Le magie di Ognjenovic stregano Bergamo. Nordmeccanica ad un passo dalla finale

In cinque giorni dal baratro delle vacanze anticipate al sogno delle finale scudetto

In cinque giorni dal baratro delle vacanze anticipate al sogno delle finale scudetto. La Nordemccanica Piacenza dopo lo spavento con Scandicci ora è ad un passo dalla terza finale tricolore della sua storia. La vittoria al PalaNorda di Bergamo mette le bianco blu in una situazione di netto vantaggio nei confronti delle ragazze di Lavarini, due match point a disposizione per tornare dopo due stagioni a competere per il tricolore. Impensabile che il PalaBanca, fino ad ora violato tra coppe e campionato solo 4 volte in tutta la stagione, possa cadere consecutivamente una duplice occasione per mani di Bergamo. La Foppapedretti è comunque formazione dura a sconfiggere, solo pochi giorni or sono ha lasciato le briciole alle fresche campionesse d’Europa senza scordare che poco piu’ di un mese fa ha inflitto una pesante sconfitta proprio a Piacenza in finale di Coppa Italia. Ed è proprio la netta battuta d’arresto di Ravenna ad insegnare come l’impegno di gara 2 nasconda ancora parecchie insidie. La Nordmeccanica sembra ritrovata dopo lo scampato pericolo con Scandicci, la formazione gioca con meno pressione psicologica e con meno errori a livello offensivo grazie anche ad una Ognjenovic in stato di grazia;  la palleggiatrice serba è stata la grande protagonista della semifinale con 7 punti diretti ed una regia che ha saputo alternare tutte le attaccanti sia di palla alta che di palla veloce, non sovraccaricando eccessivamente le bande, permettendo in particolare a Meijners e Sorokaite di rimanere lucide sulle palle importanti. Bergamo è parsa in difficoltà a muro dove solo l’ingresso dalla seconda frazione di Durisic, 6 muri sui 10 complessivi, ha permesso alla Foppa qualche break importante nel secondo e quarto set; in difficoltà sia Aelbrecht che Paggi incapaci di leggere i secondi tocchi di Piacenza cosi come in affanno la seconda linea orobica. Per Gennari, grande protagonista della finale di Coppa, solo un 33% di ricezione perfetta ed un insufficiente 31% in attacco con 9 punti su 29 tentativi; decisamente più incisiva la compagna di reparto Plak, vera spina nel fianco nella difesa piacentina, capace di 18 punti ed il 48% in attacco anche se è stata sgravata della maggior parte del lavoro in seconda con sole 9 ricezioni contro le 49 di Gennari. Per gara 2 Bergamo , oltre a recuperare maggior efficienza a muro ed un maggior equilibrio in attacco tra le bande, dovrà contare sugli attacchi mancini dell’opposto Barun, ieri miglior marcatrice con 22 punti ma troppo discontinua e fallosa soprattutto nel set di apertura. Piacenza, come detto, ha giocato un match molto equilibrato e senza troppe sbavature, ha concesso qualcosa a muro, solo 6 complessivi di cui 3 dalle laterali ma nel complesso pur non attaccando con percentuali elevate (solo Meijners sopra il 40%) ha gestito la gara con una certa superiorità con un solo momento di sbandamento nella rimonta dal 10-16 dell’ultimo parziale.

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