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Martedì, 9 Agosto 2022

«Un pompiere di vecchio stampo che viveva per il figlio, i nipoti e il suo lavoro»

«Un pompiere di vecchio stampo che viveva per il figlio, i nipoti e per il suo lavoro»: il ricordo dei vertici della caserma di Strada Valnure. Mercoledì 27 i funerali di Paolo Marchini saranno celebrati alla chiesa del Corpus Domini

Saranno celebrati mercoledì 27 luglio alle 16.30 nella chiesa del Corpus Domini di Piacenza i funerali di Paolo Marchini, capo reparto e capo distaccamento dei vigili del fuoco di Fiorenzuola, strappato alla vita da una malattia, nel giro di due settimane, all’età di 57 anni.

La sua scomparsa ha lasciato sgomenti i pompieri di Piacenza e provincia. Questa mattina il comandante Maurizio Pilotti, la vice Vittoria Rossi e i capo reparto Luigi Gazzola e Daniele Travaini (con loro anche il direttore logistico gestionale Angelo Brofferio), hanno tracciato un ricordo del loro collega. «Siamo profondamente colpiti, frastornati e sconfortati – ha detto il comandante Pilotti -. Fino ai primi di luglio ha sempre prestato servizio, tenendo duro fino all’ultimo quando si è accorto della malattia che in due settimane se lo è portato via. Era amato e rispettato da tutti. Ora siamo vicini al figlio Matteo e a tutta la famiglia, con la quale stiamo organizzando il funerale».

Pilotti ha ricordato la carriera di Marchini, dal 1990 quando era diventato vigili del fuoco permanente al 2009 con la nomina di capo squadra e successivamente quella di capo reparto nel 2018. «Essendo il più “anziano” a Fiorenzuola era stato nominato capo distaccamento, ci affidavamo a lui per quella caserma. Nonostante fosse capo reparto non ne ha voluto sapere di rientrare al comando provinciale per ricoprire le mansioni che spettano a quel grado: ha voluto rimanere sulla strada, sempre in prima linea con la sua squadra. Un vigilie del fuoco con la “V” maiuscola».

«Era un pompiere vecchio stampo, affidabile: se c’era lui sull’intervento eravamo certi che lo concludeva nel migliore dei modi – è il ricordo della vicecomandante Rossi -. Aveva un grosso pregio che ho avuto modo di apprezzare in vent’anni: non criticava mai e non era mai fuori luogo, parlava quando era necessario ma allo stesso tempo era molto di compagnia. Se c’era qualcosa a cui teneva particolarmente e di cui era molto orgoglioso, lavoro a parte, era il figlio Matteo che negli ultimi anni lo avvea reso nonno: lo vedeva come una cosa molto bella e di cui parlava sempre». Per il collega Daniele Travaini era «il numero uno, una persona eccezionale sia come vigile del fuoco che come uomo». Nel video sopra le parole del collega Luigi Gazzola.

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