Vigilia di Pro Piacenza-Piacenza. I "Best 11" delle due squadre ruolo per ruolo

Vigilia di derby tra Pro Piacenza e Piacenza. Due formazioni dal credo tattico e dallo schieramento profondamente diverso, una votata ad un coperto 5-3-2 in cui Pesenti e’ il principale terminale offensivo, mentre l’altra ad un più offensivo 4-3-3 con un gioco maggiormente sviluppato sulla fasce e sugli inserimenti degli interni . Vediamo ruolo per ruolo i migliori interpreti in una ipotetica fusione tecnica tra le squadre.

PORTIERE: ERMANNO FUMAGALLI. Già nella scorsa stagione si era distinto come elemento determinante della squadra di Viali. Quest’anno si sta confermando una autentica sicurezza per tutta la difesa, con la “chicca” della super-prestazione nella nebbia contro la Lucchese. Nel Piacenza dopo la bocciatura del non convincente Miori , l’arrivo di un top-player come Pelizzoli sembra aver risolto la grana dell’estremo difensore.

TERZINO DESTRO: DENNY CARDIN. Giocatore poco appariscente e di fatica ma tatticamente fondamentale. Sa coprire la l’intera fascia destra con tanta corsa senza disdegnare le proiezioni offensive, dal suo lato difficilmente si passa. In maglia biancorossa si sono alternati nel ruolo sia Sciacca che Di Cecco, con il primo che pare più completo.

TERZINO SINISTRO: GIUSEPPE AGOSTINONE. Arrivato a Piacenza per coprire il buco sulla corsia mancina è diventato uno dei titolari inamovibili di Franzini. Sa giocare indifferentemente in entrambe le fasi di gioco garantendo qualità nei cross e chiusure difensive. Nei rossoneri Ansoumane Sanè ha spiccate qualità offensive ma ancora denota limite nella fase offensiva. Meglio nella difesa a 3.

CENTRALE DIFENSIVO: JACOPO SILVA. Ormai e’ la roccia difensiva del Piacenza. Sa far ripartire l’azione con buona tecnica con palla a terra senza quasi mai sbavature in marcatura. Suo omologo al Pro è Dembell Sall, difensore dalla caratteristiche fisiche e tecniche opposte: grandi doti in marcatura ma qualche errore di troppo in disimpegno in questa stagione.

CENTRALE DIFENSIVO: FRANCESCO BINI. Pergreffi è stata l’autentica sorpresa biancorossa. All’esordio in  Lega Pro ha stupito tutti con prestazioni in crescendo da veterano della serie. Tuttavia a fianco di Silva in questo ipotetico “dream team” piacentino preferiamo Bini, ricomponendo la coppia che due stagioni or sono firmò l’impresa della salvezza del Pro Piacenza da -8.

INTERNO DESTRO: SABER HRAIECH. Qualità infinte per l’italo tunisino. Forse qualche volta eccede nel tenere palla o nella foga agonistica. Tuttavia è un centrocampista moderno ed ancora giovane, meritevole di altre categoria grazie alla visione di gioco, tiro e tempismo negli inserimenti. E’ preferito a Pugliese che nel Pro si è ritagliato di recente uno spazio da titolare grazie a doti di movimento e di contrasto a fianco di Cavalli.

CENTROCAMPISTA CENTRALE: ANTHONY TAUGOUDEAU. Quattro reti segnate per il regista francese, in mezzo a tante prestazioni convincenti. Sa fare girare la squadra a dovere grazie ad un’ottima tecnica. Quest’anno si è pure distinto in zona-gol non disdegnando numerosi inserimenti tra le linee. Meglio sicuramente di Gabriele Cavalli, che nelle ultime giornate è cresciuto in campo ma che in questo inizio di stagione, tra infortuni e squalifiche, ha faticato a prendere in mano il gioco del Pro.

INTERNO SINISTRO.:ALESSANDRO CAZZAMALLI. In ogni stagione viene indicato tra le riserve. Poi puntualmente è tra quello che gioca di più. Centrocampista dotato di importanti doti sia nel gioco aereo che nel recuperare palloni, è spesso determinate anche sotto porta. Sa abbinare buone qualità tecniche ad una eccezionale lettura tattica del centrocampo. Ogni volta che non si vede in campo se ne avverte l’assenza. Caratteristiche diverse per Riccardo Rossini che in rossonero gioca a fare il pendolo tra centrocampo ed attacco. Bravo a muoversi tra le linee deve migliore in personalità ed in cattiveria in area di rigore.

ALA DESTRA: LUCA MATTEASSI. L’eterno bi-capitano (lo è stato anche in rossonero) è sempre determinante sulla fascia. Conclude a rete, crossa, invita l’inserimento dei compagni, è la vera anima della squadra nonché regista di molte azioni offensive. Un problema al piede ne sta limitando l’impegno in campo ed il rendimento, ma rimane un punto fermo. In rossonero un peccato l’infortunio a Lorenzo Marchionni, partito come un fulmine ma poi caduto in crisi prima del grave infortunio al ginocchio.

ALA SINISTRA: STEFANO FRANCHI. Altro elemento insostituibile. Sulla fascia sinistra è un motorino instancabile e sempre pronto alla giocata in zona-gol. E’ uno degli interpreti migliori e maggiormente rodati del Franzini-pensiero per merito della sua capacità di saltare l’uomo e puntare alla porta. Preferito a Daniele Bazzoffia in quanto più determinante e concreto in area di rigore, anche se l’esterno toscano è uno dei più in forma dei rossoneri.

CENTRAVANTI: MASSIMILIANO PESENTI. Arrivato al Pro tra lo scetticismo generale,ha risposto con 6 reti. Ottimo bottino considerando la lunga assenza per squalifica e le gravi difficoltà offensive iniziali della squadra di Pea. E’ uno dei protagonisti della rimonta in classifica facendosi carica dell’intero peso offensivo. Nel Piacenza bene anche Razzitti anche l’attaccante bergamasco ha segnato un gol in meno. Bravo a fare sportellate, spesso perde lucidità sotto porta causa il tanto lavoro oscuro fatto per i compagni.

ALLENATORE:ARNALDO FRAZINI. Ineccepibile la gestione dello spogliatoio e la tranquillità che sa trasmettere alla squadra. La sua squadra gioca un bel calcio, sempre propositivo sia in casa che in trasferta, con buona intensità e tecnica. Partito con una squadra giovane e senza stelle , ha ben presto fatto capire di poter ambire a posizioni nobili della classifica. E’ incredibile come ancora non alleni in categorie superiori. Maggiori difficoltà per Fulvio Pea, partito per cercare lo spettacolo con il 4-3-3 ma poi costretto alla retromarcia con il 5-3-2. In attesa di tempi migliori e di una classifica più tranquilla, il tecnico lodigiano si accontenta di una squadra solida in difesa e razionale a centrocampo.

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