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Derby, niente gol tra Piacenza e Pro Piacenza al Garilli: prevale il nervosismo

Finisce 0-0 il derby tra il Pro Piacenza e Piacenza. Partita senza emozioni ma solo con tanto nervosismo. Il presidente Marco Gatti a fine gara: «Non sono assolutamente contento», soddisfatto invece l'allenatore dei rossoneri Arnaldo Franzini

Al Garilli, con le telecamere di Rai Sport piazzate, Pro Piacenza e Piacenza si sono divise la posta nella partita più attesa del girone B della Serie D.

Un incontro che doveva rievocare gli anni Cinquanta invece è sembrato più da tempi di aumento dell’Iva, le due squadre si sono affrontate sbattendosene anche della storicità. Passi per la casacca classica del Piace, ma sarebbe stato fascinosamente “vintage” vedere i biancorossi in maglia bianca e banda trasversale rossa e il Pro in maglia rossonere a righe strette.

Invece ci siamo dovuto accontentare degli ultras del Piace i quali a fine incontro, come i soldati giapponesi della Seconda guerra mondiale, non avvertiti che la partita era terminata, si sono presentati ai cancelli dell’ingresso principale per manifestare la loro insoddisfazione nei confronti degli organizzatori che stavano già spegnendo le luci dello stadio e che, per evitare corto circuiti, hanno schierato due linee di poliziotti e un pulmino della polizia a baluardo del gruppo elettrogeno.

Dopo una settimana di battage mediatico, come ha ricordato Viali in conferenza stampa, che, grazie alla Rai, ha coinvolto un pubblico ben più ampio di quello visto al Garilli, già di per sé straordinario per la categoria, inducendo perfino l’enclave di tifo biancorosso della costa teramano-pescarese a trascorrere una domenica sera davanti ai teleschermi, si è assistito ad una partita ricca di pathos, ma povera di contenuti spettacolari.

Viali ripresenta il 3-4-3, mentre Franzini risponde con un più elastico 3-5-1-1 caratterizzato dal turbante di Rieti, sempre a richiamare gli anni Cinquanta. I biancorossi si dispongono con il tridente da destra Volpe-De Vecchis-Marrazzo, a cui i rossoneri di casa rispondono con l’ asse Franchi-Piccolo.

La prima emozione è del Pro con Matteassi che al 13’ da destra entra in area e tira in diagonale costringendo ad una parata in mezzo volo Ferrari che devia alla sua destra, poi l’ azione si perde. L’ arbitro fiorentino Capasso, forse a causa delle numerose cadute verificatesi oggi nella sua città durante il mondiale di ciclismo (150 ritirati su 200), ha adottato un metro di giudizio che ha tenuto in scarso conto la regola del “vantaggio” e ha distribuito un discreto numero di ammonizioni, adeguato il  giusto per un derby, non influendo, tuttavia, sullo svolgimento e sul risultato finale.

La partita scorre via senza intervalli pubblicitari fino al 39’ quando Volpe scende sulla destra, passa un pallone filtrante in area per Marrazzo che tira con poca convinzione alla destra di Donnarumma lasciando il palo a 1 metro. Risponde sul finale Melegari che batte una punizione dalla trequarti destra, la palla raggiunge Cazzamalli che la colpisce di testa ma  viene deviata sul controbalzo in angolo. Il tifo delle due squadre si riconosce facilmente. Compassato, britannico e di età media o elevata o bassa quello di casa rossonera, inglese dei sobborghi nonché latino dell’età di mezzo quello biancorosso.

Al rientro non ci sono sostituzioni ma Marrazzo al 3’ fa illudere che sia una partita diversa. Infatti recupera palla a centrocampo, scende sulla sinistra, entra in area ma al momento del tiro un piede rossonero devia la botta in angolo.

Non è nemmeno una partita (tal dig in piasintein) del “vorumas bei”, perché la fatica aumenta e gli interventi a favore del reparto di ortopedia si incrementano, ma non mancano nemmeno le prove d’autore per guadagnarsi una scrittura nella compagnia del teatro “Gioco Vita” di Diego Maj.

Al 24’ ancora Marrazzo si propone con un’ azione personale e Donnarumma para a terra. Se nel primo tempo le due squadre agivano in campo diversamente, il Piace manovrando ed il Pro rilanciando a saltare il centrocampo, nella seconda frazione sono aumentati i lanci del Piace, mentre il Pro ha accentuato il gioco di rimessa.

Al 29’ Donnarumma telefona a papa Bergoglio per respingere a due metri dalla porta all’altezza del proprio palo destro, un colpo di controbalzo di Marrazzo su assist non del tutto voluto di Rossi che colpisce sugli sviluppi di un calcio d’angolo dentro il settore centro destra dell’ area di rigore.

Qualche striscione degli ultras biancorossi ricorda la presunta scarsa affluenza di pubblico sugli spalti ufficiali del Pro, la scarsa vena “tifosa” della tribuna centrale e le persistenti difficoltà della vicina Cremona a smaltire le deiezioni dei propri cittadini, mentre in campo i giocatori si affievoliscono, Matteassi lascia la fascia di capitano a Colicchio e Arena finalmente entra in campo.

Si arriva, come nelle riviste teatrali, alla chiusura in crescendo. Al 44’ ubriacanate azione personale sulla sinistra di Castellana che vede il proprio tiro, già visto in rete dai fedeli rossoneri, deviato in extremis in angolo dai difensori biancorossi; sul calcio d’ angolo susseguente Cazzamalli obbliga Ferrari ad una dimostrazione di reattività a pugni chiusi.

Poi Rieti abbatte Marrazzo sulla ripartenza e così la baracca si chiude senza gol. Un pareggio che da più parti veniva se non auspicato, almeno pronosticato. Non si compromette così il cammino di nessuna delle due compagini che si ritroveranno poco prima di San Valentino probabilmente ai vertici di questo girone, anche se qualcosa dovrà cambiare: il Piace in difesa e centrocampo, il Pro in attacco. Sotto una pioggerellina insistente i giocatori rientrano negli spogliatoi. Otto ore dopo il derby della Mole, il celeberrimo derby della Muntà di Ratt è archiviato.

IL TABELLINO

                                                                                                       


 

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