Como e Paganese, arrivano le prime grane per la Lega Pro

Dopo la prima giornata di campionato, iniziano le grane per la Lega Pro. Un’estate caratterizzata dall’enorme numero di ripescaggi (alla fine ben 11) per definire forzatamente il format a 60 squadre a 3 gironi

Dopo la prima giornata di campionato, iniziano le grane per la Lega Pro. Un’estate caratterizzata dall’enorme numero di ripescaggi (alla fine ben 11) per definire forzatamente il format a 60 squadre a 3 gironi, quantitativo evidentemente in sovrannumero rispetto alle reali capacità finanziarie dei club, non è stata sufficiente a garantire la piena regolarità di una stagione che ora, vista la particolare situazione di Como e Paganese, rischia di ripartire “zoppa”.

PAGANESE ESCLUSA DALLA LEGA PRO: la prima notizia riguarda l’ormai certa mancata iscrizione della formazione campana del girone C. Un’esclusione che arriva a campionato iniziato dopo che la Co.vi.Soc aveva bocciato la squadra a causa di un debito erariale non saldato nei termini. Ci aveva pensato poi il TAR del Lazio a complicare la questione, ordinando la provvisoria ammissione dei salernitani in Lega Pro. Ora, con le squadra già scese in campo e la serie D che e’ prossima a farlo, il consiglio federale è chiamato in tutta fretta a trovare una situazione che, gioco forza non sarà ottimale. Si continuerà a 59 squadra o si riapriranno i termini dei ripescaggi? E’ facile propendere per la seconda situazione con Nardò e Monza pronte alla chiamata. Grottesca la situazione dei brianzoli, arrivati decimi in serie D a ben 31 punti dalla seconda, che non compaiono in nessuna graduatoria di merito per il recupero nella terza serie ma che sembrano i maggiori candidati (anche per questioni politiche) a sostituire la Lega Paganese; viene da chiedersi, a questo punto, con che criterio il Monza possa essere inserito nel girone meridionale, impensabile infatti un rimescolamento degli altri gironi a campionato iniziato, quando invece una squadra della sua provincia (il Renate) che dista solo 24 km, gioca nel girone A.

COMO SENZA STADIO: non si giocherà domenica prossima Como-Pontedera, rinviata a data da destinarsi. E’ infatti inagibile lo stadio Sinigaglia e la società lariana non è riuscita in tempo utile a trovare un campo alternativo per disputare il match della seconda giornata di campionato. Per la verità si era cercato tra Sesto San Giovanni, Busto Arsizio, Salò e Lumezzane di proporre una soluzione anticipando al sabato l’incontro ma la squadra toscana non ha condiviso la decisione dell’anticipo. Anche qui si teme di minare la regolarità di campionato con una squadra che ad oggi e’ senza stadio. Il Como Calcio, che nel frattempo è stato dichiarato fallito, non è riuscito in 12 mesi (il problema si era già manifestato nella scorsa stagione in B) a garantire i lavori di adeguamento del proprio impianto scaricando sul Comune le colpe nei ritardi delle autorizzazioni. Ora, al di là di chi sia la responsabilità della situazione, tutto ciò non pare corretto e rispettoso verso tutte le altre società che invece hanno adempiuto nei termini, indicando impianti perfettamente a norma per la Lega Pro. In una giustizia sportiva che punisce severamente alcune leggerezze burocratiche (vedi il recente caso di Sassuolo-Pescara), pare perlomeno curioso che una società che non riesce a mettere a disposizione un campo a norma per le disputa delle partite, venga cosi platealmente “graziata”.

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