Pro Piacenza fuori dalla zona-pericolo. Anche il Livorno fa meno paura

Otto punti in quattro partite, sette reti realizzate e due sole subite. E’ un ruolino di marcia quello del Pro Piacenza che dopo la sconfitta di Prato sembra aver trovato un solido trend di risultati che non solo l’ha portato con un significativo margine sulla zona play-out (3 punti) ma anche nei pressi del decimo posto valido per i play-off

Otto punti in quattro partite, sette reti realizzate e due sole subite. E’ un ruolino di marcia quello del Pro Piacenza che dopo la sconfitta di Prato sembra aver trovato un solido trend di risultati che non solo l’ha portato con un significativo margine sulla zona play-out (3 punti) ma anche nei pressi del decimo posto valido per i play-off. Merito di una formazione più razionale ed organica con il ritorno al 3-5-2 con la sorpresa di Aspas centrale difensivo che ha dato qualità alla ripartenza del gioco da dietro ed alla ritrovata forma della coppia gol Bazzoffia-Pesenti per la prima volta a segno contemporaneamente ed in grado di mostrare una crescita nell’affiatamento reciproco e nella capacità di capitalizzare le occasioni da rete. Con queste premesse la trasferta di domenica prossima Livorno sembra lasciare qualche speranza ai rossoneri: in linea teorica il pronostico pare segnato con i labronici non solo più forti grazie ad un organico allestito per la promozione , ma anche grazie ad un rendimento che all’Ardenza ha lasciato le briciole agli avversari sfruttando anche la spinta del pubblico con oltre 4200 persone di media (record per il girone A). Partiti con i favori del pronostico per contendere ad Alessandria e Livorno la serie B, gli amaranto hanno faticato lontano da casa con solo due vittorie in sette incontri (Como e Lupa Roma) con sette reti realizzate e nove subite; di tutt’altro stampo l’andamento in casa con soli due pareggi e quattro vittorie con dieci reti fatte ed appena tre subite in sei incontri. Claudio Foscarini ha fatica soprattutto all’inizio a far digerire il cambio di categoria dopo l’incredibile e dolorosa retrocessione all’ultima giornata della passata Serie B; dotato di un organico importante con giocatori del calibro Bergvold, Cellini, Vantaggiato, Giandonato e Venitucci, i labronici sono state vittime di una serie di assenze che non hanno permesso al tecnico di trovare fin da subito il giusto assetto. Con la scelta del 3-5-2 il Livorno sembra aver ritrovato il modulo per cercare almeno di raggiungere il terzo posto (distante solo tre punti) e, alla distanza, tentare una improbabile rimonta sul duo di testa distante 10 lunghezze. Mazzoni in porta (Ternana e Livorno in B); linea difensiva con Gonnelli a destra (prodotto del settore giovanile ed ex-Pontedera), l’italo-svizzero Borghese al centro (Bari, Como e Varese in B) e Gasbarro a sinistra (anche lui ex-Pontedera e settore giovanile labronico); centrocampo che, vista la lunga assenza di Giandonato, dovrebbe prevedere Lambrughi a sinistra (ex Novara e Mantova), il croato Jelenic a destra (tre anni al Padova dopo una veloce apparizione in A col Genoa), coppia centrale composta da capitan Luci (da sette anni al Livorno) e dall’ex biancorosso Marchi (Frosinone, Pavia, Cremonese e Catanzaro in C) dietro al probabile impiego di Venitucci (prodotto del settore giovanile della Juve prima di tanta B e C con  Treviso, Foggia, Carrarese, Mantova ed Arezzo) a far raccordo con le punte Cellini (25 reti tra Spal e Carrarese nelle ultime due annate) e del giovane brasiliano Murilo (gia’ tre reti in stagione) con Vantaggiato e Maritato probabilmente in panchina per guai fisici.

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