Scherma, Bossalini e l'Italia-pigliatutto ai Mondiali Cadetti e Giovani: "Edizione da sogno"

Il maestro del Circolo Pettorelli ha contribuito alle sette medaglie della spada alla rassegna iridata di Bourges (Francia): "Colpito dalla maturità dei protagonisti"

I numeri dicono tanto, le parole rendono l'idea e il loro mix chiude perfettamente il cerchio. Si è conclusa con un bottino di 17 medaglie l'avventura dell'Italia ai Mondiali Cadetti e Giovani di Bourges (Francia), dove nello staff azzurro di spada figurava anche il maestro piacentino Alessandro Bossalini (Pettorelli). Per lui e per tutta la delegazione della Federscherma del presidente federale Giorgio Scarso, la soddisfazione per una settimana ad altissimo tasso di emozioni e di soddisfazioni.
I NUMERI - Nel complesso, l'Italascherma ha conquistato 17 medaglie, eguagliando il record di allori firmato ad Amman 2011, quando però non era presente la prova sperimentale a squadre miste under 17. Cinque ori, altrettanti argenti e 7 bronzi la ripartizione del "bottino" azzurro, con l'Italia che ha dominato il medagliere complessivo e ha primeggiato nella classifica per nazioni Cadetti (calcolata in base al punteggio ottenuto dai singoli atleti).


Nelle cifre-record del medagliere azzurro, spicca l'apporto della spada, con lo staff guidato dal ct Sandro Cuomo e completato dai maestri Alessandro Bossalini e Guido Marzari. Sette, infatti, sono le medaglie, con 4 ori (Daniel De Mola nei Cadetti, Alessandra Bozza nelle Cadette, Alice Clerici nelle Giovani e la squadra maschile Giovani), 2 argenti (Gianpaolo Buzzacchino nei Cadetti e Valerio Cuomo - figlio d'arte - nei Giovani) e 1 bronzo, conquistato da Beatrice Cagnin nelle Cadette, oltre al contributo per il bronzo della squadra mista Cadetti.


LE EMOZIONI - Sono diversi i "flash" che rimarranno indelebili nel ricordo di chi ha vissuto questa rassegna iridata a Bourges. Dalla lunga tempistica di ogni singola gara, alla dislocazione delle pedane da un palazzetto all'altro del centro sportivo regionale di Bourges, ma anche alla soddisfazione nel vedere sul podio atleti infortunatisi durante i ritiri pre-Mondiali e poi rimessi in sesto dallo staff medico. Rimarrà indelebile il tifo del pubblico francese rivolto agli atleti azzurri impegnati sulla pedana finale, così come gli spettacoli che hanno anticipato ogni conclusione di giornata. Difficilmente si dimenticheranno le lacrime di Alice Clerici sul gradino più alto del podio, ma anche quelle di altre atlete in pedana, così come la grande intensità mostrata dall'intera squadra azzurra mista Cadetti, seguita a fondo pedana da tutti e tre i Commissari tecnici, senza dimenticare la prima - storica - medaglia d'oro conquistata da Singapore, ottenuta nella gara di sciabola femminile Cadetti.


IL BILANCIO DEL "BOSS" - Grande la soddisfazione per Alessandro Bossalini, maestro del Circolo "Pettorelli" di Piacenza che ha potuto seguire a bordo pedana le gesta degli azzurrini e delle azzurrine di spada. "Puntavamo a diverse medaglie - spiega il "Boss" al ritorno dalla kermesse iridata francese - ma nella spada i pronostici spesso lasciano il tempo che trovano, perché rispetto alle altre armi c'è un po' più di imprevedibilità. Nel ritiro pre-mondiale eravamo un po' preoccupati, perché gli atleti venivano da cinque week end consecutivi di gare; abbiamo alleggerito un po' i carichi di lavoro, perfezionando la rifintura e puntando molto sull'aspetto mentale e questo probabilmente ha contribuito agli ottimi risultati". Quindi aggiunge. "Con il passare dei giorni, ci chiedavamo tutti se non fosse un sogno andare sul podio praticamente sempre. Personalmente, non mi aspettavo gli ottimi risultati degli spadisti Giovani (under 20), visto che abbiamo molti elementi al primo anno in categoria".
"Mi ha colpito molto - afferma Bossalini - la maturità degli atleti, come comportamento e concentrazione; stiamo lavorando bene con i giovani per continuare a garantire un futuro all'Italia. Sono contentissimo per aver raggiunto questi traguardi, che ritenevo impensabili per il maschile. Personalmente, è stata un'esperienza fantastica, una trasferta indimenticabile: le giornate iniziavano prestissimo, alle 5,30, e finivamo sempre in tarda serata, visto che eravamo praticamente sempre nelle fasi finali delle gare. Vorrei dedicare questi risultati ai Mondiali a mia moglie e mio figlio, che mi hanno visto veramente poco in questo periodo e hanno fatto sacrifici per me". Alessandro Bossalini è appuntato scelto dell'Arma dei carabinieri in servizio alla stazione "Piacenza Principale".

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