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Inaugurato il nuovo pronto soccorso aperto 12 ore: «Non basta, noi sindaci monitoriamo»

Aperto il presidio sanitario all'ospedale di Fiorenzuola dopo i lavori di ampliamento. I sindaci chiedono un'apertura sulle ventiquattro ore, Donini e Bensa: «Dipende dall'andamento della pandemia e dalla carenza di medici»

C’è un nuovo pronto soccorso a servizio di un territorio vasto che da Morfasso arriva fino alla sponda del Po. Occupa 1.100 metri quadri in un’area che prima era solo un piazzale all’esterno del blocco A dell’ospedale di Fiorenzuola e che in sei mesi – da giugno 2021 - si è trasformato, al costo di un milione e 350mila euro provenienti da Governo e Regione, in ambulatori con nuove tecnologie e posti letto, accessi personalizzati per casi Covid. E’ un pronto soccorso di Fiorenzuola e di tutta la Valdarda che ora resterà aperto solo dodici ore, dalle 8 alle 20, ma «non basta».

All’inaugurazione del presidio riqualificato c’è la soddisfazione ma emergono anche la critica per un servizio dimezzato e le «difficoltà, soprattutto per quei territori di collina e più lontani dalla città, dove i tempi di raggiungimento dei punti sanitari sono lunghissimi». «Arriviamo alle ventiquattro ore di apertura». Lo chiedono i cittadini e lo chiedono i sindaci dl Distretto di Levante, quest’ultimi intervenuti nella mattinata di martedì 1 marzo al taglio del nastro nell’area triage del pronto soccorso. A fare gli onori di casa il primo cittadino di Fiorenzuola Romeo Gandolfi, affiancato dalla direttrice dell’Azienda Usl Giuliana Bensa, dall’assessore Regionale alle Politiche per la Salute Raffaele Donini, dal sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, dai direttori dei pronto soccorso di Piacenza e Fiorenzuola (Andrea Magnacavallo e Bernardo Palladini), dagli operatori sanitari.

«Era ora», ha esordito Gandolfi con un pizzico di polemica sulle tempistiche di riapertura del servizio. «Due anni fa con l’avvento della pandemia l’Ausl aveva deciso giustamente di concentrare le forze su Piacenza ma la nostra Amministrazione ha sempre sostenuto l’azienda nel cercare spazi, dando un sprint per giungere a questo risultato tanto atteso. Non ci fermiamo qua e si punta ad arrivare quanto prima – ha detto appoggiato anche dalla vicesindaco Paola Pizzelli – ad un’apertura di 24 ore e sette giorni su sette, e alla partenza dei lavori della Casa della salute nell’ex Municipio di corso Garibaldi, oltre che delle sale operatore nel blocco A dell’ospedale. Nel Distretto di Levante ci sono tante cose da fare e vogliamo completare l’ospedale unico della Valdarda».

Per Barbieri «è una soddisfazione perché si danno risposte al territorio e ai medici e agli infermieri che hanno lavorato duramente e instancabilmente senza sosta, anche se il sistema sanitario è efficiente quando tutto un territorio è coperto da tutti i servizi e occorre arrivare all’ordinarietà per avere una sanità di altissimi livelli nella nostra provincia». Per questo i sindaci, ha aggiunto la presidente della Conferenza territoriale sociosanitaria Lucia Fontana «stanno monitorando l’azienda Usl e la Regione sui tanti obiettivi che hanno comunicato, fiduciosi che gli impegni si traducano in fatti concreti per i cittadini».

Quello inaugurato a Fiorenzuola «è il primo pronto soccorso post-Covid con percorsi diversificati, riaperto faticosamente su dodici ore giornaliere a seguito di questa evoluzione della pandemia che speriamo continui a registrare tassi di decrescita dei casi» - ha spiegato Bensa. Sulle tempistiche dell’apertura del presidio per ventiquattro ore giornaliere spiega: «Dipende dall’assorbimento dei casi Covid e dal riuscire a trattenere risorse umane nei pronto soccorso, quest’ultimo problema generalizzato in tutta Italia dove si fa fatica a trovare figure professionali che ricoprano questa tipologia di assistenza. Le tempistiche sono difficili da prevedere ma noi, grazie anche al nostro direttore sanitario Andrea Magnacavallo che è anche direttore del pronto soccorso di Piacenza, crediamo che si possa affrontare un percorso virtuoso come questo anche sulla stabilità del servizio h24».

Promessa mantenuta anche dall’assessore Donini che poi ha spiegato gli impegni della Regione per risolvere alcune delle criticità su strutture e personale sanitario: «La pandemia ci sta lasciando qualche margine di lavoro in più, permettendoci di dedicare i nostri sforzi anche e soprattutto per recuperare le strutture necessarie come i pronto soccorso. Da una parte vogliamo investire nel capitale umano e lo facciamo, dopo la mia insistenza in commissione Salute al ministero, con degli incentivi per tenerci stretti medici ed infermieri in questi reparti. D’altra parte occorre investire sulla creazione di una rete integrata tra le strutture sanitarie territoriali, per cercare di drenare accessi al pronto soccorso, che per la maggior parte sono codici bianchi, migliorando di tanto la situazione di questa domanda consistente».

I primari Magnacavallo e Palladini hanno illustrato le caratteristiche del nuovo pronto soccorso: qui il video.

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