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Il ricordo del fotografo Bruno Cremona, l'occhio della Val Luretta

Si è spento a 95 anni. Era l'ultimo piacentino sopravvissuto ai lager nazisti. Le testimonianze della moglie e della figlia

 

Intere generazioni, gli abiti, i mezzi, gli usi, le atmosfere; intere generazioni rese immortali nelle fotografie in bianco e nero di Bruno Cremona, grande fotografo agazzanese scomparso ieri, 18 ottobre 2017, all’età di 95 anni. L’Occhio della Val Luretta: così era soprannominato. Ma non solo: Cremona, che scattava dai primissimi anni ’60, era considerato uno dei migliori fotografi italiani, capace di congelare attimi di vita quotidiana con la passione di chi quegli attimi li va a cercare, a scovare con pazienza e con lo sguardo consapevole di chi sa che sta rendendo eterno un piccolo pezzo di storia.

Cremona, prima di dedicarsi alla fotografia e di diventare un punto di riferimento ad Agazzano con il suo negozio in pieno centro, prima in piazza Europa e poi in via Esperanto, era stato deportato dai nazisti e costretto ai lavori forzati dal ’43 al ’45. Un’esperienza che senz’altro lo ha segnato ma senza fargli perdere l’energia e la voglia di vivere ma, anzi, accentuando la passione per le piccole cose, per la vita quotidiana, per le persone. E tutto questo si è poi tradotto nella sua fotografia attenta, curiosa, unica. 

Bruno lascia la moglie Lucia Marchetti, che ci ha accolto nella storica bottega del marito oggi quasi un museo pieno di immagini storiche, e la figlia Alessandra che ha ereditato dal papà la grande passione per l’arte fotografica. 

I funerali si terranno domani, 20 ottobre, ad Agazzano. 

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