Spazi acqua alla Raffalda, Cisini: «Non possiamo fare un sopruso»

I genitori dei ragazzi dell'under 15 della Pallanuoto Farnese hanno duramente contestato in un incontro pubblico il sindaco Dosi e l'assessore allo sport Cisini in merito all'assegnazione degli spazi alla Raffalda. I genitori: «Non possono allenarsi fino alle 23.30». Cisini: «Presto un incontro con la Federazione»

Cisini, Dosi e il presidente della Pallanuoto Farnese Lupi

Un infuocato incontro tra i genitori dei giovani atleti della Pallanuoto Farnese e il sindaco Paolo Dosi e l’assessore allo sport Giorgio Cisini, è andato in scena in Sant’Ilario nella serata del 14 ottobre. Oggetto del contenzioso, l’assegnazione degli spazi della piscina Raffalda agli under 15 della Pallanuoto Farnese nella fascia oraria 21.30-23.30 al martedì e al giovedì. Secondo i genitori è inconcepibile che ragazzi di 12, 13 e 14 anni si allenino a determinati orari, non consoni all’età di questi atleti che tutte le mattine si devono recare a scuola. «Il nostro problema – spiegano i genitori - non è sul monte ore settimanali di allenamento, ma il fatto che a questi ragazzi sono stati assegnati degli orari non adatti alla loro età. Non c’è un problema generale di interventi da fare. C’è solamente una cattiva distribuzione degli spazi. La distribuzione degli spazi acqua era diversa negli scorsi anni, gli under 15 al massimo si allenavano dalle 21 alle 20.30. Perché è stato individuato questo spazio così tardivo? L’abbiamo fatto notare quest’estate e non si è trovata una soluzione. Non sarebbe più idoneo sostituire le ore tra giovani atleti e quelli un po’ più grandi, senza toccare minimamente il monte ore?». «Sindaco Dosi – chiede un genitori dal pubblico - lo sa che si può cambiare anche idea? Abbiamo chiesto di cambiare 4 misere ore per far sì che i nostri ragazzi abbiano un po’ di fiducia nelle istituzioni e per non avere problemi nella loro crescita. Sono deluso, non ci date risposte, stiamo solo perdendo tempo. Ho letto sui giornali che lei viene definito “sapiente, che sa gestire le situazioni”, soprattutto nell’intricata vicenda della Fondazione. Allora io voglio risposte da lei, stiamo rischiando che 30 famiglie debbano far abbandonare lo sport ai figli».

«Ci sono criteri – ha provato a chiarire il sindaco di Piacenza Paolo Dosi -  che vengono definiti dalla Federazione Nuoto, su tutti i meriti sportivi della società, e altre priorità su cui non vogliamo sindacare. Se ci sono questi criteri – abbiamo affidato questo compito alla Federazione da tempo – ci ritroviamo in una situazione che la federazione ha valutato attentamente. Si è sempre fatto così, poi ci possono essere accordi tra le società. Le società sono state sentite dal nostro ufficio sport e hanno acconsentito a questo orari e a questi spazi».

«Il sindaco ci dice – replica Gianmarco Lupi, presidente della Pallanuoto Farnese - che il comune non può intervenire nelle scelte della federazione. L’articolo 18 del regolamento dell’ufficio sport invece dice che può assegnare spazi comunali in base alle richieste. E solo al comma 2 si dice che il Comune può avvalersi alle indicazioni della federazione, per definire e assegnare gli spazi». Dosi per impegni amministrativi urgenti ha dovuto abbandonare la seduta, tra gli applausi ironici e le vivavi proteste del pubblico che l’ha contestato duramente, salvo poi tornare un’ora dopo per ascoltare la parte finale dell’acceso dibattito.

All’incontro era presente anche il consigliere di minoranza Massimo Polledri. «Il comune è entrato in trattative più complicate tipo Ikea – ha detto - penso che possa tranquillamente trattare con la Federazione». «Non ci sono distinzioni tra le società – ha preso la parola l’assessore allo sport Giorgio Cisini -, al Comune poco importa quale società occupi la Raffalda. Il Comune negli ultimi anni non è mai voluto entrare in questo discorso,è dal 2006 che non siamo noi a guardare ai meriti sportivi e agli altri criteri, abbiamo delegato la Federazione a questo. Le regole di questi anni vogliamo comunque farle rispettare». «C’è stato un errore – grida una mamma - nell’assegnazione degli spazi?». No, nessun errore nell’attribuire gli spazi – ha risposto Cisini - la scelta è dettata da altre ragioni, non dall’età degli atleti.Non può essere il Comune a chiedere alla Federazione di cambiare, dovete essere voi: io ho girato le vostre lettere di protesta al delegato. C’è un modulo di richiesta per le società, in cui si esprimono gli orari preferiti di riferimento, noi portiamo alla federazione le richieste e loro stabiliscono gli orari. In questo caso c’è stato questo problema, non un errore. Potremmo intervenire, il Comune ne avrebbe facoltà, ma è giusto che queste situazioni siano risolte nelle sedi competenti. Dovremmo allora rivedere – come Comune - tutti gli spazi di tutti gli sport: calcio, basket, pallavolo, l’unica che non ha mai problemi è la scherma perché c’è una sola società in città. Possiamo fare un tavolo tra società e Fin, c’è la disponibilità nostra per vedere se si possono spostare gli orari. Ma non mi metto a fare atti di imperio o soprusi: tra Pro Piacenza e Piacenza Calcio si sono messi d’accordo. Lasciamo alla Fin questo compito, che ha sempre fatto bene: mi pare che sia la prima volta che emerge questo problema». «Il Comune  - ha tuonato un’altra signora - ha il dovere di intervenire, non può solamente fare un tavolo, non è possibile che uno di 12 anni debba sostenere questi orari e invece uno di vent’anni sia libero di allenarsi come e quando vuole». «State generando in noi – ha chiosato Lupi - qualche sospetto che vi siano cose non regolari in questo procedimenti, visto che non volete entrare dentro a vedere di persona». Cisini ha raggiunto un accordo con i genitori. S’impegnerà a organizzare a breve un incontro con la Federazione Nuoto e i suoi delegati: al tavolo saranno presenti i dirigenti delle società coinvolte e lo stesso Comune, nel tentativo di riuscire a trovare una soluzione al problema della Pallanuoto Farnese e dei suoi giovani pallanuotisti.

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