di Tribuna Libera (ma sempre al costo di €. 12) è una parte della “Curva Bovolenta” che verrà occupata dai tifosi più “caldi e appassionati”.

La prevendita è già iniziata presso tutte le filiali della Banca di Piacenza e proseguirà fino al 31 maggio (salvo esaurimento dei biglietti).

Per i residenti in zone in cui non sono presenti filiali della Banca di Piacenza sarà possibile acquistare il biglietto tramite bonifico bancario scrivendo e dando indicazioni (numero di biglietti, nominativo del ritiro e numero di telefono) a organizzazione@copraelior.it .

Per quanto riguarda la richiesta di postazione stampa i giornalisti possono scrivere a stampa@copraelior.it .

PROGRAMMA  1 GIUGNO 2013 al PalaBanca di Piacenza

ORE 10:00-12:00

le classi elementari delle scuole di Piacenza arriveranno al PalaBanca per partecipare a una mattinata di giochi firmati Progetto Vita Sport e Copra Elior Progetto Vita Ragazzi. Progetto Vita insieme ad associazioni di volontariato organizzano stand informativi con gazebo e isole di addestramento per l’uso del defibrillatore per tutti i bambini, con rilascio di libretti, attestati di partecipazione. Insegneranno, come un gioco, insieme agli insegnanti già preparati a queste lezioni a iniziare le manovre del primo soccorso. Gli  istruttori di Progetto Vita coordineranno i giochi.

  

ORE 14:00-16:00

Esibizioni di Sitting Volley e tornei di minivolley e parkvolley organizzati dalla FIPAV di Piacenza. Per iscrizioni: www.fipavpiacenza.com

Ore 16:00 -17.00

partita dimostrativa di volley tra la squadra degli amici di Bovo/generazione dei Fenomeni e la Nazionale over 50 che parteciperà alle Olimpiadi di agosto 2013 a Torino

ORE 18:00

amichevole tra le nazionali di pallavolo Italia - Francia

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