Un brutto Piacenza che 'non gioca mai' perde 2 a 0 con Pescara

Mai un Piacenza così brutto che non ha mai giocato mentre il Pescara ha giocato eccome. L'undici di Madonna anche con Cacia non esce dalla crisi che ormai è profonda

Partita molto facile da commentare tecnicamente: il Pescara ha giocato una partita di calcio, il Piacenza non ha giocato. Un migliaio di spettatori locali e circa 200 supporters abruzzesi prevalentemente radunati in curva ospiti hanno presenziato al primo caldo della stagione con la speranza che il clima non conducesse ad un incontro dai ritmi blandi.

LA PARTITA

LA FORMAZIONE -  Dopo i primi dieci minuti di schermaglie, il Pescara ha progressivamente cominciato a sviluppare il proprio gioco imperniato sul lavoro di spola sulla fascia sinistra di Bonanni che ha ripetutamente fornito palloni per la punta Bucchi oggi affiancata da Soddimo, per l’occasione spostato un po più avanti. Sulla destra, con meno costanza ed efficacia ha corso Zanon, favorito anche dalla totale evanescenza di Guerra. Il Piacenza, infatti, si è presentato con Cassano in porta, Zenoni-Zammuto-Gervasoni-Anaclerio nei 4 di difesa, Mandorlini a destra Catinali al centro e Cofie a sinistra , pronto ad accentrarsi per lasciar salire Anaclerio, a centrocampo, mentre per il rientro di Cacia l’allenatore Madonna ha scelto Piccolo a dx e Guerra a sx: Guzman, Marchi e Sbaffo in panchina con Mei e Donnarumma.

PRIMO TEMPO - Trascorsi i primi minuti, il Pescara inizia a presidiare la metà campo piacentina edbnal 9’ Bucchi raccoglie con la testa a filo d’ erba un cross dalla destra di Zanon e Cassano devia il pallone che ballonzola pericolosamente a pochi centimetri dalla linea di porta sfiorando poi il palo opposto. Al 14’ Cacia sulla fascia destra (buono il primo tempo, poi si è spento attendendo inutilmente palloni cha dalla ZTL del centrocampo piacentino non giungevano praticamente mai) intercetta un pallone rubandolo a Diamoutene, corre verso la linea di fondo e scivola, ma si appoggia con la mano al pallone che rallenta ma poi supera la linea di fond: la collaboratrice di linea dell’ Arbitro-Sig. Velotto di Grosseto- comincerà a dimostrare la scarsa attenzione facendo proseguire l’azione poi finita nel nulla.

Al 18’ Soddimo sulla fascia sinistra scambia sul vertice dell’ area piacentina con Bonanni che entra in area e tira un pallone radente il palo alla sinistra di Cassano che aveva tentato di chiudere lo specchio della porta uscendogli incontro. Al 38’ azione a percussione del Pescara che parte dalla parte destra della fascia centrale del centrocampo, Soddimo entra in area dal vertice sinistra dell’ area piacentina e tira verso l’angolo opposto, ma Bucchi non è pronto a correggere a porta vuota. Lo stesso Bucchi, sempre nella metà sinistra dell’area piacentina si esibisce in una classica ma potente rovesciata che Cassano para a terra. Il Pescara va al riposo, il Piacenza c’era già. Al rientro, quando ci si attendeva almeno due cose: la sostitituzione di Guerra ed un secondo tempo largamente più tonico, il sig. Velotto decide di scendere in campo.

SECONDO TEMPO - Dopo 35 secondi dal calcio d'avvio, un passaggio dei centrocampisti abruzzesi dalla fascia destra verso la lunetta dell’ area di rigore piacentina, mette in duello Bucchi e Gervasoni che lo affianca a sx mentre altri difensori si schierano sulla medesima linea lungo l’area di rigore, il centrale biancorosso (già notato dalla collaboratrice dell’ arbitro per la simile coda di cavallo) schiaffeggia il pallone che quindi non è più controllabile dall’ attaccante. Calcio di punizione inevitabile, ma l’ arbitro opta per la volontarietà da ultimo uomo ed espelle il centrale biancorosso. Madonna sostituisce subito Guerra con Mei ed un brivido rinfresca la schiena dei tifosi piacentini al pensiero delle sue ultime prestazioni.

Seguono alcuni minuti di reazione da parte dei calciatori locali che però producono sostanzialmente un generale risveglio dei tifosi senza effetti particolari sul campo. Al 9’ Mandorlini viene sostituito da Marchi, ma il Pescara continua a frequentare la metà campo piacentina, Cacia è sempre più isolato e Piccolo, che occupa più campo rispetto al primo tempo sembra proprio predicare nel deserto. Al 21’ nel Pescara viene sostituito Bonanni con Maniero, per il quale si sta avvicinando la gloria. Il Piacenza non riesce a cambiare marcia benché Liedholm abbia sempre sostenuto che in 10 si gioca meglio e quindi si prepara a soccombere.

Al 27’ cross dalla fascia sinistra d’attacco di Maniero, il pallone sorvola l’ area di rigore fino a giungere, dal lato opposto, vicino al vertice dell’ area di porta, Gessa che al volo, solissimo, di destra batte Cassano con un tiro a mezza altezza imparabile. Alla ripresa del gioco esce Piccolo per Guzman, ma al 32’ Maniero scatta sulla fascia dx a tre quarti della metà campo piacentina: per gli occhi e la conoscenza del regolamento (invero non sempre noto a tutti) di tutti gli spettatori, pescaresi compresi che già stavano gongolando in tribuna laterale, i 5 metri che Maniero ha quando riceve il pallone sono un netto fuorigioco, ma non per la solita collaboratrice che dà il via libera a Maniero il quale tira verso il palo alla destra di Cassano corsogli incontro, forse il tiro sarebbe andato come minimo sul palo, ma Mei corregge il giusto ed il pallone si insacca nuovamente.

Entra nel Pescara Nicco per Soddimo e 2 minuti dopo l’ex Ganci per Gessa (l’ altro ex in panchina è Olivi). L’incontro si avvia mestamente alla fine, c’è forse una buona occasione per Cacia lanciato sulla destra dell’area di rigore del Pescara, ma il centravanto non riesca a reggere il contrasto fisico col difensore e l’ occasione si liquefa, esattamente come la squadra. Cassano a parte, difficile trovare altre sufficienze piene, mister compreso.

LA PROSSIMA PARTITA - Il Piacenza ci ha assolutamente abituato a queste prestazioni più o meno improvvise, ma qui sono tre settimane (dall’ incontro col Portogruaro) che mancano chiari segni di reazione. Il Pescara ha fatto la sua partita una volta pesata l’ inconsistenza dei biancorossi. Oggi anche Cofie si è prodotto in errori di gioco elementari, ma non è certo da lui che ci si attende un segnale forte in prima battuta; Catinali davanti alla difesa ha tamponato il possibile, ma non avere compagni di squadra che corrono senza palla lo ispira poco. Il primo tiro, per altro terminato fuori, è stato scagliato al 45’ del primo tempo, nel secondo tempo c’è stato un colpo di testa parato da Pinna a terra, poi i giardinieri che si occupano del campo hanno potuto iniziare la manutenzione settimanale del terreno lato curva biancorossa.

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La settimana prossima si va a Novara con estrema fiducia: il 13 giugno 1976 - allenatore il grandissimo G.B. Fabbri - la sconfitta 2-1 con il centravanti biancorosso Asnicar che si disperava dibattendosi a terra nell’area di rigore novarese, decretò la retrocessione in Serie C; ma se l’ Inter pensa di vincere in Germania 4-0, lo Shaktar di vincere sul Barcellona 6-0, al Piace chi impedisce di rifarsi di 35 anni or sono?

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