Venerdì, 19 Luglio 2024
Basket

Tanti chilometri e sacrifici per inseguire un sogno

Una dozzina di giovani atleti, poco più che maggiorenni e provenienti da mezza Italia, hanno condiviso il parquet del PalaFranzanti per una giornata

Bisogna lavorare, sudare e fare tanti sacrifici per raggiungere l'obiettivo. Quante volte sentiamo dire queste parole, che valgono per la vita quanto per lo sport, a maggior ragione se si tratta di ragazzi che devono costruire il proprio futuro. E la prova pratica si è avuta a Piacenza, in occasione dei provini indetti dalla Bakery alla ricerca di qualche giovane talento da inserire nel proprio roster ai nastri di partenza del prossimo campionato di serie B Nazionale. Una serie di giovani promesse che hanno fatto tanti chilometri per inseguire il sogno di poter sfondare nella pallacanestro che conta. Storie che da sole servirebbero per motivare allo stesso modo, se non di più, tanti loro coetanei che amano inseguire quel pallone a spicchi su di un parquet.

E allora raccontiamola qualche storia, che potrà essere uno spunto per chi magari è pronto a gettare la spugna, convinto di non potercela fare a realizzare quel sogno. Giorgio è arrivato da Alba, e senza l’auto a disposizione ha dovuto prendere il treno facendo un viaggio di ore e ore a causa di diversi cambi perché le comunicazioni tra le due città sono servite male. Al rientro a casa ha fatto notte fonda con un compagno di avventura e di scuola, non perché sia andato ad una festa ma perchè mentre tirava a canestro sperando di strappare un contratto doveva anche preparare la maturità. E questo non l'ha scoraggiato. Cuore più leggero per Filippo, che proprio al mattino ha fatto l'esame orale, e finalmente libero è corso in stazione per saltare sul primo treno che lo portasse a Piacenza. E' arrivato provato, stanco morto dopo le fatiche studentesche, ma non ha voluto perdere l’opportunità di questo provino e nell'allenamento pomeridiano ci ha messo tutta l'energia possibile per far vedere quanto valesse anche sul rettangolo di gioco.

Si parla tanto dei parenti che con la loro esuberanza intralciano, spesso e volentieri,  il lavoro degli allenatori e inguaiano la crescita dei propri figli. Ma va sottolineato che spesso i sacrifici non solo li compiono i ragazzi che corrono per inseguire quel sogno, ma anche i genitori che li supportano e li sostengono nei momenti più duri. Ed è il caso di Nicola, arrivato al PalaFranzanti accompagnato dalla mamma, che gli ha permesso così di non farlo svegliare all’alba per raggiungere la città con i mezzi. Un modo anche per preservare quelle energie scaricate in campo nella doppia seduta di lavoro. E insieme a loro c'era anche l'amico dell'uomo per antonomasia, il fidato cagnolino. Seppur anziano non si separano mai da lui, lo portano dappertutto pur di non lasciarlo solo. Un altro grande insegnamento di quei valori puri che vanno al di là di qualsiasi interesse personale.

C'è però chi ha davvero dovuto sudare, non solo metaforicamente parlando o naturalmente in campo, come Alessandro. Alla fine dell’ultimo allenamento si è fatto velocemente la doccia e si è lanciato verso il cancello del palasport, di corsa a piedi verso la stazione, con grande umiltà senza neppure chiedere un passaggio, perché aveva l'ultimo treno da prendere per fare ritorno a casa a Tortona. La storia più incredibile è però quella di Frank, arrivato da Roma. Il treno delle 6:10 del mattino in partenza dalla capitale è stato soppresso, ma ha dato la parola che sarebbe stato presente al provino ed ha così letteralmente sfidato la sorte. Di fretta verso la stazione degli autobus, ha preso il primo pullman che lo avrebbe portato a Piacenza. Dopo sei ore di viaggio è a destinazione. Ha saltato l’allenamento del mattino, ma al pomeriggio lotta come un leone. Quando la seduta è finita, può finalmente "riposare". Tanto deve aspettare che si facciano le 23, orario di partenza del treno di ritorno che lo riporterà a Roma dopo una giornata trascorsa ad attraversa quasi mezza Italia.

Tra un allenamento e l’altro, Giorgio, Filippo, Nicola, Alessandro, Frank e tutti gli altri ragazzi, tra i quali ovviamente anche i giovani del vivaio Bakery, rigorosamente in maglia rossa e orgogliosi di essere i padroni di casa, hanno pranzano insieme. Si sono riposati all’ombra in piscina, come se avessero vissuto insieme da sempre. E nella partitella finale, pur non conoscendosi, si sono incitati a vicenda mettendo persino da parte la rivalità. Perché nonostante tutto, erano in competizione per convincere lo staff tecnico a dargli una possibilità in prima squadra. Una dozzina di giovani atleti che hanno condiviso quel parquet per una giornata, dopo tanti chilometri e sacrifici con il solo obiettivo di inseguire un sogno. Qualunque sarà la loro carriera, questi ragazzi, poco più che maggiorenni, hanno vissuto una bella esperienza che sicuramente gli ritornerà utile per il futuro. Fuori o dentro un campo da gioco.

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