Vittoria importantissima per il Copra Elior: 3-2 con il Padova

La prima partita del girone di ritorno inizia con una vittoria, seppur di misura, ma importantissima in chiave salvezza, contro la Fidia Padova che mai mollando e approfittando di molti errori piacentini costringe la Copra al tie-break in una gara durata ben 2 ore

Uno striscione apparso durante la gara (foto Pochileo)

La prima partita del girone di ritorno inizia con una vittoria, seppur di misura, ma importantissima in chiave salvezza, contro la Fidia Padova che mai mollando e approfittando di molti errori piacentini costringe la Copra al tie-break in una gara durata ben 2 ore.

La squadra, senza più mister Lorenzetti dimissionario nei giorni scorsi, si affida al suo secondo allenatore, Tubertini Lorenzo, per cercare un riscatto in una stagione che, pur presentandosi con molte incognite, non si poteva immaginare così disastrosa come punti-classifica alla fine del girone d’andata, fuori dalla coppa Italia e addirittura in zona retrocessione. La squadra parte con il sestetto titolare, con Zhekov alzatore, Papi e ZLATANOV schiacciatori di banda, NIKOLOV opposto e HOLT e Tencati centrali, con Marra libero.

Nelle prime battute le due squadre si studiano e il primo time-out tecnico vede avanti Piacenza 8-6 grazie ad un attacco di Papi, a fine partita eletto mpv della gara, che oggi festeggiava le 500 presenze in A1. Verona, con Semenzato in battuta riesce brevemente a riportarsi in avanti ma capitan Zlatanov infila una serie di schiacciate, coadiuvato in attacco dal sempre presente Papi e da un Nikolov in gran forma che in questo set capitalizza ogni palla che riceve.

Dopo il secondo time-out, il Verona cede e da una serie di ottime battute di Holt si ottiene il passaporto per il 25-19 a favore dei biancorossi. Ma come ormai ci ha abituato la Copra quest’anno, la partita si presenta immediatamente diversa nel secondo set. Padova, con Simeonov e Rosso, fanno male in battuta e si portano al primo time-out tecnico in vantaggio di 8-3; Piacenza cerca di riportarsi vicino (ace di Nikolov e un paio di buoni muri) e il divario di punteggio si riduce ma i molti errori in attacco e in battuta consentono ai veneti di creare uno strappo e di giungere al secondo parziale con il risultato di 16-13.

Gestendo bene gli errori avversari e le proprie forze, la Fidia tiene a distanza la Copra, mantenendo invariato il divario e conquistando il secondo set. Anche nel terzo set, la partenza della Copra è assolutamente inguardabile; errori in servizio, attacchi sbagliati e Padova tenta di prendere il largo; ma Nikolov e alcuni buoni muri consentono ai piacentini di sopravanzare, aiutati anche da alcuni errori degli avversari.

Con un buon margine di punti, gestiti con attenzione, la Copra chiude il set sul punteggio di 25-21. Il quarto set inizia come era iniziato il primo, con le due squadre che lottano punto a punto; gli emiliani si dimostrano più fallosi, ma tengono il ritmo fino al primo time-out tecnico, dopodiché una serie di servizi i battuta di Simeonov mandano in palla la difesa biancorossa che non riesce più a tenere la partita e si disunisce, non aiutata anche da alcun decisioni degli arbitri, in serata decisamente negativa.

Così Padova arriva a un parziale di 21-13, facile da gestire; mister Tubertini prova allora a cambiare le carte, sostituendo la diagonale palleggiatore- opposto, cioè Zhekov e Nikolov, con Kampa e Sidibe, ma i veneti chiudono con il punteggio di 25-18. Come da copione, tie-break combattuto punto a punto, ma la Copra ha un arma in più; Samuele Papi, che in trance agonistica trascina piano piano la sua squadra prima sul 10-7 e poi alla vittoria mettendo giù il pallone del 15-12.

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Prova di orgoglio, di carattere, quella che si è vista al Palabanca da parte della Copra, sostenuta da un pubblico sempre presente e attento, ma troppi sono stai gli errori e i cali di tensione, all’interno non solo della partita, ma anche dei singoli set; in bocca al lupo, quindi, al nuovo mister di buon lavoro, perché di lavoro da fare sembra che ce ne sia tanto, per far tornare la Copra competitiva come è sempre stata.

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