L'ombra dei play out su un Piacenza "arenato": perde 2 a 0 con il Cittadella

Niente da fare per un Piacenza che si 'arena' contro un bel Cittadella. Adesso per l'11 di Madonna si avvicinano pericolosamente i play out. Piovaccari sbanca il Garilli con una doppietta e per il Piace non c'è più nulla da fare

Cacia-Piovaccari 0-2 = Piacenza - Cittadella 0-2: si potrebbe sintetizzare così l'esito dell' incontro di questa sera, ma nonostante ciò non rispecchierebbe ugualmente l'andamento della partita.

COMMENTO - Davanti a un migliaio scarso di spettatori ( 223 per la questura), indifferente il resto della tifoseria alla riduzione dei prezzi, è andato in onda lo spiaggiamento del cetaceo biancorosso. Non soccorso dal responsabile della protezione civile (Armando Madonna), si è arenato contro l'ordinata barriera frangi flutti del Cittadella che ha giocato come ci aspettava e sapeva: contenimento nella propria metà campo e ripartenze basate sulle ali Gabbiadini e Job. La scarsità di appunti che riguarda il secondo tempo è proprio dovuta alla inesistenza del forcing biancorosso, costellato di giocatori che sono fermi, non corrono a dettare il passaggio e, soprattutto, non corrono ad aiutare la difesa ad arginare le folate venete. Squadra spaccata in due, difesa da una parte, orrido del Perino in mezzo e poi sei uomini che non sanno cosa fare nella tre quarti avversaria. La curva che a metà del secondo tempo intona "Andate a Lavorare" e uscita a testa rasoterra dei giocatori che poi saranno attesi per i complimenti di prammatica da una sparuta presenza di ragazzi più o meno giovani che si sono radunati all' ingresso del parcheggio Vip, controllati a distanza.

FORMAZIONI - Madonna ci sorpende con effetti speciali disponendo la difesa con Cassano e poi Zenoni-Rickler-Gervasoni-Anaclerio; ancor meglio fa a centrocampo schierando da dx a sx Bianchi-Cofie-Catinali-Avogadri; davanti gli inevitabili Piccolo-Cacia. Foscarini dispone il Cittadella con Villanova in porta, difesa a 4 con Gasparetto-Nocentini-Gorini-Marchesan; centrocampo con Volpe-uno straripante Dalla Bona che ha corso per tutto il campo ed è stato il faro di tutta la squadra-Giordano-Job a fare il pendolo con l' attacco; in avanti la coppia terribile Gabbiadini-Piovaccari.

SOSTITUZIONI - Al 1' del secondo tempo per il Piacenza Marchi per Avogadri e Guerra per Cofie; al 30' Sbaffo per uno stanchissimo Piccolo. Per il Cittadella: al 16' Perna per Gabbiadini, 38' Melucci per Piovaccari Ammoniti (attenzione!): al 25' del 1° tempo Gasparetto per fallo su Piccolo, al 45' sempre del 1° tempo Gorini che esce al limite della propria area per letteralmente abbattere Avogadri: Nessun ammonito del Piacenza e nessuna ammonito nel secondo tempo: come si fa a pensare ad una squadra ringhiosa che è conscia di ciò che si sta giocando senza che ci sìa una minima occasione di uno scontro fisico un po' sopra le righe?.

ARBITRO - Giacomelli di Trieste, ininfluente e, come tale, positivo, anche nel caso dei due gol annullati, purtroppo giustamente, al Piacenza.

LA PARTITA

PRIMO TEMPO - Il Piacenza parte fortissimo come si agognava ed al 1' minuto funziona perfettamente la fascia destra Zenoni-Avogadri, quest'ultimo arriva in area sulla linea di fondo, crossa in area piccola, un rimpallo nella mischia di giocatori che lo stanno rincorrendo fa schizzare il pallone sul palo opposto, poi il pallone viene rinviato fuori area. Al 7' Dalla Bona da il primo squillo con un passaggio penetrante in area sinistra per Piovaccari che ruba il tempo ai centrali binacorossi, ma anche a Cassano, sfila sulla linea di fondo, poi risale in mezzo alla nostra area, allunga il pallone a Dalla Bona appostato al limite; quest'ultimo tira da 18 metri e Cassano, sorpreso o coperto para in due tempi. Al 32' la "carica duracell" del Piacenza si esaurisce ufficialmente. Discesa lanciata di Zenoni sulla destra, imbeccato da Catinali (forse e ce ne spiace, ma in sede di prepartita un' idea l'avevamo lanciata, l' unico passaggio corretto per tempi e direzione) che costringe la difesa avversaria in angolo. Al 35' il capocannoniere del campionato, imbeccato da Dalla Bona, si insinua trai centrali biancorossi (legnoso Rickler, spaesato Gervasoni), e batte Cassano dal vertice destro dell' area di porta con un potente tiro a mezza altezza.

SECONDO TEMPO - Il Piacenza per alcuni minuti è stordito, le fasce non si muovono più in sincrono, poi un timido tentativo di riscossa sul finire del tempo induce i tifosi a sperare in una riedizione della rimonta con l'Atalanta. Infatti, al rientro in campo, Cacia vuole controllare lo stato di vigilanza dei suoi compagni ed al 4' rientra fino alla trequarti dell'attacco piacentino per conquistarsi il pallone, cos' accade, ma dopo passa lateralmente e debolmente, Job si avventa sul pallone, Cacia e soci lì attorno si guardano bene dal rincorrerlo, palla al piede arriva sul lato piccolo destro dell' area del Piacenza, crossa in area verso PIovaccari il quale, appostato tranquillamente all'altezza del palo destro di Cassano, non si duole della solitudine, lo attende in uscita e lo batte con un nemmeno tanto potente rasoterra.

Il Piacenza ha un sussulto più nervoso che agonistico ed al 8' l'arbitro annulla un gol di Guerra per fallo sul portiere di Cacia. Nonostante anche la spinta nervosa si stia esaurendo, al 25' Marchi segna ma dopo un assist di testa di Cacia in rientro dal fuorigioco. Al 30' Piccolo crossa dalla fascia destro, il pallone sorvola tutta l' area e in corsa Anaclerio entra in area, ma ciabatta rasoterra il Pallone che Villanova devia in angolo. Qualche minuto più tardi, Piovaccari vince un contrasto aereo da circo con gervasoni e si invola sulla fascia sinistra, entra in area, poi si perde da solo quando già sugli spalti si temeva il terzo gol. Poi ed in mezzo a queste annotazioni il nulla.

CONCLUSIONI - Se almeno nel primo tempo il Piacenza ha retto agonisticamente e muscolarmente (qualche intervento ruvido da entrambe le parti c'é stato) il confronto con i veneti oggi in divisa giallo-amaranto con un'inguardabile divisa bianco-nera (un ibrido tra le casacche storiche di Ascoli e Udinese) del portiere Villanova, nel secondo tempo è stato sintomatico per rilevare un Piacenza che correva la metà degli avversari Cacia, spalle alla porta avversaria, con le mani sui fianchi e Piccolo che ansima a bocca aperta rientrando da una inutile prevedibile corsa dulla fascia sx.

Il Cittadella tecnicamente vale i biancorossi, ma ha corso tutta la partita ed ha recuperato gli spartiti degli schemi di gioco evidentemente persi contro l' AlbinoLeffe. Nel secondo tempo è emerso tutto quello che Cacia, alcune periodi di ottima performance fisica di tutta la squadra e alcuni scriteriati atteggiamenti di certe squadre avversarie che hanno smesso di giocare convinte di difendere il 2-0, hanno mascherato fino ad ora. Se a questi dati, uniamo un evidente calo, forse crollo, fisico delle pedine fondamentali della squadra, si ottiene un quadro genericamente drammatico se fosse lecito utilizzare questo termine per le sorti di una squadra di calcio. Ribadiamo alcune di quelle che per noi sono evidenze.

I "VOTI" - Questa sera Anaclerio ha fatto molta fatica a offrire sovrapposizioni a Bianchi, spesso non partendo sulla fascia o restando sulla stessa linea del n° 6 biancorosso. Catinali, dopo il rientro dall' infortunio, non ha più quella brillantezza e lucidità in fase d' impostazione che gli ha permesso a lungo di rilanciare l' azione di centrocampo a favore del gioco d' attacco. Insistere su Rickler, quindi rinunciare a Zammuto, significa guadagnare in centimetri ma giocare con un centrale e due terzini. E' vero che in attacco ci manca Graffiedi (a proposito, ad osservarlo oggi in tribuna affiancato da Mei e Mandorlini, ha dato l' idea del papà che sa come stanno andando le cose, ma non le racconta ai propri figli a fianco), ma Cacia, il quale per altro riceve palloni razionati, stenta a fare attacco da solo come prima del malaugurato calcione.

Infine, oggi i giocatori si sono passati ripetutamente il pallone nella propria metà campo non sapendo né a chi darlo, né cosa farne e se questa non è mancanza totale di schemi, oltre a stanchezza che cos'é? Il Cittadella si è presentato compatto ma non ha giocato con dieci uomini sulla linea della propria area. Forse un gesto di dignità e rispetto innanzi tutto verso sé stesso, un gesto d'affetto per non macchiare il ricordo che i tifosi hanno di lui come giocatore e come uomo che rappresenta assieme ad altri un momento storico della squadra biancorossa, potrebbe indurlo a farsi da parte questa sera, al massimo domattina.

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Per la squadra probabilmente non cambierebbe molto, solo il Bari ha trovato il modo di dare uno stipendio ad un nostro ex allenatore che era disoccupato raccontando in giro che è stata una scelta ponderata per ottenere una salvezza dalla retrocessione "ampiamente" possibile, ma per quell'idea che i tifosi hanno che chi siede a diverso titolo a tenere le redini della squadra abbia a cuore le sorti della stessa esattamente come loro, sarebbe un gesto di grande pregio. E la settimana prossima a Torino, fu la prima squadra che incontrammo all' esordio in serie A, il 29 agosto del '93, il Piacenza di Gigione Cagni perse al Garilli 3-0 e la squadra uscì dal campo, in uno stadio colmo, tra gli applausi.

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