Lunedì, 20 Settembre 2021

Dal “Pollock di fine Ottocento” al Casorati inedito: 40 opere per scoprire i pezzi unici della Ricci Oddi

Dal 4 luglio in mostra “Klimt e i maestri “segreti” della Ricci Oddi”: in prestito da musei e privati dipinti di Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini, autori già presenti nella collezione della Galleria con una sola opera

Dal “Pollock di fine Ottocento” al Casorati inedito: 40 dipinti per accompagnare il pubblico alla scoperta dei pezzi unici della Ricci Oddi firmati da Carlo Carrà, Felice Casorati, Pietro Marussig, Arturo Tosi e Gianfilippo Usellini, autori del XX secolo già presenti nella galleria piacentina con una sola opera. Lavori giunti in prestito da musei e collezioni private italiane per comporre il percorso espositivo “Klimt e i maestri “segreti” della Ricci Oddi”, al via a Piacenza domenica 4 luglio - in concomitanza con la festa del santo patrono – e aperta al pubblico fino al 9 gennaio 2022. Una sala per ogni autore e la possibilità di vedere dal vivo anche opere “inedite”, come La cucitrice di Casorati e un paesaggio del periodo “alcolico” di Tosi, rintracciato nel corso dei lavori di preparazione della mostra, come spiega la curatrice Elena Pontiggia nell’anteprima riservata alla stampa: «Un omaggio alla galleria stessa, per capire meglio certe opere, che essendo un unicum, potrebbero non essere leggibili in profondità». Al ritrovato Ritratto di Signora di Gustav Klimt è affiancato il disegno "Ritratto di vecchio" (1917) - di proprietà della galleria - esposto solo una volta prima d'ora: Le opere “Agro di Rovetta” (1924) di Tosi, “Natura morta” (1926) di Usellini; “I pagliai” (1929) di Carrà; “Natura morta” (1933) di Marussig e “Donne in barca” (1933-34) di Casorati si trovano affiancate ad una selezione di dipinti dei cinque artisti. (Nella immagine di anteprima Ritratto di signora in nero di Felice Casorati, 1924)

                                    Elena Pontiggia-2

«In Carrà si è indagato il senso per del paesaggio - commenta la curatrice - trasformato in poema pieno di spazio e di sogno, in Casorati le figure femminili e le nature morte, per Tosi invece la motivazione è differente. Nella veduta di Rovetta della galleria vediamo un classico paesaggio intriso di quiete e calma, ma a fine Ottocento dipingeva come un “Pollock ante litteram”, come mostrano due esempi del suo “periodo alcolico”, con colature che anticipano l’informale». L'esposizione è inclusa nel biglietto di accesso alla galleria, ancora da definire il piano delle visite guidate. «Ricci oddi era un innamorato dell'arte dell'Ottocento e certamente ha inseguito Fontanesi, per citare un esempio, con una passione particolare - aggiunge la storica dell'arte nell'intervista -  però aveva un occhio molto vigile e sensibile per cui le opere che ha acquistato o fatto acquistare per il museo, anche se sono un pezzo unico sono capolavori assoluti». L'esposizione è la seconda tappa di Progetto Klimt, programma scientifico biennale promosso dal Cda della Galleria. «Con un’intelligente e stimolante proposta questa mostra, ideata e curata da Elena Pontiggia, ha inteso riaccendere l’attenzione sul Klimt ritrovato e su cinque capolavori del Novecento di Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini, destinati a dialogare con una serie di altri loro dipinti pro­venienti da collezioni private. Tutto ciò per inserirli in un contesto e spiegare meglio gli intenti che hanno animato nel tempo Ricci Oddi» – aggiunge nella nota stampa il presidente della galleria Fernando Mazzocca, autore dell'introduzione al catalogo dell'esposizione (Nomos Edizioni) con saggio e schede descrittive di tutte le opere a cura di Elena Pontiggia.

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