/~shared/avatars/68120910773942/avatar_1.img

Andrea

Rank 5.0 punti

Iscritto martedì, 22 marzo 2011

Deutchland Uber Alles

"Penso che un altro aspetto omesso dall'autore sia il fatto che i tedeschi, storicamente, hanno sempre voluto imporsi. Ed è quello che stanno facendo in ambito politico, economico, sociale e finanche militare in Europa da quando, ad un lustro dalla riunifiсаzione, gradualmente sono stati concessi alla Germania (fino ad allora indotta a restare a capo chino per il trascorso storico a tutti noto) spazi decisionali e di controllo al di fuori dei propri confini. Così, piano piano, i "crucchi" hanno scalzato pure gli inglesi, imponendosi come nuova egemonia in Europa, spalleggiati dagli utili idioti francesi (e gli inglese, al momento buono, se ne son chiamati fuori...chiamali scemi!).
Da lì è stato un crescendo inarrestabile, facendo diventare rapidamente la Germania l'interlocutore principale del continente europeo, anche sul piano internazionale. E forti di questa "promozione sul campo" anche da parte statunitense, i tedeschi hanno potuto imporre le loro regole, i loro interessi, i loro meccanismi e le loro preferenze a 360 gradi a tutti i paesi parte del sodalizio. Un riscatto che, spesso, assume più i connotati di una vendetta. Basti pensare allo scempio delle politiche di austerità che hanno demolito l'economia di paesi come la Grecia, ma fortemente impattato anche su quella portoghese, irlandese, spagnola e, ovviamente, italiana. Paesi allegramente raggruppati ed identifiсаti (con un bizzarro concetto di solidarietà e rispetto europeo) con l'acronimo P.I.G.S. (e poi P.I.I.G.S. per includere anche l'Italia). Cioè, insomma, noi siamo i maiali. Quelli "zozzi", sporchi e impuri. Economicamente parlando, chiaro. O forse no.
E così, è chiaro, in questa spirale accentratrice ed egemone, anche il dover dipendere dalla Chiesa di Roma deve apparire ai potenti e forti teutonici come uno smacco e un torto, un retaggio del passato, che questo momento storico non permette più di accettare.
E così finirà che a Berlino sposteranno anche la loro "Santa sede". O forse "La Santa Sede".

Considerazione a latere, infine, sull'insulso eversivo che oggi alberga in quei di Roma, nelle falsi veste di "Vicario di Cristo". E' evidente che dinamiche complesse, più assimilabili all'eversione, vollero la sostanziale destituzione del Papa in carica Benedetto XVI per lasciare spazio "al nuovo corso mondiale" per il quale la Chiesa di Roma aveva bisogno di una figura alla guida che fosse allineata a questa nuova "visione". Il tradizionalista, teologo, anziano e inflessibile "pastore tedesco" Ratzinger chiaramente non era compatibile (anche perchè stava mettendo ordine, dopo decenni di silente eversione tollerata dal precedente papa). Mentre il dinamico e brillante chierico argentino, era perfetto per il ruolo "di Papa buono 2.0". E quindi: «"Preso!"».

Concludo con due segnalazioni all'autore (piccoli refusi): Deutschland e non Deutchland (e se vogliamo essere pignoli, Über e non Uber). E la cretina, pardon gretina (che non ho ben capito in che ambito sia eleggibile del titolo di sacerdotessa), si chiama Thunberg e non Thumberg. Ma sarebbe meglio chiamarla Fuffberg... perchè è proprio l'emblema della "fuffa" che anima la nullità che si cela dietro questo "nuovo corso" ed affini movimenti e (bizzarri) paladini."

7 commenti

“Il Ponte” 1971-2021, cinquantesimo anno

"Abbastanza singolare che nell'excursus di Ratti non venga nemmeno nominata una delle firme storiche de "Il Ponte", ovvero Gian Carlo Anselmi, che nella sua rubrica ha - per lustri - raccontato la storia passata non solo di Ponte dell'Olio ma anche della Val Nure.
E altrettanto singolare trovo sia che a riassumere la storia di mezzo secolo di una pubblicazione dell'omonima Parrocchia, sia una delle firme più politiche di quella redazione.
Sarebbe un po' come affidare a Bertinotti un "lungometraggio" sui 75 anni della Repubblica Italiana.
Singolare, infine, la tergiversazione sulle ragioni dell'allontanamento di uno dei  "Don".
Quanto mai calza a pennello il proverbio: "Dire pane al pane e vino al vino"."

2 commenti

Allarme siam fascisti

"Disamina perfetta ed ineccepibile, quasi una rarità oggigiorno, curiosamente pubblicata su una testata del gruppo "Today News", che diciamo sappiamo essere un attimo di visione opposta.

Penso che un passaggio cruciale sia la frase: "sono le minoranze che vantano oggi i veri diritti", alla quale aggiungo che "la maggioranza" ormai è stata ridotta (da decenni di propaganda ed alienazione mentale) ad un collettivo senso di colpa ed inerzia, che permette a queste minoranze di erigersi indisturbati a moralizzatori con però dialettica e metodi da "colonizzatori". O meglio rozzi facinorosi, finti rivoluzionari e presunti vendicatori di secolari ingiustizie, che ricordano però decisamente metodologia ed arroganza di quelli a cui il titolo allude (con la “sottile” differenza che quelli, fieramente, avevano il coraggio di qualifісarsi come fascisti, senza spacciarsi per democratici verginelle, vittime pie o santi). E ricordiamo che lo Squadrismo Fascista fu un inevitabile strumento della "Rivoluzione Fascista" ma, esaurita la sua funzione, fu lo stesso Mussolini ad imporne l'immediato epilogo e scioglimento, dato che quella sorta di deriva (al confine tra illegalità ed anarchia) era molto invisa "ai piani alti" del Regime, come allo stesso Mussolini. Per altro tra le fila dei numerosi "camerati squadristi", anche se qualcuno oggi forse lo nasconde con un filo di vergogna (da una parte e dall'altra), si sa che vi erano frotte di ex anarchici o socialisti che, nella "nuova creatura politica" forgiata da Mussolini (il Fascismo), videro il nuovo "credo" verso cui aderire e spendersi "anima e corpo". E, se necessario, anche dispensando legnate: "Il manganello è sempre quello, che fa tremare e sa domar chi oserà", altra citazione d'obbligo di un altro canto dei tempi (“Squadristi a Noi!”).
Come concludere l’intervento se non cogliendo due sottili (forse involute) citazioni sempre al testo dell’inno “All'Armi”, presenti nell’articolo, ovvero:
“e lotteremo sempre forte forte”
...
“sempre inneggiando la Patria nostra”
E infine una curiosità che in pochi conoscono: ancora oggi si può sentir risuonare quelle note e quel grido da parte della Fanfara dei Bersaglieri, visto che ne detengono la versione originaria (apolitica), della quale venne poi tratto il canto fascista.
Cercatevi “Inno Dei Bersaglieri Ciclisti (All'armi)”."

4 commenti

Mondo cane

"L'assurdo è che per permettere a delle minoranze di esprimersi, si è finiti che queste minoranze hanno limitato alla maggioranza di esprimersi e vivere come hanno fatto per generazioni. Purtroppo si è commesso un errore fondamentale, ovvero illudersi che mondi, idee, culture, identità così contrapposte potessero coesistere "pacifіcamente". In realtà, la storia lo insegna abbondantemente, inevitabilmente una delle due realtà tenderà sempre a prevalere sull'altra, sottomettendola. Soprattutto se una delle due parti convive con un auto-imposto compassionevole senso di sottomissione e auto-flagellazione.
Ed è quello che sta accadendo. La cultura progressista, mondialista, gender, migrazionista, turbo-liberista che, con tutti i suoi assurdi e deliri, abbraccia a piene mani le avare logiche della finanza mondiale e delle mere logiche dell'economia, della globalizzazione e della standardizzazione, ormai ci impone come ci possiamo esprimere, con chi possiamo accompagnarci, quali personaggi vanno celebrati e quali debbono essere destinati all'oblio (sia del presente che del passato), oppure imporre illogiche discriminazione all'inverso, secondo deliranti mantra di parità di genere, di "razza" o religione. E via discorrendo.
E la chiesa, o meglio una parte di essa (minoritaria, ma radicatasi in questi decenni nei ruoli e nei centri nevralgici di controllo e decisionali) ha abbracciato il neo-paganesimo relativistico naturalistico ed il migrazionismo esasperato, che sposa a piene mani il neo-liberismo di cui sopra, senza ormai eccezione alcuna. Anche sovvertendo dogmi secolari.
Il tutto nel totale immobilismo e silenzio della maggioranza silenziosa, che probabilmente non condivide ma si illude che, restando nel suo silenzio e disinteressandosene, a lui il problema non riguarderà.
E allora vengono in mente le parole di qualcuno che, in passato, scrisse: ... «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare» (Brecht)"

2 commenti

«Nessuna pulizia a Piacenza Expo, poco sicuro il percorso verso il padiglione»

"In un altro articolo sull'argomento abbiamo assistito al classico teatrino dello "scarica barile"; onestamente ai cittadini chiamati ad eseguire il tampone presso questa struttura, poco importa chi avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Perchè questo è il problema ricorrente in questo paese, dove tutti aspettano che sia qualcun'altro a fare qualcosa. Ma io dico, dopo la nevicata dei giorni scorsi (e il fiume di polemiche che ne è seguito) e le temperature sottozero dei giorni successivi, a NESSUNO è venuto il dubbio che - quantomeno - il percorso pedonale di accesso andava cosparso di sale??
Tra l'altro dalle foto si evince che la neve nemmeno è stata rimossa dal perimetro esterno (ma semplicemente calpestata). Ora, non penso che spetti al cittadino che si reca presso questa struttura dotarsi di pala spalaneve (o meglio piccone) o di scarponcini chiodati da scalatore... E non penso servisse aspettare questa mattina per accorgersi della criticità del ghiaccio.
Qualcuno poi ha sparso quella che sembra segatura (o, nel migliore delle ipotesi, del sale marino grezzo) sulla neve ghiacciata, nella speranza si compisse un miracolo. Peccato che la neve ghiacciata davanti a Piacenza Expo non sia il sangue di S.Gennaro nella famosa ampolla e, per sciogliersi, non bastino le preghiere (o imprecazioni), ma occorra calore sufficiente a raggiungere la temperatura di fusione del ghiaccio. E dato che in questi giorni - soprattutto nelle ore notturne e del mattino presto - le temperature sono piuttosto rigide, è evidente che occorreva intervenire "manualmente", vuoi tramite bruciatore/cannello a gas, oppure chimicamente con sale al cloruro di magnesio o cloruro di calcio (dato che il classico sale marino, ovvero cloruro di sodio, sin dalle medie ci insegnano serva a poco quando la temperatura è di diversi gradi al disotto dello zero) anche in soluzione.
E, per cortesia, non mi si venga a dire che, partendo da Piacenza Expo passando per AUSL, Comune di Piacenza, Protezione Civile, nessuno aveva a disposizione (o poteva reperire) questi "strumenti".
Invece di picconare a mano oggi, bastava rimuovere la neve prima che ghiacciasse (anche con strumenti meccanici) oppure spargere sale anzitempo o - dopo che si era compattata e ghiacciata - irrorare una soluzione di cloruro di sodio o magnesio; tempo 15/20 minuti e il ghiaccio e parte della neve si sarebbe sciolta, permettendone la rimozione con una semplice pala (o casomai - vista l'area - con l'ausilio di una piccola pala a motore).
Ma figuriamoci: siamo sotto le feste e tutti pensano a regali, lucine e panettoni. Fino al 4 (o peggio all'11), l'Italia si ferma."

4 commenti

«Piacenza-Carmiano, corriera piena di gente al mattino»

"Invito la scrittrice e tutti gli utenti dei mezzi pubblici a segnalare queste violazioni dell'ordinanza introdotta dalla Regione il 14 Novembre oltreché del Dpcm che istituisce la "Zona Arancione" per l'intera regione, che prevedono per il trasporto pubblico una riduzione fino al 50% dei posti disponibili.
La foto attesta un riempimento ben oltre questa soglia (se non addirittura superiore al 100%, visto alcuni viaggiatori in piedi) e questo non è accettabile.
Lo stesso autista dovrebbe impedire l'accesso a nuovi viaggiatori quando l'autobus raggiunge una soglia di riempimento prossima al 50%.
Le regole vengono applicate sempre in modo tassativo per commercianti e cittadini, mentre quando riguarda servizi e strutture pubbliche e regionali, queste godono di una sorta di distratta impunità. Se i mezzi di trasporto a Piacenza viaggiano violando le normative della Regione e quelle nazionali, qualcuno deve intervenire. E mi rivolgo alle autorità preposte.
In più, perchè non prevedere la presenza a bordo dei mezzi di un altro dipendente SETA che abbia funzione di "controllore" del rispetto del riempimento del mezzo e del rispetto di tutte le misure di sicurezza (mascherina, distanziamento, etc)? Se il personale è insufficiente, perchè non predisporre un servizio di volontari qualifiсаti?"

2 commenti

La speranza in un farmaco immunosoppressore già in uso, Tocilizumab

"„la malattia da Coronavirus ha due fasi: un’iniziale che si presenta con una polmonite interstiziale a medio-basso fabbisogno di ossigeno e una fase secondaria, rapidamente progressiva in cui interviene una sindrome infiammatoria che fa peggiorare la situazione.“
Volevo sapere se sono noti anche i tempi che intercorrono mediamente tra queste due fasi, ovvero mediamente quanto dura la fase 1 durante la quale si sviluppa la polmonite interstiziale a medio-basso fabbisogno di ossigeno, prima che la situazione si aggravi con la fase 2."

2 commenti

«Quello che non ha funzionato a Codogno»

"Credo che siano in tanti, anche sulla sponda piacentina, a condividere molte delle perplessità della cittadina lodigiana. In particolare sulla questione tamponi e divulgazione degli esisti e sui protocolli annessi. Da giorni, dopo settimane di terrorismo mediatico, i media si sforzano nel tranquillizzare la popolazione dicendoci che, in circa l'80% dei casi, chi contrae il "Nuovo Coronavirus" sviluppa sintomi lievi o equiparabili a quelli di una normale influenza. Ora, la domanda che sorge spontanea è: se i tamponi vengono fatti solo a chi presenta le sintomatologie più gravi, chi ci garantisce che quell'individuo (con sintomi lievi) non sia in realtà infetto e quindi (non venendo sottoposto a tampone) non metta in guardia chi ha avuto contati con lui nei giorni precedenti e/o chi gli vive accanto? Come è possibile escludere che qualcuno di quest'ultimi non sviluppi invece le forme più gravi e, fin quando non presenta i sintomi, funga a sua volta da ignaro untore di colleghi, amici, parenti e sconosciuti?
Se da una parte è vero che non possiamo pensare di fare tamponi anche solo per un mal di gola, è allo stesso tempo evidente che si deve evitare di commettere l'errore opposto (casomai per interessi politici/mediatici) ovvero scoraggiare e rendere difficoltoso (o peggio disattendere) l'espletamento del tampone. Penso che laddove vi sia il rischio di ulteriore diffusione (prendiamo per esempio un dipendente a casa ammalato da giorni con sintomatologie anche non gravi) sia prudenziale eseguire il tampone, così da rassicurare oppure mettere in guardia tutti i colleghi/clienti/fornitori venuti a contatto e contestualmente permettere loro di assumere atteggiamenti responsabili come quello di evitare di avere contatti con terzi. Diversamente, fino all'insorgere dei sintomi, un infettato continuerebbe a propagare il virus (a sua insaputa). Se vogliamo tranquillizzare la popolazione e ottenere davvero la fiducia piena nell'operato delle istituzioni, credo sarebbe di grosso aiuto evitare certe "zone grigie" nei protocolli."

1 commenti

Perché dai ascolto ad un idiota che ha letto una email che gli ha girato qualcun altro?

"Ci tengo innanzitutto a precisare la profonda e netta differenza tra sionista e semita: non sono assolutamente la stessa cosa. Le lascio il compito di chiarirsi le idee in autonomia, se vorrà. Ma non si accosti taluni intellettuali sionisti con Marx o Einstein. Ci sono intere comunità ebraiche che sono profondamente contro la dottrina sionista e, se fosse ben informato, lo saprebbe. Le consiglio - ad esempio - alcune letture di Israël Shahak (come "Il razzismo dello Stato di Israele" o "Fondamentalismo ebraico in Israele"). Chi professa in modo fondamentalista le deviazione del Talmud, dal mio punto di vista non ha diritto alcuno di dare lezioni all'Occidente. E lo ribadisco fermamente, visto che per questi individui siamo goyim (ovvero bestie) e il loro sangue è sostanzialmente diverso da quello non ebraico e il DNA ebraico è divino (altro che Nazionalsocialismo!). Sionisti come Isaiah Berlin, per dirne uno tra quelli che ha citato nel suo articolo.
Ciò premesso, perchè doveroso, rispondo alla sua osservazione alla mia colorita critica finale: come lei meglio di me sa, talvolta con una frase provocatoria e un filo volgare (concetto oggigiorno quantomeno indefinito, visto che sono diffusamente sdoganati in politica e TV termini ben più volgari di quello usato da me) si esprime meglio di mille parole un concetto di fondo che si vuole trasmettere. E credo che in quella frase fosse evidente ciò che volessi dire e non è mia intenzione dilungarmi ora in superflue precisazioni.
Tornando al merito del nostro confronto, non conosco gli interventi critici da lei scritti in passato sulle riforme della scuola e del lavoro, ma questo non toglie che la moderna società sia il frutto di decenni di distruzione del modello di società così come l'abbiamo conosciuta fino alla metà del secolo scorso. E l'opera distruttrice, coadiuvata dal modello neoliberista e consumistico "Made in USA", è diffusamente da ascrivere ai suoi sodali sessantottini, che dal mio punto di vista di meriti ne hanno ben pochi. Gli sterili e temporanei vantaggi delle riforme profuse in quegli anni travagliati (alcune le ha citate), sono ampiamente e negativamente compensate dai danni causati da decenni di tensioni sociali, politiche e culturali che - ancora oggi - faticano a volersi sopire. E tra questi danni vi sono derive come le formazioni terroristiche o anarchiche, alcune ancora attive/latenti oggigiorno. Quella volontà di eversione e rivoluzione, che lei indica come unica nella storia d'Italia (ma mi permetto di dissentire perchè ve ne fu un'altra circa 46 anni prima) рrese di mira proprio la diffusa impostazione sobria, conservatrice ed autoritaria - inevitabilmente plasmata da 20 anni di Regime Fascista - dell'apparato statale, in tutte le sue entità ed istituzioni. E così si partì da quella più esposta e fondamentale: la scuola e l'università. Via via in divenendo, passando evidentemente per gli organi politici e giuridici, nei lustri si è arrivati ad intaccare persino gli apparati militari dello Stato (delle FdO alle Forze Armate). Il risultato di questo processo (che mirava a cambiare lo Stato per modifìcare la società, allora fortemente legata ai principi del cattolicesimo) è, in larga parte, la causa delle carenze e derive della moderna società italiana, con tutti i difetti e abomini che lei stesso ha additato nel suo scritto. Per quel che mi riguarda, di quel periodo storico ancora oggi viene descritta e dipinta una distorta e propagandistica versione, che è ben distante dalla realtà. Del resto è lo stesso "difetto storico" che impedisce ancora oggi un'imparziale ed obiettiva ricostruzione degli eventi e dei fatti del periodo più controverso della storia moderna del nostro Paese, ovvero quello a cavallo dei due conflitti mondiali, sfociati in oltre un lustro di guerra civile (che si è dilungata ben oltre il 25 Aprile '45) e di una "pacifìсаzione nazionale" mai veramente compiuta (in primis, per convenienza politica, proprio da certi figuri di sinistra).
Sul resto che dire ancora; lei cita Churchill per sottolineare i limiti e difetti della democrazia, io le cito qualcun'altro: "La democrazia è quel veleno che i popoli poveri ingoiano stupidamente con entusiasmo".
Curioso comunque, e non posso sottrarmi dal farlo, come queste viscerali e inconfessabili perplessità e critiche avverso il sistema democratico, emergano e vengano ravvisate solo quando una certa parte (politica e non) non si trova rappresentata al Governo (e dal sentimento maggioritario nel Paese). E' un "brutto film" che abbiamo dovuto sopportare con 20 anni di "anti-berlusconismo" (che di buono non ha generato nulla, ovvero il PD). Anche allora cantanti, attori, scrittori, giornalisti, intellettuali, sociologi, comici, nani, ballerini e via discorrendo, sentirono "il bisogno" di uscire dal loro ambiguo ruolo e schierarsi apertamente contro "il nemico del popolo". Anche allora vennero fuori gli stessi (logori) repertori argomentativi che vediamo sbandierati oggigiorno (cosa alquanto deprimente). Salvo poi leggere, ultimamente, da parte di taluni di questi "sessantottini" (e relative proseliti) che forse-forse si stava meglio quando c'era lui. No, no: non Lui! Quello di Arcore, ben si intenda.
Concludo con una provocatoria riflessione alla sua autocitazione finale: denoto in un certo pensiero di sinistra, gli stessi difetti "fondamentalisti" che affliggono la dottrina sionista. Ovvero critici, rigorosi, giustizialisti, inamovibili e profondamente retorici quando si deve criticare o accusare la controparte o chi la pensa diversamente, ma di contro accomodanti, indulgenti e garantisti quando si tratta di difendere e giustifìcare le distorsioni e gli errori che arrivano dalla propria parte.
Non si può fare "il diavolo a quattro" quando si è governati da chi non ci piace e poi annichilirsi e sparire in un silenzio colpevole quando si è governati o amministrati da figuri imposti dal partitino sinistro di turno. Dove erano tutti lor signori quando si distruggeva l'impianto sociale e sovvertivano anche taluni mantra di sinistra (articolo 18, pensioni, contratti di lavoro.. giusto per dirne alcune)? Tutti azzittiti dallo sproloquiare inopinabile di certi "professori", economisti, banchieri ed affini faccendieri? Rattamaglia non proprio di sinistra, ma che negli ultimi lustri sono diventati "compagni di merende", anzi, Kompagni, di segretari e affini giocolieri dei partiti area Dem&Ko.
Le dirò, infine, che non esiste un modello di Stato che può essere imposto in modo intangibile per l'eternità, ma esso deve essere duttile, adattabile e finanche sovvertibile dalla volontà del popolo. Sostenere l'opposto è il preludio per una guerra civile."

6 commenti

Perché dai ascolto ad un idiota che ha letto una email che gli ha girato qualcun altro?

"Curioso leggere questi profondi discorsi critici verso la società, direi quasi un necrologio della democrazia, quando "il mondo" si muove in direzione opposta rispetto al punto di vista di certi pensatori di sinistra. Si perché il concetto che si ripete e rimbomba in questa lunga e fin troppo filosofіca regressione sulla stupidità umana moderna, è che bisogna diffidare dal concetto che tutti abbiamo libertà di pensiero e tutti possiamo dire la nostra. E, ancor di più, che il voto di tutti vale uguale. Insomma, il problema è che il popolo è profondamente ignorante e - come un gregge di pecore instradato dal guaire e abbaiar dei cani - è pronto a seguire il pastore di turno finanche nel precipizio. Pertanto certi eletti e miglior-pensatori, se necessario, hanno il diritto di sovvertire questo andamento, contravvenendo a quel concetto di sovranità del popolo nel supremo ed arbitrario interesse di indicare qual è "la retta via". Per il bene di tutti, ovviamente.
Peccato che certi discorsi - quanto mai trasversali e veritieri allora anche per i lustri e decenni passati - secondo certe menti valgono solo oggi. E questo forse perché è evidente il disagio e il disorientamento di certi intellettuali di sinistra dinnanzi un paese, un continente e un mondo che incomincia a dissentire e pensarla diversamente rispetto alcuni mantra ideologici progressisti. E così nello scritto, che a più riprese cita intellettuali sionisti (che di lezioni all'occidente a mio avviso non sono qualifіcati a darne), si addentra in riflessioni di presunta attualità, disconoscendone volutamente le cause nonché gli artefіci. Si parla della decadenza del sistema di istruzione, dei "diplomifіci" e dei movimenti no-VAX, dell'impoverimento culturale e dei valori, omettendo di dire che se vi è una parte politica comun-denominatore di tutto questo, questa è proprio certa sinistra. L'occupazione politica del sistema scolastico/universitario dalla metà degli anni '60 in poi, è notoriamente in capo a quelli che nel '68 si definivano "la meglio gioventù", oggi diffusamente docenti, presidi, rettori in ogni ordine e grado, come molte loro proseliti. La politicizzazione delle cattedre, nonché un'ideologica visione anticonformista ed anti-sistema, ha via via minato le regole e l'impostazione sobria ed autoritaria del sistema di istruzione, a favore di un sistema informale, "moderno" e dei prof-amici. Inevitabile però la progressiva perdita di autorità e di impoverimento delle capacità didattiche e formative dei docenti, troppo spesso lì per meriti politici (leggasi tessere di partito) che per meriti e capacità didattiche.
La scelta di combattere l'abbandono universitario introducendo i diplomi universitari e i corsi triennali fu fortemente voluta dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer (gov. Prodi), con la sua riforma ("Legge Quadro in materia di Riordino dei Cicli dell'Istruzione") poi tecnicamente promulgata dalla "Riforma Moratti" (gov. Berlusconi).
Di nuovo inutile ribadire che questa riforma è servita per dare certi titoli a molti signorotti e signorini che ricoprono talune cariche, diversamente a loro precluse in assenza del suddetto titolo di studio.
Le battaglie dei movimenti no-VAX sono quasi unilateralmente riconducibili ad una visione anti-sistema e libertaria stile radicali, ambientalisti e certi movimenti anarchici e di estrema sinistra (oggi in buona parte confluiti in movimenti come il MV5S). Ancora una volta la sovversione e messa in discussione dell'autorità del sistema e dello Stato, allo scopo di far prevalere la volontà del libero cittadino, ha creato questo "mostro sociale" di gente che si rifiuta di vaccinare i figli perché dubbiosa sul rapporto rischio-benefіcio.
Sul tema dei valori e sull'identità di un popolo, c'è poco da aggiungere su quanto già detto: è caratteristico dei sistemi autoritari ed antidemocratici quello di esaltare e imporre certi modelli sociali, culturali e morali. Lo si è visto con il Fascismo, il Nazionalsocialismo e anche il Comunismo. Laddove, invece, prevale un sistema sociale dove ognuno è qualifіcato a distinguersi e contraddire il prossimo, inevitabilmente alla fine prevale il caos. In linea teorica è compito dello Stato e delle sue istituzioni democratiche, controllare questo caos e cercare di mantenerlo all'interno di un perimetro civile, promulgando leggi e reprimendo gli eccessi, purché tutto questo non comprometta o sia lesivo delle libertà e dei diritti inalienabili dell'individuo. E' il modello democratico liberale tanto caro alla sinistra e ai radicali (quelle delle battaglie degli anni '70 sui "diritti civili"), le cui derive oggi si battono per deliri come quello gender, l'adozione gay e via discorrendo.
Infine, il nostro pensatore radical non poteva certo astenersi dall'infilare l'argomento cardine (nonché moderna battaglia "partigiana" della sinistra e dei suoi intellettuali contro il "nuovo fascismo" al governo) dell'immigrazione e del "razzismo" nel suo corposo pistolotto. Ed ecco quindi spuntare un geniale periodo che mi sento in bisogno di citare:
(...) „Ci incutono paura perché hanno la pelle diversa o professano altre religioni, ricordiamo i pochi reati commessi dagli extracomunitari, dimentichiamo i numerosi delitti degli autoctoni (non fosse altro per il diverso rapporto numerico)“

Ecco, forse sul concetto di "pochi reati" e di "rapporto numerico" c'è un poco di confusione nel nostro filosofo. In Italia la percentuale di reati commessi da extracomunitari rasenta in alcuni casi il 50% della totalità. E su questo emblematici sono gli effetti di un anno di Governo che ha messo argine all'arrivo indiscriminato di persone senza diritto, nonchè incoraggiato maggior rigore contro chi delinque (indistintamente dal colore). Nel periodo Gennaio 2017/Gennaio 2018 i reati commessi dagli stranieri sono stati 250mila ovvero: il 55% dei furti, il 51% dello sfruttamento della prostituzione, il 45% delle estorsioni, il 40% degli stupri, 1.500 stupri in un anno. Il tutto con un trend in incremento del 4,7% nel primo semestre 2018. La popolazione carceraria italiana vedeva una presenza media del 33% di cittadini stranieri, di cui oltre il 25% extracomunitari.
Poi, magicamente, questo trend non solo si è arrestato, ma è andato in controtendenza. Dati del Viminale a Marzo 2019: "-9,2% i reati in generale in Italia, -15% gli omicidi, le violenze sessuali e i tentati omicidi. Sono i dati trimestrali raccolti al 31 marzo 2019 e raffrontati con lo stesso periodo 2018.".
Altra piccola regressione sul concetto di “percentualità”: in Italia gli stranieri (regolari ed irregolari) sono circa 6,1 milioni, ovvero il 10,2% della popolazione. Ora, se il 10% commette il 50% di taluni reati, è evidente che la percentuale di stranieri incline a commettere reati è proporzionalmente molto più elevata di quella degli "italiani autoctoni". Questo nonostante il nostro paese di disonesti, di mafiosi, camorristi e, soprattutto, leghisti razzisti le stia così profondamente sui соɡlіоnі.
Ossequi."

6 commenti

La “Bubba”, le macchine agricole piacentine d'avanguardia

"E' meritevole sottolineare la citazione del Cav. Bubba, quando in pieno Regime Fascista affermava:
... “il vecchio pregiudizio secondo il quale una macchina non poteva essere che ottima se era inglese, tedesca, americana, è caduto per sempre. La fiducia è ritornata in noi stessi e la errata psicologia degli italiani in conseguenza di secolare servitù economica e politica, si è modificata.”

Parole e concetti non da poco e che, tristemente, risuonano famigliari anche oggigiorno. Questa sudditanza e "errata psicologia" degli italiani, facilmente ammaliati da tutto quello che arriva da fuori ma - di contro - sempre troppo critici e schivi verso tutto quello che viene dal proprio paese, è una malattia che permea ancora la maggioranza di noi italiani.
E non è solo una questione che riguarda le merci o i beni, ma un concetto che riguardava il modo di approcciarsi in ogni aspetto e che era appunto - come diceva il Cavaliere - conseguenza di secolare schiavitù economica e politica. Schiavitù economica e politica che allora si chiamava Società delle Nazioni e oggi si chiama Commissione Europea a BCE. E così ogni parere e pensiero che arriva da fuori è il verbo e guai metterlo anche solo in discussione, mentre ogni concetto e proposta che viene dall'interno viene sminuita come un'insulsaggine, perché qualcuno là fuori ha detto che non va bene.
Ritrovare quella fiducia e modifìcare la psicologia degli italiani, sarebbe anche oggi la ricetta per risollevare il paese e riprendere il controllo di ciò che è nostro. Senza sudditanza nè complessi di inferiorità."

3 commenti

E' senza fissa dimora ma ai carabinieri dice di abitare in una farmacia, denunciato

"Domanda: ma il 27enne (irregolare) del Pakistan senza fissa dimora, da quale guerra scappa? E, inverso, perchè non viene accompagnato al più vicino aeroporto ed espulso (a spese del suo consolato)? E' possibile che questo paese sia ostaggio di certa magistratura che negli anni ha creato sofismi giuridici e sentenze che impediscono le espulsioni??"

3 commenti

Il caccia F-104 via dall’Università Cattolica, Balordi: «Richiama la guerra»

"Diffіcile commentare questa notizia misurando le parole e controllando le emozioni. Perchè di primo acchito, leggendo certi passaggi deliranti del direttore Balordi, verrebbe da ribattere con gli stessi toni ignoranti. Si, perchè di ignoranza qui si parla: al pari di certi "talebani culturali", non tanto distanti da quelli iconoclasti integralisti afghani, essi ambiscono sovente allo smantellamento o alla distruzione dei simboli di tutto ciò che non condividono o non capiscono. E come unico contraddittorio verso chi la pensa diversamente, sanno solo proporre slogan e sterili proteste.
E così, quale eccelso frutto delle loro elucubrazioni falso-liberali e falso-progressiste, ecco che un velivolo F-104 donato dal Reparto Sperimentale di Volo (R.S.V.) di Pratica di Mare quale omaggio non solo „della passione per il volo e degli studi scientifіci di padre Agostino Gemelli“ ma anche degli studi medici e tecnici applicati al volo (a prescindere dalla loro applicаzione in ambito militare o civile), esso diventa uno strumento di guerra e di morte. Quindi un oggetto del maligno, che non può erigersi dinnanzi ad un'università cattolica.
Concetti demenziali che ti aspetti di sentire nei cortei di "stracci multicolore" e non certo dal rettore di una Università.
Ad ogni buon conto, visto che i vertici e i consigli di facoltà hanno deciso di restituire all'Aeronautica Militare il velivolo della "discordia morale" (che cosi tanto ha turbato e disturbato le suscettibili menti di visitatori e pensatori che in questi anni hanno attraversato l'ingresso e le aule dell'Ateneo), mi viene da affermare che dopotutto è giusto così, perchè evidentemente lor signori non sono meritevoli di questa donazione e non sono degni di fregiarsi di tale simbolo dell'ingegno e della tecnica.
Concludo quindi con un consiglio: al posto del' F-104 "Starfіghter", nel vuoto lasciato dal monumento, che ci mettano una bella copia del L.O.V.E. (il dito medio di Cattelan) rivolta però verso l'Università: è un'estrema sintesi del pensiero di tanti."

15 commenti

Il Pd: «Propaganda fascista sui muri della città da parte del Blocco studentesco»

"E' evidente, a chi vuol vedere, che se in un istituto scolastico si organizzano sempre eventi di questo stampo (rigorosamente di parte), si persegua palesemente l'obiettivo di promuovere e inculcare solamente una certa idea e prospettiva su vicende che, pur nel massimo rispetto dei principi democratici e costituzionali (tanto cari, alla bisogna, ai vari consiglieri del PD), al netto delle rispettive propagande, di glorioso ed eroico hanno ben poco.
Poi, come dici, chi la pensa diversamente (se ha il coraggio di difendere le proprie idee) se vuole si smarca e non partecipa. Ma tutti siamo stati studenti prima di te, cara Chiara, e sappiamo benissimo quali sono le dinamiche in queste situazioni.
Io da sempre sono per un concetto semplice: fuori la politica dalla scuola.
Concludo con una riflessione sulla tua frase "non ci costringono a fare niente": visto che si parla di un passato in cui in tanti potrebbero affermare lo stesso (puntualizzando però che furono ingannati e si resero conto dello sbaglio solamente quando era troppo tardi), mi spiace dover porre l'accendo sull'ingenuità che traspare da queste tue affermazioni. E' estremamente facile strumentalizzare e indottrinare i giovani, soprattutto quando a farlo sono coloro che hanno il ruolo (e potere) didattico/formativo in mano. Non serve minacciare, obbligare o urlare: è suffìciente proporla come la cosa giusta (e necessaria) da fare."

6 commenti

«L'Italia non è più nostra, i predoni ce la stanno rubando»

"La risposta è semplice: chi sono i principali sostenitori e finanziatori (sia politici che materiali) di questa immigrazione di massa? Gli stessi che in questi lustri hanno portato avanti meccanismi politici ed economici volti ed espogliare stati come il nostro di quelle risorse strategiche ed economiche (nel panorama nazionale ed internazionale), tramite un coordinato attacco finanziario e mediatico contro quei paesi, per poi - a tempo debito - comprare a prezzo di saldo (e sotto pressione e svilimento mediatico) aziende, marchi, banche, beni pubblici, etc. Cioè tutto ciò che è accaduto dall'inizio del nuovo millennio in poi e con particolare vigore dall'inizio di questo decennio."

5 commenti

Deutchland Uber Alles

"Penso che un altro aspetto omesso dall'autore sia il fatto che i tedeschi, storicamente, hanno sempre voluto imporsi. Ed è quello che stanno facendo in ambito politico, economico, sociale e finanche militare in Europa da quando, ad un lustro dalla riunifiсаzione, gradualmente sono stati concessi alla Germania (fino ad allora indotta a restare a capo chino per il trascorso storico a tutti noto) spazi decisionali e di controllo al di fuori dei propri confini. Così, piano piano, i "crucchi" hanno scalzato pure gli inglesi, imponendosi come nuova egemonia in Europa, spalleggiati dagli utili idioti francesi (e gli inglese, al momento buono, se ne son chiamati fuori...chiamali scemi!).
Da lì è stato un crescendo inarrestabile, facendo diventare rapidamente la Germania l'interlocutore principale del continente europeo, anche sul piano internazionale. E forti di questa "promozione sul campo" anche da parte statunitense, i tedeschi hanno potuto imporre le loro regole, i loro interessi, i loro meccanismi e le loro preferenze a 360 gradi a tutti i paesi parte del sodalizio. Un riscatto che, spesso, assume più i connotati di una vendetta. Basti pensare allo scempio delle politiche di austerità che hanno demolito l'economia di paesi come la Grecia, ma fortemente impattato anche su quella portoghese, irlandese, spagnola e, ovviamente, italiana. Paesi allegramente raggruppati ed identifiсаti (con un bizzarro concetto di solidarietà e rispetto europeo) con l'acronimo P.I.G.S. (e poi P.I.I.G.S. per includere anche l'Italia). Cioè, insomma, noi siamo i maiali. Quelli "zozzi", sporchi e impuri. Economicamente parlando, chiaro. O forse no.
E così, è chiaro, in questa spirale accentratrice ed egemone, anche il dover dipendere dalla Chiesa di Roma deve apparire ai potenti e forti teutonici come uno smacco e un torto, un retaggio del passato, che questo momento storico non permette più di accettare.
E così finirà che a Berlino sposteranno anche la loro "Santa sede". O forse "La Santa Sede".

Considerazione a latere, infine, sull'insulso eversivo che oggi alberga in quei di Roma, nelle falsi veste di "Vicario di Cristo". E' evidente che dinamiche complesse, più assimilabili all'eversione, vollero la sostanziale destituzione del Papa in carica Benedetto XVI per lasciare spazio "al nuovo corso mondiale" per il quale la Chiesa di Roma aveva bisogno di una figura alla guida che fosse allineata a questa nuova "visione". Il tradizionalista, teologo, anziano e inflessibile "pastore tedesco" Ratzinger chiaramente non era compatibile (anche perchè stava mettendo ordine, dopo decenni di silente eversione tollerata dal precedente papa). Mentre il dinamico e brillante chierico argentino, era perfetto per il ruolo "di Papa buono 2.0". E quindi: «"Preso!"».

Concludo con due segnalazioni all'autore (piccoli refusi): Deutschland e non Deutchland (e se vogliamo essere pignoli, Über e non Uber). E la cretina, pardon gretina (che non ho ben capito in che ambito sia eleggibile del titolo di sacerdotessa), si chiama Thunberg e non Thumberg. Ma sarebbe meglio chiamarla Fuffberg... perchè è proprio l'emblema della "fuffa" che anima la nullità che si cela dietro questo "nuovo corso" ed affini movimenti e (bizzarri) paladini."

7 commenti

“Il Ponte” 1971-2021, cinquantesimo anno

"Abbastanza singolare che nell'excursus di Ratti non venga nemmeno nominata una delle firme storiche de "Il Ponte", ovvero Gian Carlo Anselmi, che nella sua rubrica ha - per lustri - raccontato la storia passata non solo di Ponte dell'Olio ma anche della Val Nure.
E altrettanto singolare trovo sia che a riassumere la storia di mezzo secolo di una pubblicazione dell'omonima Parrocchia, sia una delle firme più politiche di quella redazione.
Sarebbe un po' come affidare a Bertinotti un "lungometraggio" sui 75 anni della Repubblica Italiana.
Singolare, infine, la tergiversazione sulle ragioni dell'allontanamento di uno dei  "Don".
Quanto mai calza a pennello il proverbio: "Dire pane al pane e vino al vino"."

2 commenti

Allarme siam fascisti

"Disamina perfetta ed ineccepibile, quasi una rarità oggigiorno, curiosamente pubblicata su una testata del gruppo "Today News", che diciamo sappiamo essere un attimo di visione opposta.

Penso che un passaggio cruciale sia la frase: "sono le minoranze che vantano oggi i veri diritti", alla quale aggiungo che "la maggioranza" ormai è stata ridotta (da decenni di propaganda ed alienazione mentale) ad un collettivo senso di colpa ed inerzia, che permette a queste minoranze di erigersi indisturbati a moralizzatori con però dialettica e metodi da "colonizzatori". O meglio rozzi facinorosi, finti rivoluzionari e presunti vendicatori di secolari ingiustizie, che ricordano però decisamente metodologia ed arroganza di quelli a cui il titolo allude (con la “sottile” differenza che quelli, fieramente, avevano il coraggio di qualifісarsi come fascisti, senza spacciarsi per democratici verginelle, vittime pie o santi). E ricordiamo che lo Squadrismo Fascista fu un inevitabile strumento della "Rivoluzione Fascista" ma, esaurita la sua funzione, fu lo stesso Mussolini ad imporne l'immediato epilogo e scioglimento, dato che quella sorta di deriva (al confine tra illegalità ed anarchia) era molto invisa "ai piani alti" del Regime, come allo stesso Mussolini. Per altro tra le fila dei numerosi "camerati squadristi", anche se qualcuno oggi forse lo nasconde con un filo di vergogna (da una parte e dall'altra), si sa che vi erano frotte di ex anarchici o socialisti che, nella "nuova creatura politica" forgiata da Mussolini (il Fascismo), videro il nuovo "credo" verso cui aderire e spendersi "anima e corpo". E, se necessario, anche dispensando legnate: "Il manganello è sempre quello, che fa tremare e sa domar chi oserà", altra citazione d'obbligo di un altro canto dei tempi (“Squadristi a Noi!”).
Come concludere l’intervento se non cogliendo due sottili (forse involute) citazioni sempre al testo dell’inno “All'Armi”, presenti nell’articolo, ovvero:
“e lotteremo sempre forte forte”
...
“sempre inneggiando la Patria nostra”
E infine una curiosità che in pochi conoscono: ancora oggi si può sentir risuonare quelle note e quel grido da parte della Fanfara dei Bersaglieri, visto che ne detengono la versione originaria (apolitica), della quale venne poi tratto il canto fascista.
Cercatevi “Inno Dei Bersaglieri Ciclisti (All'armi)”."

4 commenti

Mondo cane

"L'assurdo è che per permettere a delle minoranze di esprimersi, si è finiti che queste minoranze hanno limitato alla maggioranza di esprimersi e vivere come hanno fatto per generazioni. Purtroppo si è commesso un errore fondamentale, ovvero illudersi che mondi, idee, culture, identità così contrapposte potessero coesistere "pacifіcamente". In realtà, la storia lo insegna abbondantemente, inevitabilmente una delle due realtà tenderà sempre a prevalere sull'altra, sottomettendola. Soprattutto se una delle due parti convive con un auto-imposto compassionevole senso di sottomissione e auto-flagellazione.
Ed è quello che sta accadendo. La cultura progressista, mondialista, gender, migrazionista, turbo-liberista che, con tutti i suoi assurdi e deliri, abbraccia a piene mani le avare logiche della finanza mondiale e delle mere logiche dell'economia, della globalizzazione e della standardizzazione, ormai ci impone come ci possiamo esprimere, con chi possiamo accompagnarci, quali personaggi vanno celebrati e quali debbono essere destinati all'oblio (sia del presente che del passato), oppure imporre illogiche discriminazione all'inverso, secondo deliranti mantra di parità di genere, di "razza" o religione. E via discorrendo.
E la chiesa, o meglio una parte di essa (minoritaria, ma radicatasi in questi decenni nei ruoli e nei centri nevralgici di controllo e decisionali) ha abbracciato il neo-paganesimo relativistico naturalistico ed il migrazionismo esasperato, che sposa a piene mani il neo-liberismo di cui sopra, senza ormai eccezione alcuna. Anche sovvertendo dogmi secolari.
Il tutto nel totale immobilismo e silenzio della maggioranza silenziosa, che probabilmente non condivide ma si illude che, restando nel suo silenzio e disinteressandosene, a lui il problema non riguarderà.
E allora vengono in mente le parole di qualcuno che, in passato, scrisse: ... «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare» (Brecht)"

2 commenti

«Nessuna pulizia a Piacenza Expo, poco sicuro il percorso verso il padiglione»

"In un altro articolo sull'argomento abbiamo assistito al classico teatrino dello "scarica barile"; onestamente ai cittadini chiamati ad eseguire il tampone presso questa struttura, poco importa chi avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Perchè questo è il problema ricorrente in questo paese, dove tutti aspettano che sia qualcun'altro a fare qualcosa. Ma io dico, dopo la nevicata dei giorni scorsi (e il fiume di polemiche che ne è seguito) e le temperature sottozero dei giorni successivi, a NESSUNO è venuto il dubbio che - quantomeno - il percorso pedonale di accesso andava cosparso di sale??
Tra l'altro dalle foto si evince che la neve nemmeno è stata rimossa dal perimetro esterno (ma semplicemente calpestata). Ora, non penso che spetti al cittadino che si reca presso questa struttura dotarsi di pala spalaneve (o meglio piccone) o di scarponcini chiodati da scalatore... E non penso servisse aspettare questa mattina per accorgersi della criticità del ghiaccio.
Qualcuno poi ha sparso quella che sembra segatura (o, nel migliore delle ipotesi, del sale marino grezzo) sulla neve ghiacciata, nella speranza si compisse un miracolo. Peccato che la neve ghiacciata davanti a Piacenza Expo non sia il sangue di S.Gennaro nella famosa ampolla e, per sciogliersi, non bastino le preghiere (o imprecazioni), ma occorra calore sufficiente a raggiungere la temperatura di fusione del ghiaccio. E dato che in questi giorni - soprattutto nelle ore notturne e del mattino presto - le temperature sono piuttosto rigide, è evidente che occorreva intervenire "manualmente", vuoi tramite bruciatore/cannello a gas, oppure chimicamente con sale al cloruro di magnesio o cloruro di calcio (dato che il classico sale marino, ovvero cloruro di sodio, sin dalle medie ci insegnano serva a poco quando la temperatura è di diversi gradi al disotto dello zero) anche in soluzione.
E, per cortesia, non mi si venga a dire che, partendo da Piacenza Expo passando per AUSL, Comune di Piacenza, Protezione Civile, nessuno aveva a disposizione (o poteva reperire) questi "strumenti".
Invece di picconare a mano oggi, bastava rimuovere la neve prima che ghiacciasse (anche con strumenti meccanici) oppure spargere sale anzitempo o - dopo che si era compattata e ghiacciata - irrorare una soluzione di cloruro di sodio o magnesio; tempo 15/20 minuti e il ghiaccio e parte della neve si sarebbe sciolta, permettendone la rimozione con una semplice pala (o casomai - vista l'area - con l'ausilio di una piccola pala a motore).
Ma figuriamoci: siamo sotto le feste e tutti pensano a regali, lucine e panettoni. Fino al 4 (o peggio all'11), l'Italia si ferma."

4 commenti

«Piacenza-Carmiano, corriera piena di gente al mattino»

"Invito la scrittrice e tutti gli utenti dei mezzi pubblici a segnalare queste violazioni dell'ordinanza introdotta dalla Regione il 14 Novembre oltreché del Dpcm che istituisce la "Zona Arancione" per l'intera regione, che prevedono per il trasporto pubblico una riduzione fino al 50% dei posti disponibili.
La foto attesta un riempimento ben oltre questa soglia (se non addirittura superiore al 100%, visto alcuni viaggiatori in piedi) e questo non è accettabile.
Lo stesso autista dovrebbe impedire l'accesso a nuovi viaggiatori quando l'autobus raggiunge una soglia di riempimento prossima al 50%.
Le regole vengono applicate sempre in modo tassativo per commercianti e cittadini, mentre quando riguarda servizi e strutture pubbliche e regionali, queste godono di una sorta di distratta impunità. Se i mezzi di trasporto a Piacenza viaggiano violando le normative della Regione e quelle nazionali, qualcuno deve intervenire. E mi rivolgo alle autorità preposte.
In più, perchè non prevedere la presenza a bordo dei mezzi di un altro dipendente SETA che abbia funzione di "controllore" del rispetto del riempimento del mezzo e del rispetto di tutte le misure di sicurezza (mascherina, distanziamento, etc)? Se il personale è insufficiente, perchè non predisporre un servizio di volontari qualifiсаti?"

2 commenti
  • Commenti generici: 500 commenti
IlPiacenza è in caricamento