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«L'educazione necessaria per migliorarci, credere nella vita e costruire insieme il futuro»

La consegna del premio Sant'Antonino al professor Pierpaolo Triani dell'Università Cattolica: «Un riconoscimento alla città e alle istituzioni grazie alle quali ogni giorno capisco il valore dell’incontro, del supporto, della cura, della consolazione, del perdono, del sapersi aiutare nella fatica. del sognare e progettare insieme»

Nella basilica di Sant’Antonino lunedì 4 luglio il vescovo monsignor Adriano Cevolotto ha presieduto la Messa nella festa del Patrono della città. La celebrazione si è aperta con il saluto del nuovo sindaco Katia Tarasconi, assente a motivo del Covid, letto dal parroco don Giuseppe Basini. Il vescovo ha poi acceso il cero donato ogni anno dal Comune. Nella sua omelia il vescovo ha richiamato la testimonianza coraggiosa e appassionata del martire Sant’Antonino che sostiene il vivere insieme sia civile che ecclesiale nell’esperienza dell’aprirsi all’altro e di dar vita a relazioni che promuovano l’umano, con la capacità di generare futuro senza essere prigionieri del semplice tentativo di auto-preservarsi. Nella consapevolezza che tutto ciò si realizza solo con l’impegno personale di ciascuno («cosa siamo disposti a metterci di nostro?»),  il vescovo ha espresso un augurio di buon lavoro alla nuova sindaca assicurandole la preghiera per il suo incarico affascinante ed insieme impegnativo.

Sant'Antonino 2022, l'omelia del vescovo

Premio Sant'Antonino, l'intervento del professor Pierpaolo Triani

A questo proposito, monsignor Cevolotto ha sottolineato la disponibilità propria e della comunità cristiana a collaborare al bene della città, con un’attenzione particolare a chi ha più bisogno. Parlando dell’ultimo appuntamento elettorale, monsignor Cevolotto ha sottolineato la «grave patologia partecipativa». «Compito prioritario e urgente dell’azione politico-amministrativa - ha proseguito - è suturare questa ferita di fiducia» che nasconde in profondità «una crisi di appartenenza». Il vescovo ha espresso l’auspicio che «il Consiglio comunale possa essere uno spazio vero di confronto, anche da posizioni diverse, sulle scelte da fare.  Ciò significa operare non per una logica “contro” gli altri, di opposizione, di ostruzionismo, ma di confronto autentico, di ricerca di “ciò che costruisce un bene possibile per tutti”. Solo così si crea un clima di fiducia in cui la politica farà sentire la sua vicinanza ai cittadini e in cui competenza, stima reciproca e responsabilità siano messe a servizio dei cittadini per dare tempi certi nella realizzazione dei diversi progetti e nel buon funzionamento dei servizi».

Monsignor Cevolotto ha poi fatto appello perché «si ponga un argine alla diffusione del “virus anti-istituzionale”, in base al quale il proprio bene viene inteso come “il” bene. Per superare questa logica, occorre non cadere nelle generalizzazioni (“tutto è marcio... niente funziona”) che alimentano lo scontento. È necessario, invece, riaffermare il valore delle istituzioni sia in noi che nelle nuove generazioni. Un clima di sfiducia è tossico per tutti, “anche per noi Chiesa”». Il vescovo ha poi fatto ripercorso i suoi quasi due anni di permanenza a Piacenza sottolineando che troppe volte ha sentito «descrivere il piacentino con sfumature negative («noi piacentini siamo fatti così...», «siamo come i nostri palazzi», «chiusi» e via dicendo). Questo modo di raccontarci rischia di diventare un modo per assecondare tali tratti». «In realtà - ha detto ancora - sto incontrando altri volti e tratti piacentini che mi piacerebbe soppiantassero (anche nella narrazione) quelli consueti». «L’emergenza sanitaria e l’emergenza ucraina - ha esemplificato – hanno fatto emergere un grande senso di apertura e generosità. Solo così si potrà dare un volto nuovo alla città».

In questa linea si muove anche quest’anno - è la sintesi delle parole del vescovo - l’assegnazione del Premio Antonino d’Oro al professor Pierpaolo Triani, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, per la sua ordinaria serietà professionale e il suo servizio ecclesiale che richiama l’urgenza e la bellezza dell’arte dell’educazione: «Ci è indicato un modo di intendere la propria vita (personale, familiare, professionale) intrecciata continuamente con quella del mondo che ci circonda. Non c’è alternativa, opposizione tra il prendersi cura di sé e delle proprie cose e prendersi cura del mondo di cui facciamo parte».

Al termine della messa, don Basini ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alle celebrazioni antoniane e ha letto le motivazioni dell’assegnazione al professor Triani del premio Antonino d’Oro, offerto dalla Famiglia Piasinteina e consegnato dal vescovo. «Il premio che mi è stato assegnato - ha detto Triani  - è un riconoscimento a tutte le istituzioni e le persone che si occupano di educazione, nella logica dell’alleanza e del camminare insieme. Nei diversi mondi in cui mi trovo a operare, dalla scuola alla Chiesa oggi impegnata nel Cammino sinodale, imparo il valore dell’amicizia, dell’aiuto reciproco, della collaborazione e della fraternità». «Il valore dell’educazione come impegno comune quotidiano e il valore del pensare insieme il presente e il futuro - ha sottolineato il professor Triani - sono un appello per tutti noi. Ciascuno risponde come può, assieme agli altri; affidando al Signore della vita i pochi pani e pesci che possiede. Con questo spirito continuiamo a camminare insieme».

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