L'eterno Papi trascina Piacenza. Per l'Lpr è vittoria al cardiopalma contro Verona

Una vittoria al tie-break che schioda Piacenza dallo zero in classifica ma che rilancia soprattutto i biancorossi in un campionato possono giocare un ruolo da co-protagonisti

Una vittoria al tie-break che schioda Piacenza dallo zero in classifica ma che rilancia soprattutto i biancorossi in un campionato possono giocare un ruolo da co-protagonisti. La partita per Verona rappresenta per l’Lpr il “punto zero” dopo gli impegni contro Perugia e Civitanova affrontati con troppe assenze che hanno reso difficilmente giudicabili le sconfitte di Piacenza. Contro la Calzedonia, invece, i ragazzi di Giuliani si presentavano finalmente a gran completo: superati i guai muscolari di Yosifov ed i problemi di tesseramento di Marshall, il solo Parodi e’ parzialmente disponibile in seconda linea con la maglia da libero di riserva. Per l’occasione il mister marchigiano sceglie alla banda la diagonale Clevenot-Marshall sacrificando in avvio il centrale bulgaro per Tencati, scelte che massimizzano la potenza in attacco di Piacenza ma che inevitabilmente tolgono fisicità al centro. Giani invece ha a disposizione sia Ferreira che Djuric ed opta per Lecat in panchina, togliendo alla sua seconda linea qualche certezza in più garantita dal ricevitore francese. E’ un match che vive di momenti altalenanti con Lpr che riesce a vincere sia il primo ed il terzo set, sempre comunque raggiunta da una Calzedonia che ha sofferto al giornata negativa dell’opposto greco-bosniaco Mitar Djuric che ha chiuso con 9 punti e solo il 22% di attacco costringendo Baranowicz a trovare alternative al posto 2 sovraccaricando Kovacevic alla banda soprattutto quando al ricezione non permetteva i primi tempi per Anzani e Zingel (10 e 15 punti). L’Lpr si è di dimostrata una formazione totalmente diversa in attacco dove accanto al solito bomber Hernandez (25 punti) , si è ben distinto Marshall (16 punti e 50% in attacco), mentre a corrente alternata è andato Clevenot sicuramente positivo nella fase punto (7 punti e 54%) ma da rivedere in difesa (33% di positività); l’ingresso di Papi in seconda linea ha dato frutti positivi (56% di ricezione perfetta) permettendo a Marshall di concentrarsi solo sugli attacchi e dando comunque dando un buon contributo nel tabellino (5 marcature) con il punto decisivo del 17-15 del quinto set. E’ stato appassionante il duello alla distanza tra i due attaccanti principi Kovacevic e Hernandez, vinto in termini numerici dallo schiacciatore serbo (5 aces, 27 punti ed un ottimo 61% ) ma che ha visto il cubano trascinare Piacenza sia dai 9 metri (3 aces) che in tutti i momento decisivi dei set chiamato stabilmente in causa dalle palle veloci di Hierrezuelo. E’ proprio l’attaccante ex-Molfetta il vero ago della bilancia di Piacenza, giocatore in ogni momento in grado di cambiare l’inerzia dei match con colpi sempre tirati a tutto braccio da qualsiasi angolo di campo; accanto a lui l’Lpr è cresciuta globalmente in tutti i  fondamentali dando continuità di pressione anche dei nove metri con almeno quattro battitori (Hierrezuelo, Hernandez, Marshall e Yosifov) in grado di procurare importanti fasi di rottura nei punteggi. Con Marshall e Yosifov (comunque non ancora al meglio), i biancorossi paiono una squadra completamente differente, con maggiori qualità fisiche e di attacco, sicuramente ancora da migliorare a muro (ieri 11 contro 14 degli ospiti) ed i ricezione (33% di perfetta contro il 50% della Calzedonia), ma sicuramente competitiva per giocarsi un posto tra le prime 5/6 della graduatoria. Gli scaligeri, come detto, hanno patito la giornata da dimenticare del loro opposto, affidando i palloni importanti a Kovacevic, evidentemente soluzione non sufficiente per superare una Piacenza brava a rimanere agganciata al tie-break e forse con una voglia maggiore di portare a casa una vittoria di prestigio che al Palabanca mancava da tanto tempo.

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