Un inconsistente Piacenza incassa ancora tre gol anche a Siracusa

Il Piacenza torna dalla trasferta più lontana dopo quella del prossimo gennaio col Trapani ampiamente ridimensionato e, con questa rosa, conscio di essere trai primi, ma della schiera degli anonimi in classifica

Un momento della partita (Foto Alberese)

Uscendo dallo Stadio De Simone ci ronzava nelle orecchie il ritornello di una canzone di successo di Bobby Solo che dice “non c’é più niente da fare, è stato bello sognare....” Il Piacenza torna dalla trasferta più lontana dopo quella del prossimo gennaio col Trapani ampiamente ridimensionato e, con questa rosa, conscio di essere trai primi, ma della schiera degli anonimi in classifica. Incontrata una delle suqadra che ambiscono al primato, i biancorossi si sono dissolti impegnando P.Baiocco solo con un’ incornata di Melucci nel secondo tempo. Capire tutti i motivi di questa involuzione è impresa titanica, osservare i dati di fatto è molto più semplice e probabilmente produttivo per il prossimo futuro.

LE PAGELLE E I VOTI DI SIRACUSA-PIACENZA

IL PRIMO TEMPO - Il Piacenza scende in campo con una formazione sostanzialmente logica in relazione ai giocatori disponibili ed inizia la partita rispondendo adeguatamente al gioco di centrocampo degli azzurri di Sottil. La partita infatti si trascina noiosamente per i primi 20 minuti, ma il Piacenza pare abbia scelto di assumere un atteggiamento compassato, sufficientemente chiuso e pronto a rilanciare confidando nell’ estro di Guzman. Al 10’ Fofana è in ritardo su un cross dalla destra di Pepe.

Al 18’ Cassano anticipa con una presa a terra Mancosu entrato in area. Al 30’ forse la svolta della partita o, perlomeno, un elemento che peserà rilevantemente nell’ economia del centrocampo piacentino: Pani entra con la gamba “molle” contrastando a centrocampo Pepe e ne guadagna, gravemente e probabilmente, una distorsione al ginocchio sinistro che lo costringe ad essere sostituito dal nuovo arrivato Palermo, il quale si piazza sulla fascia, spingendo Foglia al centro. Due minuti dopo il Siracusa va in vantaggio. Fofana, imbeccato mentre entra in area da Pepe, sorprende sullo scatto i centrali biancorossi, si presenta defilato sul settore sinistro e a dieci metri dalla porta batte Cassano che gli esce incontro. Il Piacenza accusa il colpo. Al 36’ dopo un colpo di testa “dilettantistico” di Moi, la palla giunge sull’ asse del dischetto del rigore a Mancosu che si produce in una classica e stupenda rovesciata che Cassano vola a deviare in angolo.

IL SECONDO TEMPO - Il primo tempo finisce e ci si chiede dov’é la squadra ospite ma, non sapendolo, i tifosi siciliani non si sentono assolutamente sicuri; i sei (6) tifosi biancorossi compreso il sottoscritto ed escluso qualche altro seduto in tribuna, invece osservano con stupore l’ incredibile involuzione che avvolge il gioco degli uomini di Monaco. Avuto conferma al rientro che le panchine sono occupate dagli allenatori come se Monaco giocasse al Garilli, la musica purtroppo non cambia ed Avogadri sotto la curva dei nostri ultras strappa correttamente e disperatamente il pallone in area a Longoni rischiando un gigantesco rigore, ma l’ arbitro vede ancora bene. Arriva la definitiva consacrazione della nullità del Piacenza odierno. Al 12’ Longoni riceve un pallone nella lunetta del centrocampo, si incarta col pallone tra le gambe ma riesce a riscattare ed affondare centralmente per tutta la metà campo biancorossa, giunto quasi al limite dell’ area, si defila sulla sinistra, entra di poco in area, invita Cassano ad abbozzare l’ uscita e poi lo trafigge in diagonale da sinistra a destra.

Per nulla soddisfatti, gli azzurri al 17’ scendono a destra con Pepe che guarda al centro area e poi s’ incunea quasi sulla linea di fondo e mette un cross direttamente sulla testa di Longoni il quale, all’ altezza del secondo palo, si eleva in modo statuario ed insacca secondo il manuale del calcio di Altafiniana memoria con un precisissimo colpo di testa. Il Siracusa a questo punto, giustamente si rilassa e permette al Piacenza di smettere di giocare alle belle statuine, confezionando l’ unica vera occasione ed, in pratica, obbligando il portiere siracusano all’ unico intervento vero di tutta la partita. Guzman subisce un fallo vicino alllo spigolo sinistro dell’ area di rigore azzurra; sul suo susseguente calcio piazzato, Melucci si eleva come sappiamo e colpisce di testa a colpo sicuro, ma Baiocco Paolo sotto la propria curva si guadagna la standing ovation con una deviazione prodigiosa in angolo.

Il Piacenza tiene palla alla trequarti campo siciliana, ma non riesce a lanciare giocatori sulle fasce o almeno smarcati; la pressione del centrocampo piacentino è ora buona ma sterile e, oltretutto, non copre mai la difesa nei contropiede che Longoni e compagni continuano a confezionare cercando di mandare in gol Zizzari. Su una di queste azioni, Longoni al 32’ scende sulla sinistra e crossa a rientrare in area per il centravanti subentrato, questi cade mentre viene contrastato da dietro da Bertoncini: sembra proprio rigore, ma l’ Arbitro fa continuare: continua nelle proteste anche il mister dei locali Sottil (anima Toro?) che così termina l’ incontro negli spogliatoi. Il subentrato Volpe risente del riacutizzarsi del malanno muscolare alla coscia (stiramento?) mentre cerca di estrarre dai propri piedi un pallone che gli giunge sul dischetto da Guzman e di conseguenza cammina dal 20’, il Piacenza gioca in dieci, ma poiché ha non giocato per tutto il primo tempo la differenza è relativa.

Al 39’ l’Arbitro macchia la propria più che buona prestazione non vedendo insieme al Collaboratore sotto la tribuna un netto calcio d’ angolo a favore dei locali, guadagnandosi definitivamente una solenne fischiata all’ uscita che fa la somma con l’ espulsione di Sottil. Il Piacenza vuole l’ ultima azione di una partita giocata con una temperatura da primavera inoltrata mitigata da una robusta brezza e così Visconti crossa dalla fascia sinistra, ma Baiocco smanaccia e devia allungando la traiettoria del pallone dal lato opposto. Tutti a casa, a rifarsi l’intera Italia per il lungo cercando di trovare varie rsposte ad un treno di domande. Noi non crediamo alla cabala, chiariamolo, ma gestione Gallo da otto giorni: zeru punti, zeru gol fatti, sei gol incassati: che protettori aveva Riccardi? Più seriamente, fatte sempre le debite relazioni coi problemi reali della vita, perché oggi gli ultras siracusani hanno avviato una raccolta di fondi via sms a favore degli alluvionati liguri ed hanno esposto uno striscione emblematico durante il minuto di raccoglimento.

IL COMMENTO - Il Piacenza così costituito non è da primato e probabilmente non lo sarà nemmeno con gli innesti in arrivo. La struttura della squadra è fragile e mentre oggi è rientrato il ragionier Parola, è uscito il geometra Pani e le distanze trai reparti sono andate a farsi friggere. La difesa non può contare sui centrali attuali messi insieme: uno ci sta bene, due negativizzano il risultato d’ insieme. La fascia sinistra è un problema: in una settimana chi degli avversari ha giocato su quella fascia ha segnato in totale cinque gol, non può essere una pura coincidenza.

A centrocampo la fasce sono spente da un paio di incontri: infortuni ed assenze, certo, ma le sovrapposizioni degli esterni bassi non si vedono più, mentre in avanti non decollano più i cross. In attacco Guerra, ovviamente, fa fatica a rientrare continuamente perché poi gli gettiamo addosso la croce quando non è lucido davanti al portiere avversario e si trova ultimamente nel deserto dei tartari a raccontarsi barzellette (“pulite” visto l’ impegno con la Fede di Guzman) con il fantasista dei biancorossi, il quale non lesina l’ impegno, ma è circondato sempre da avversari e sempre più spesso gioca spalle alla porta.

Urge riprendere un cammino così bruscamente interrotto; urge dirci che quest’ anno più di tanto, quasi certamente, la squadra non otterrà; urge vincere con una squadra del nostro livello per avere conferma che siamo inferiori ad altre, non che siamo tornati ad essere un corpo indefinito; urge che mister Monaco riporti sul campo la mentalità vincente e sbarazzina di qualche settimana or sono e faccia scelte, anche solo con questi giocatori, un po’ più chiare di quelle prese negli ultimi incontri dal momento che, se la squadra è in difficoltà per gli infortuni, non ha senso disporla comunque per giocare in attacco se c’é un centrocampo che non può costruire e deve solo far argine. Domani c’é il Consiglio d’ Amministrazione, poi ci dovrebbero essere gli annunci dei nuovi arrivi: che qualcuno o più di qualcuno faccia arrivare in sede aglio e cornetti.

FORMAZIONI

PIACENZA: CASSANO, AVOGADRI-MELUCCI-BERTONCINI-VISCONTI, FOGLIA-PAROLA-PANI, GUZMAN, GUERRA-LISI

SIRACUSA: P. BAIOCCO, LUCENTI-MOI-FERNANDEZ-CAPOCCHIANO, SPINELLI-D. BAIOCCO, PEPE-MANCONI-LONGONI, FOFANA. Allenatore Sig. ANDREA SOTTIL

ARBITRO: Sig. RIPA di Nocera Inferiore

GOL

SIRACUSA: Fofana al 33’ pt, Longoni al 12’ st, Longoni al 17’ st

SOSTITUZIONI

PIACENZA: Palermo per Pani al 31’ pt, Volpe per Lisi al 5’ st, Dragoni per Foglia al 23’ st

SIRACUSA: Zizzari per Fofana al 15’ st, Calabrese per Mancosu al 25 ‘ st, Bongiovanni per Longoni al 36’ st

AMMONITI

PIACENZA: Avogadri al 20’ pt per sgambetto a centrocampo su Longoni

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SIRACUSA: Fernandez al 5’ pt per simulazione con Guerra, Lucenti al 20’ st per fallo su Guzman, Spinelli al al 22’ per proteste ESPULSI SIRACUSA: Allenatore Sottil al 32’ st per proteste per un presunto rigore non concesso

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