«Marshall discriminato dalla Federazione del suo stesso Paese»

La Lpr Volley agirà per vie legali per tutelare Leo Marshall, tesserato come straniero dopo essere diventato cittadino italiano a tutti gli effetti. Il direttore sportivo Cottarelli: «Per Angel Dennis e Juantorena la Fipav si mosse in maniera diversa»

Il direttore sportivo Cottarelli

«Leo Marshall è discriminato dal punto di vista razziale dalla federazione di pallavolo del suo Paese». La Lpr Volley si scaglia contro la Fipav dopo che il giocatore è stato costretto a giocare le prime partite di campionato da straniero. Il direttore sportivo Gabriele Cottarelli mostra tutti i documenti sui cambi di nazionalità e critica il comportamento della Fipav, la federazione italiana di pallavolo, accusata di aver utilizzato due pesi e due misure su casi analoghi di tesseramento. «Il 4 luglio 2016 – ha spiegato in una conferenza stampa - io faccio una telefonata all’ufficio tesseramenti della Fipav, per sapere come fare il cambio di federazione su richiesta del giocatore Leo Marshall. Mi viene detto che, come già successo per il caso Juantorena, Marshall è sotto “umbrella” della Fivb – la federazione internazionale di volley - e a lei bisogna rivolgersi».

Da qua parte l’odissea biancorossa. «Inviamo le copie richieste alla Fipav. Il 12 luglio chiediamo a che punto è la pratica: ci viene detto che i documenti sarebbero stati firmati dal presidente Magri. Non avendo poi più notizie abbiamo contattato le Fivb per sapere: ci è stato detto di rivolgersi alla Fipav. La Fipav poi sostiene che si attiverà per la richiesta. Il 2 agosto ci viene spiegato dove inviare alla Federazione Cubana i documenti richiesti. Il corriere di trasporto ci dice che l’indirizzo è sbagliato: la Fipav sostiene invece che è quello giusto. Il 4 agosto rispediamo ad un nuovo indirizzo. Il 10 agosto nessuna risposta è ancora arrivata. A fine agosto riscriviamo per la terza volta, ma nessuna risposta perviene. A settembre riscriviamo di nuovo e non otteniamo risposte. Il 12 settembre la Federazione pallavolistica del centro america dice che è contraria a questa commercializzazione delle nazionalità, e suggerisce di farlo giocare come straniero pagando l’umbrella». una-schiacciata-vincente-di-marshall_original-2

Cottarelli ha iniziato delle ricerche su altri giocatori cubani tesserati in Italia come italiani. «Ho chiesto all’ex giocatore Angel Dennis di raccontarmi il suo caso: lui è sceso in campo come italiano e si è pure allenato (senza giocare) con la Nazionale. Vennero pagati i 10mila franchi svizzeri e poté scendere in campo come italiano. Mentre la Fivb ancora oggi sostiene che scese in campo come straniero. Non è vero che il cambio di federazione lo deve firmare Cuba, è la Fipav che se vuole può, vedi caso Quantorena. L’epoca degli umbrella non è finita, c’è ancora.  Prima di scrivere del caso bisognerebbe informarsi».

«Dennis ha vinto uno scudetto a Macerata – il dirigente fa una sintesi - da italiano e Marshall non può giocare. Sono passati dieci anni da quando è arrivato in Italia, ha prestato giuramento in comune a Rottofreno dove risiede. Forse perché Dennis volevano chiamarlo in Nazionale…La Fipav ci deve dare una spiegazione. In questi 4 mesi è successo tutto il contrario di tutto».

«C’è una discriminazione razziale – ha aggiunto il presidente Guido Molinaroli-, c’è un caso assurdo di giocatore italiano che è discriminato dalla federazione del suo Paese. Se è cambiato qualcosa dai tempi di Juantorena ce lo devono dire. Se a qualcuno ha dato fastidio che atleti cubani abbiano vinto medaglie alle Olimpiadi sotto altri Paesi, ci deve essere una regola per tutti. La società si muoverà per vie legali contro la federazione di pallavolo. Se uno è cittadino italiano, non ci piove». 

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