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Franzini, quando il mister è profeta in patria

“Nessuno è profeta in patria” recita una storica locuzione latina, affermazione non certo che si addice ad Arnaldo Franzini. Se affermarsi è difficile e ripetersi è quasi impossibile per il tecnico di Vernasca è vero l’esatto opposto, capace di una duplice impresa in due squadre della stessa città

“Nessuno è profeta in patria” recita una storica locuzione latina, affermazione non certo che si addice ad Arnaldo Franzini. Se affermarsi è difficile e ripetersi è quasi impossibile per il tecnico di Vernasca è vero l’esatto opposto, capace di una duplice impresa in due squadre della stessa città. Prima la cavalcata con il Pro Piacenza portato in sette stagioni dalla Promozione alla salvezza in Lega Pro e poi l’annata dei record con il Piacenza, affermazioni importanti che certificano ancora di più la qualità del silenzioso lavoro del quarantottenne allenatore biancorosso. Fortemente voluto da Stefano Gatti all’indomani del tribolato biennio Viali-Venturato-Viali-Monaco rinnegando anche De Paola nonostante il suo più che degno interregno, il Piacenza ha virato deciso sull’allenatore capace sull’altra sponda di costruire un miracolo sportivo portando il Pro tra i professionisti e salvandolo dopo un’annata tutta di rincorsa. C’era chi, nell’estate scorsa, temeva che Franzini avrebbe avuto difficoltà nel gestire la pressione di un ambiente assetato di promozione in maniera spasmodica e scottato dai due precedenti tentativi andato a vuoto, ma una campagna acquisti condotta in prima persona ed un inizio di campionato incoraggiante hanno subito fatto intendere come il lavoro di preparazione pre-campionato fosse indirizzato correttamente. Mai un vero momento di sbandamento anche dopo i passaggi a vuoto di Ciserano e Venegono, una condizione fisica sempre costantemente di livello, miglior attacco e miglior difesa del campionato, una media punti da record non solo per tutta la serie D ma anche in raffronto agli altri campionati; sono questi i capisaldi di una stagione sempre al vertice forse anche al di sopra delle aspettative e che possono rilanciare i biancorossi verso un nuovo ciclo vincente anche tra i professionisti. L’arrivo in Lega Pro può e deve essere il punto di partenza per riaprire ad obiettivi importanti di medio periodo,  a patto che si dia continuità alla base operativa gettata fino ad oggi; la rosa, infatti, pur non essendo giovanissima, è in grado di affrontare per almeno un biennio il campionato professionistico, ovviamente con i dovuti rafforzamenti in quei ruoli che paiono scoperti (in particolare difesa ed attacco). L’ex Serie C, infatti, rappresenta un campionato con peculiarità differenti rispetto alla D: maggiore preparazione atletica ed avversari con rose di attaccanti quantitative e qualitative importanti, l’obbligo di non schierare “under” tra i titolari innalza il livello di esperienza delle formazioni, per cui e’ primario al fine di ben figurare, avere difese impeccabili ed almeno un bomber che possa garantire precisione sotto porta. Gli obiettivi di mercato saranno dunque concentrati sul rafforzamento generale della rosa con tre o quattro elementi di categoria, mantenendo però inalterata l’ossatura di una squadra che ha frantumato tutti i record.

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