Piace, adesso l'imperativo categorico è non perdere a Prato

Il primo round dei play out se lo è aggiudicato il piace che al Garilli batte il Prato 1-0. La squadra di Monaco ha giocato per in'ora in 10. Il Prato invece e' rimasto in 10 solo gli ultimi minuti di gioco

Le proteste per l'espulsione di Lisi (foto Alberese)

Il Piacenza esce vincitore dal primo round dei play-out “espugnando” il Garilli dopo sei mesi giocando una partita pugnace, ridotto in dieci per un’ ora da un Arbitro deludentissimo, tenendo testa al Prato cui ha concesso in pratica una sola occasione sventata da un intervento da dea Calì di Ivanov. Monaco sorprende all’ inizio con scelte coraggiose, inaspettate, schierando una formazione chiaramente offensiva, con Rodriguez a sostenere Giovio da trequartista/seconda punta, mettendo sulle fasce Volpe e Lisi, facendo praticamente esordire una nuova coppia di centrali in difesa quali Giorgi e Bini, mantenendo Campagna dirottato a sinistra. In pratica, un 4-2-4 in fase di attacco che ha cominciato a dare i suoi frutti dopo un primo quarto d’ ora in cui il Prato appare meno contratto dei biancorossi e per due volte si avvicina pericolosamente alla porta di Ivanov, senza comunque arrivare a situazioni di grave pericolo.

In tribuna le scaramanzie si sprecano e soprattutto ci si ricorda che Layeni era il portiere dell’AlbinoLeffe negli spareggi dello scorso anno; chissà se Sergio Volpi e Simone Guerra, notati in tribuna, hanno pensato anche loro a questi corsi e ricorsi storici. La partita prosegue tesa, ma tutt’ora corretta, ma già si nota che il Sig. Abbattista non ha imbroccato lo spirito giusto per questa andata di finale, avventandosi su Giorgi per ammonirlo al primo intervento “di conoscenza” sull’ avversario che ci sta a termini stretti di regolamento, ma non ci sta analizzando le decisioni successive e non ci sta nemmeno come comprensione della tensione ed importanza della gara.

Dopo il primo quarto d’ora, il Piacenza comincia a macinare, anche se pare che Monaco, ammaestrato da questi ultimi mesi, non lanci la squadra all’attacco forsennato, ma la faccia giocare quasi fosse in trasferta, dove in effetti negli ultimi tempi ha ottenuto i risultati più brillanti. Così ci si avvicina ai minuti risultati poi decisivi per l’ esito dell’ incontro. Il gol dei biancorossi viene annunciato da un’occasionissima per Volpe al 24’.

L’ ala biancorossa riceve allo spigolo destro dell’ area piccola un traversone precisissimo da un tenace Campagna dal vertice dell’area di rigore sinistro: il numero 7 ha solo Layeni fermo sulla linea di porta, ma entra in leggera scivolata, corpo all’ indietro e riesce incredibilmente a spingere il pallone appena sopra la traversa.

Il Piacenza insiste, il Prato arretra moltissimo e sugli sviluppi di un rinvio dall’ area toscana, Lisi, appostato a 30 mt nella zona di centro destra, scocca improvvisamente una saetta imprendibile per Layeni col pallone che s’ insacca a mezz’altezza sfiorando il palo alla sinistra del portiere. Lisi corre vanamente inseguito da tutti e si dirige sotto la tribuna, si mette la maglia biancorossa quasi sulla testa, senza toglierla, per far vedere la maglia bianca sottostante che ricorda suo cognato, il pallavolista Vigor Bovolenta, recentemente e tragicamente scomparso, l’arbitro, completamente annebbiato, lo attende sulla linea laterale e poi lo ammonisce.

Tutti i giocatori scattano a protestare, ma la gioia del gol e di Lisi “portano via” il momento di tensione, ma purtroppo accadrà altro. Il Piacenza insiste, il Prato sembra vacillare, il pubblico è lì, a due passi dal campo, gli ultras pratesi manco si notano. Purtroppo chi crolla nel senno è l’arbitro.

Al 34’ De Agostini sta inizinado un’ azione di rilancio ad un metro dalla linea di centrocampo, il generosissimo Lisi entra in scivolata accennata (pioverà abbondantemente a tratti per tutto l’ incontro) per mandare il pallone in fallo laterale, colpendo senza volontarietà “ortopedica” l’ avversario: il Sig. Abbattista fichia la punizione ed estrae il secondo cartellino giallo per l’ ala biancorossa. Come un fulmine, l’ intera panchina piacentina si catapulta in campo, mentre i compagni in campo si ammssano anch’ essi.

Lisi deve essere trattenuto e ciò nonostante prende a calci la parete laterale della nostra panchina (con che soldi la ripariamo?), Abbattista è irremovibile ed il Piacenza deve correre ai ripari. Monaco fa uscire Giovio che accenna a noie muscolari (un modo per uscire e stare zitto?) e fa entrare Lussardi, spostando Volpe a sinistra.

La pochezza del Prato e la grande concentrazione dei ragazzi di Monaco però oggi sono contrapposte e così i toscani non riescono a trarre vantaggio fino al termine del primo tempo che, dopo il recupero, non può non riservare cori di storica memoria e greve disprezzo verso le caratteristiche morali di Abbattista e famiglia. D’ altronde, quello che fa più male in questa espulsione è non aver capito in primo luogo cosa ha veramente compiuto Lisi (che la maglia non se l’è tolta) e poi non aver avuto uno straccio da pavimenti di sensibilità per il messaggio che ha mostrato.

Comunque, al rientro, il Piacenza è in vantaggio ed è quello che più conta. Ovviamente il Prato in superiorità numerica prova a premere dal primo minuto, ma il Piacenza si attesta nella propria tre quarti, lasciando Rodriguez libero di scavallare nella prateria del Garilli a cercare di tenere palla e fare in modo che la squadra almeno ogni tanto si alzi un po’, come un più volte stizzito Monaco cerca di comunicare soprattutto ai due cursori laterali Lussardi e Volpe. Il Prato preme, ma confeziona poco fino al 22’.

Corvesi crossa dalla fascia destra, il pallone molto alto spiove sullo spigolo dell’ area piccola opposto a Morante che però è in torsione in quanto un po’ oltre il pallone; cerca comunque di controllare, ma finisce col dare in centro area ai difensori piacentini che liberano. Al 28’ Abbattista conferma la giornata no, concedendo prima un calcio d’ angolo al Prato e poi fischia viceversa un fuori gioco , non essendosi avveduto prima (unico dei 4000 presenti) che il suo Collaboratore aveva ormai il braccio freddo tanto era il tempo che segnalava la posizione irregolare.

Il Prato sta andando in forcing e l’ avvisaglia del pericolo gigante la dà al 30’ quando da 30 mt il subentrato Costantini tira un pallone teso che s’abbassa rasentando il palo alla destra di Ivanov. Ma oggi i tifosi non sanno ancora di avere in porta una saracinesca che salverà il risultato e la preziosissima vittoria. Al 38’, in contropiede su un tentativo di Rodriguez di chiamare qualche compagno a imbastire un’ azione d’ attacco, Morante sul settore centro sinistra lancia in area Corvesi, questi si aggiusta il pallone e viene affrontato in piena area da un Ivanov che estrae almeno sei paia di braccia: fatto stà che il portiere riesce a respingere due volte il pallone prima calciato e poi rimpallato ed, addirittura, riesce a farlo nuovamente carambolare sulle caviglie del toscano, evitando così anche il calcio d’ angolo.

L’ esultanza di Ivanov ridicolizza quella di Cech, portiere del Chelsea, ieri sera dopo il rigore decisivo parato nella finale di Champion. Il Prato è stanco, il Piacenza ancora di più, ma gli energetici che gli scendono dagli spalti lo sorreggono fino a far sì che l’ Arbitro estragga un cartellino rosso anche per gli ospiti per sgambetto su Volpe, purtroppo appena fuori area.

Pani sprecherà successivamente la punizione. Come ancora la partita di Champion di ieri sera ha ribadito, le finali raramente sono belle partite, cioé giocate con trame, con pochi errori d’ appoggio; quello che conta è il risultato e così oggi l’ obiettivo è stato raggiunto. Certo, il bottino è risicato, per salvarsi ora il Piacenza ha però due risultati, basta non perdere, poi può terminare anche 10-10. Dieci a dieci sono rimaste oggi le squadre, con la sola differenza che il Piacenza c’é restato un’ ora, il Prato dieci minuti.

La squadra ha dato tutto, alcuni sono stati al dì sotto delle aspettative, ma finalmente si è vinto al Garilli nella partita più importante e così il Prato è stato battuto per la terza volta consecutiva qust’ anno: il proverbio è dalla nostra parte. Al fischio finale, tutta la tribuna ad inneggiare alla squadra, a Monaco e a capitan Marchi, anima inconprimibile di questo gruppo di giocatori e di dirigenti, quelli veri, quelli che dirigono e sostengono una squadra , non quelli che la amministrano come una nave da crociera.

Tra una settimana si torna dopo due mesi a Prato, prepariamo gli aratri e poi andiamo per papaveri! L'inno migliore della giornata, dalla tribuna tutta, in risposta ad un’invettiva della curva pratese: «Solo Cinesi, avete Solo Cinesi».

FORMAZIONI

PIACENZA: IVANOV, MARCHI-BINI-GIORGI-CAMPAGNA, VOLPE-PANI-PICCINNI-LISI, GIOVIO-RODRIGUEZ

PRATO: LAYENI, DAMETTO-DE AGOSTINI-GHINASSI-LAMMA, FOGAROLI-MANUCCI-CAVAGNA-PISANU, VIERI-CORVESI. Allenatore Sig. VINCENZO ESPOSITO

ARBITRO: Sig. EUGENIO ABBATTISTA di MOLFETTA

GOL

PIACENZA: Lisi al 26‘ pt

SOSTITUZIONI

PIACENZA: Lussardi per Giovio al 41’ pt, Avogadri per Marchi al 24’ st

PRATO: Morante per Ghinassi al 1’ st, Costantini per Manucci al 25’ st, Napoli per Vieri al 37’ st

AMMONITI

PIACENZA: Giorgi al 7’ pt per sgambetto a centrocampo inutile a Pisanu, Lisi al 26’ pt dopo il gol per aver mostrato una maglietta sotto la maglia in ricordo di Vigor Bovolenta (suo cognato), Avogadri al 27’ st, meno un minuto dopo essere entrato in campo, per sgambetto al limite dell’ areab del prato a Lamma, Piccinni al 49’ st per sgambetto a centrocampo su Lamma

PRATO: Lamma al 39’ pt per sgambetto a centrocampo a Rodriguez ESPULSI

PIACENZA: Lisi per doppia ammonizione al 34’ pt dopo uno sgambetto a De Agostini, il massaggiatore dalla panchina al 44’ st per proteste dopo ripetuti falli senza amminizione del Prato PRATO: Fogaroli per fallo da ultimo uomo al limite dell’ area su Volpe al 39’ st

LE PAGELLE

IVANOV 8 una parata che potrebbe valere i play-out e, comunque, nessuna sbavatura

AVOGADRI 7 quadricipite entra e piazza i suoi muscoli a modo

MARCHI 7 esce perché non regge ad una botta malandrina, ma cerca di stare in campo. Come urlano gli spalti, averne 11 come lui

PANI 6.5 sembra la luce d’ ingresso nei porti, la cerchi e la trovi sempre

RODRIGUEZ 6.5 si danna l’ anima giocando solo per un’ ora, fa salire meglio la squadra di Giovio, ma in campo dall’ inizio per l’ ennesima volta non vede mai la porta

LISI 7 fino al 26’, poi l’ emotività un po’ lo tradisce, ma se gli affetti vengono prima di tutto, va bene così

PICCINNI 6.5 a nostro parere ha ormai finito la benzina. Tiene ancora bene la posizione, ma arriva sul pallone al pelo ed è meno rapido a distribuire. Non gliene facciamo una colpa, basta che tenga ancora novanta minuti

GIOVIO 6 non sappiamo se abbia avuto seri motivi muscolari, ma fino alla sostituzione ha patito la convivenza con Rodriguez, Monaco ha scelto lui per ovviare all’ uscita di Lisi

VOLPE 6.5 molto lavoro spesso poca lucidità, ma che cambiamento da inizio campionato

CAMPAGNA 7 si è adattato orami bene al ruolo, ma fa sempre arrabbiare Monaco per la recidiva di alcune amnesie

GIORGI 7 un veterano. Si prende subito un’ ammonizone, ma non smette di randellare regolamento alla mano. Ottimo l’ asse con il resto della difesa e le chiamate con Ivanov

BINI 6.5 la miglior prestazione. Timido e incerto all’ inizio, poi prende fiducia obtorto collo e, svarioni di rinvio compresi, si da un tono tattico-agonistico accettabile

LUSSARDI 6 buttato nella mischia a freddo, fatica ad entrare nello spirito guerriero, ma il talento c’é

ARBITRO 3 che peccato! Le altre prestazioni in cui l’avevamo visto all’opera ci aveva molto beN impressionato, al punto che lo avevamo considerato papabile per il salto di categoria. Chissà perché s’é svegliato male. Poco tempestivo nel fischio, molto preoccupato dell’ estetica del suo arbitraggio e poco della sostanza. Ha immediatamente capito di aver pestato la digestione di un cane quando ha lasciato andare, subito dopo l‘ epulsione di Lisi, due evidenti falli ai danni dei pratesi. Forse è stato il giocatore che più ha “sentito” la partita, ma i danni li ha però “sentiti” solo il Piacenza e ciò non ci piace a noi del Piace  

 

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