La forza d'urto della Calzedonia sbaraglia Piacenza. La Lpr alla terza sconfitta consecutiva

Perde la sfida per la quinta piazza la Lpr Piacenza, sorpresa dalla maggior forza d'impeto della Calzedonia Verona che con Grbic in panchina vince nettamente per 3-0, consolidando la posizione in classifica appena a ridosso delle primissime

Fonte immagine Lprvolley.it

Perde la sfida per la quinta piazza la Lpr Piacenza, sorpresa dalla maggior forza d’impeto della Calzedonia Verona che con Grbic in panchina vince nettamente per 3-0, consolidando la posizione in classifica appena a ridosso delle primissime. Per i biancorossi uno stop che complica il cammino in chiave play-off  viste le concomitanti vittorie di Monza (ora sesta) e di Vibo e Padova che ora insidiano la squadra di Giuliani per il settimo posto. Un girone di ritorno che si è aperto con tre sconfitte senza punti per Piacenza che ha pagato un calendario impegnativo (Perugia e Lube) e la voglia di riscatto di una formazione ambiziosa come Verona ma che ora impone agli emiliani un deciso cambio di rotta per evitare di perdere eccessivo contatto con la quinta piazza e di dover, al contempo, guardarsi le spalle dal tentativo di rimonta delle formazioni appena fuori la zona play-off.

La situazione di Marshall indubbiamente sta condizionando il rendimento globale della squadra delle ultime settimane, troppo importante l’equilibrio che l’italo cubano sa dare in campo tra prima e seconda linea, con Parodi e Zlatanov che non possono garantire il medesimo contributo nelle due fasi. Anche all’AGSM Forum si è visto come Piacenza faccia fatica a ritrovare un nuovo assetto senza lo schiacciatore in campo; partita con Marshall titolare e Yosifov in panchina, la Lpr ha dovuto fare ben presto i conti con il riacutizzarsi dell’infortunio al ginocchio del posto 4 dovendo in corsa cambiare con Parodi alla banda ed il bulgaro al centro. La Calzedonia ha avuto il merito, da par suo, di riuscire ad imprimere sin da subito un notevole ritmo alla gara con Piacenza che è riuscita solo dalla seconda frazione in avanti a giocare palla su palla con gli scaligeri , sprecando l’occasione di allungare la contesa nel terzo interminabile set terminato 35-33. Meglio decisamente in attacco Verona che ha chiuso di squadra con il 56% grazie soprattutto alla prova offensiva di Kovacevic (16 punti e 70%)  e Djuric (19 e 50%) mentre Piacenza ha patito la giornata negativa di Hernandez (10 punti e 39%) parzialmente compensata da Clevenot (10 e 57%) e Marshall che nei due set giocati ha chiuso con 5 punti e 50% in attacco con i biancorossi cresciuti durante l’incontro, passando dal 30% della prima frazione al 56% del terzo set.

La Lpr ha maggiormente performato in ricezione con Clevenot al 56% e Parodi (entrato per Marshall) al 41% contro il 30% di Randazzo ed il 24% di Kovacevic con gli scaligeri visibilmente calati alla distanza con un 19% di ricezione perfetta nella partita finale (30% di media contro il 36% di Piacenza). Maggiore equilibrio nella fase-break con 8 muri per parte (per Verona 6 Djuric, per Piacenza 2 Yosifov ed Hierrezuelo) anche se i padroni di casa hanno distribuito i loro block nei primi due set e gli ospiti che invece sono cresciuti in questo fondamentale con 5 punti nelle fasi decisive; andamento analogo anche dai nove metri   con 7 aces dei gialloblu quasi tutto concentrati nei primi due set (2 Djuric, Randazzo ed Anzani) e 5 servizi vincenti dei biancorossi (ma solo 2 nei primi set) di cui ben 3 di Hierrezuelo. Come si intuisce è evidente come le difficoltà di Piacenza si siano concentrate del tutto nella fase iniziale del match, in particolare a muro ed in attacco, per poi andare ad affievolirsi nel corso dei set per un andamento molto più equilibrato ma comunque non sufficiente per portare a casa punti. Due problematiche fondamentali evidenziate: l’approccio all’incontro con un primo set non giocato e le condizioni fisiche di Marshall che complicano le situazioni nel rendimento di squadra in attacco; per Piacenza giovedì contro Molfetta l’occasione per un pronto riscatto per cercare di fare punti dando ossigeno ad una classifica che si è fatta improvvisamente più complicata.

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