Giuseppe Cremonesi: “Bakery non mollare”, l'intervista

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Giuseppe Cremonesi è il vice di Franco Corraro alla guida della Bakery Volley Piacenza. I suoi consigli sono stati fino ad ora fondamentali per raggiungere un ruolino di marcia di tutto rispetto, come quello della formazione piacentina.
Il secondo allenatore, che vanta una grande esperienza, con trascorsi in serie A1, rivela le ragioni che lo hanno spinto a scegliere questo progetto. Cremonesi analizza anche il momento delicato di Nicolini e compagne, che sabato prossimo, ore 20:30, proveranno a recuperare dopo il ko interno patito da Porcia: sarà proprio lui a guidare il team dei fratelli Beccari, che, causa squalifiche, dovrà rinunciare a Franco Corraro per 2 giornate.

Cosa ti ha convinto ad entrare a far parte dello staff Bakery?
Non posso negare che il progetto sia ambizioso ed allettante: non è stato difficile accettare. La prima cosa che mi ha colpito è la serietà di questa società, a cominciare dalla dirigenza e dai fratelli Beccari. A contattarmi è stato Stefano Mazzari, il direttore sportivo, che conosco da tanti anni e che non finirò mai di ringraziare per avermi reso un membro di questa grande famiglia.

Hai allenato praticamente in tutte le categorie. Quali le differenze nella preparazione di una squadra di B1 rispetto a formazioni di A1 e A2?
Avendo giocatrici in organico che hanno giocato nelle categorie più alte, in realtà la differenza è minima in tanti aspetti: la presenza di Secolo, Nicolini e Mazzocchi rende sicuramente tutto più semplice per noi. La professionalità è fondamentale, e non sempre è facile ottenerla dai giocatori, ma quando ci sono interpreti di questa levatura la strada dell’allenatore è in discesa. Logicamente rispetto all’A1 e all’A2 ci sono molti meno allenamenti, ma il nostro gruppo ha indubbiamente una mentalità professionistica.

In rosa 2 campionesse come Nicolini e Secolo: uno stimolo o una responsabilità in più?
Senz’altro uno stimolo, almeno per me: so di dover sempre dare il massimo, perché giocatrici di questo tenore pretendono e si meritano questo. Per quanto mi riguarda la cosa è soltanto positiva. Lo è senza dubbio anche per le ragazze, che sono a contatto con due campionesse in carica e hanno modo di imparare moltissimo.

Fino a questo momento la Bakery vanta un ruolino di marcia di tutto rispetto: è in zona play off, a ridosso delle prime 2. Come valuti la prima parte di stagione?
Oggettivamente abbiamo lasciato qualche punto di troppo per strada: ci sono state delle lacune a livello di chimica di gioco. Il nostro compito, come staff tecnico, è proprio quello di studiare a fondo questi punti deboli per correggerli e migliorare al più presto. Chiaramente dobbiamo assolutamente evitare altri passi falsi: l’obbiettivo è importante e noi ci teniamo a fare bene.

Che rapporto si è creato con Coach Corraro?
Pur essendo la prima volta che mi trovo a lavorare con lui, lo conoscevo già da tanti anni: è un allenatore che ha una grandissima passione e professionalità. Quanto a Filippo Amani, penso sia una persona disponibile e con tanta voglia di imparare. Ci troviamo bene e cerchiamo di lavorare sempre con la massima serenità per affrontare al meglio questa avventura insieme, sperando di portare a casa dei buoni risultati.

Con Porcia è arrivata la prima sconfitta interna. Un colpo duro per la squadra?
Io mi sono arrabbiato molto, anche perché odio perdere, soprattutto in casa. Adesso dobbiamo guardare avanti e cambiare subito marcia. La società da noi, intesi come squadra e staff, pretende tanto, giustamente, e dobbiamo metterci nelle condizioni di soddisfare queste richieste da subito.

In questo senso sarà fondamentale già la gara di sabato con Montale. Come la affronterete?
Senza preoccuparci troppo di quello che succede dall’altra parte della rete: dobbiamo prima di tutto cercare di sbagliare il meno possibile, evitando gli errori commessi nei primi 2 set della gara di sabato scorso.
Noi abbiamo i mezzi per imporre il nostro gioco , indipendentemente dal nostro avversario. Il primo passo per vincere sarà ritrovare la giusta determinazione, oltre a quella chimica di gioco che purtroppo ultimamente è mancata in alcuni frangenti.


Corraro ha spesso detto che questa, a suo modo di vedere, non è ancora la vera Bakery. Cosa dovete ancora migliorare secondo te?
La Bakery che ho in testa io è una squadra grintosa, che lotta con tutti i 12 elementi con il coltello tra i denti dal primo all’ultimo punto di ogni singolo parziale. Penso sia giusto rispettare ogni avversario e non peccare di presunzione, ma allo stesso tempo dobbiamo essere sicure dei nostri mezzi: la convinzione nelle proprie capacità è fondamentale nei momenti di difficoltà, chi è abituato a vincere lo sa bene.
 

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