«Il tifo è la prova dell'amore per la maglia biancorossa»

Intervista a Davide Battistotti, ultras biancorosso portavoce dei tifosi all'interno della società Lupa Piacenza: «una squadra non corrisponde ad una matricola della Federazione, ma è un'istituzione, un monumento e resta il simbolo della città di Piacenza»

Gli ultras biancorossi al Garilli

Il cuore pulsante della Lupa Piacenza sono senza ombra di dubbio i tifosi: sempre numerosi, colorati e rumorosi, ogni domenica accompagnano con il loro calore la squadra di William Viali e fanno registrare cifre da record, con una media superiore ai 1800 che fa invidia ovviamente a tutta la categoria ma anche a tante piazze importanti del campionato di LegaPro. Insomma, Piacenza e i piacentini ci sono e la loro fede non è nè retrocessa nè diminuita. Anche all'interno della società biancorossa i tifosi sono presenti con un loro rappresentante: Davide Battistotti, un consigliere che agisce da ponte e collante tra tifoseria e club. "Fare parte della Lupa Piacenza -esordisce Battistotti- è fonte di grande soddisfazione, anche perchè sono stato uno dei creatori del "Salva Piace" e sono legatissimo alla squadra della nostra città: il mio ruolo consiste nel raccogliere e ascoltare tutte le impressioni dei tifosi e trasportarle all'interno della società. Quando si parla di tifosi non si intendono solo i gruppi storici del tifo biancorosso ma anche il supporter "normale"".

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Il Piacenza Calcio è stato per un almeno un ventennio una vera e propria istituzione cittadina e, nonostante le disavventure societarie e sportive degli ultimi anni, al momento la Lupa è sui binari giusti per tornare a ricoprire tale ruolo, sempre sostenuta e supportata dai suoi tifosi. "Il tifo è la prova dell'amore che vi è per la maglia e che le promesse della nuova proprietà sono state mantenute; ciò che ci inorgoglisce è il fatto che allo zoccolo duro e storico del tifo si sono aggiunti nuovi giovani tifosi". Il Garilli ha conosciuto nuovi sostenitori che negli anni passati e in categorie superiori non aveva mai ospitato: una rinascita percepita tanto sugli spalti che all'interno della società. "Un grande risultato per noi, tutta questa gente ci inorgoglisce. Tuttavia ci sono persone -conclude Battistotti- che in questa dimensione hanno avuto problemi ad identificarsi; io non entro nel merito delle loro decisioni, ma affermo che una squadra non corrisponde ad una matricola della Federazione, ma è un'istituzione, un monumento e resta il simbolo della città di Piacenza. Questa filosofia si è ben radicata fin da subito e il merito non può che essere dei tifosi".

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