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Assigeco, il punto del ds Pagani: «Chiuso un ciclo»

I rossoblù ripartono da coach Salieri, dall'asse play-pivot Sabatini-Skeens, e forse da Pascolo

Questa è un'estate importante in casa Assigeco Piacenza. Il roster rossoblù, che negli ultimi anni ha potuto contare su una sua solidità e compattezza, dal prossimo campionato di serie A2 dovrà trovare dei nuovi equilibri. Sono infatti diversi i giocatori che non torneranno per indossare la casacca del campus, anche se i punti cardini del progetto tecnico sportivo non cambiano: dall'allenatore Stefano Salieri che continuerà a chiedere il suo gioco, a due dei maggiori protagonisti come il regista Gherardo Sabatini ed il lungo Brady Skeens, rispettivamente miglior assistman e rimbalzista dell'ultima regular season di A2 con 7.6 smazzate e 12.2 carambole afferrate.

«Volevamo ripartire dal coach e dall'asse play-pivot che tanto ha fatto bene - ha esordito il direttore sportivo Alessandro Pagani -, con Brady che aveva diverse squadre interessate a lui. L'obiettivo dopo queste ultime due ottime stagioni era quello di confermare il nucleo di atleti italiani, però non sempre quello che si pensa si riesce a concretizzare. Miaschi e Cesana hanno ricevuto offerte da club importanti come Cantù. Ci dispiace per Gajic che ha deciso di uscire dal contratto per provare una nuova esperienza, nonostante il piano tecnico per lui era importante per la prossima stagione. Ognuno però è libero di fare le proprie scelte. Con Pascolo è terminato il contratto ed attualmente è svincolato. E' un giocatore importante, che ha già ricevuto offerte anche dalla serie A, e per questo stiamo valutando perché comunque merita un ingaggio importante. E con la nuova riforma del lavoro sportivo i contratti saranno maggiorati a livello fiscale, il che ci fa guardare all'intero contesto di costruzione della squadra».

Con la conferma di Querci ma con il lungo Galmarini che ha firmato in serie B con l'ambizioso Ruvo di Puglia dell'ex tecnico della Bakery Campanella, cambierà il volto dell'Assigeco 2023/24. «In vista della prossima stagione possiamo dire che si chiude un ciclo, perché sono tanti i ragazzi della squadra in uscita. Cerchiamo di aprirne un altro, in considerazione del fatto che il coach è lo stesso. Quindi le prerogative tecniche sono praticamente le stesse: ingaggeremo giocatori fisici, che hanno fame, che vogliono dimostrare qualcosa. Per questo non puntiamo ad atleti a fine carriera e che non hanno più nulla da dire. L'obiettivo minimo resta quello di mantenere la categoria, visto che comunque con sei retrocessioni il campionato anche quest'anno sarà tosto e lungo. Per questo costruiremo un roster che si salvi ma che possa anche togliersi delle soddisfazioni puntando ai playoff - ha concluso il ds rossoblù -, come facciamo ormai da due anni».

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