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Venerdì, 28 Gennaio 2022

«Con la pandemia precarietà ed incertezza: il Natale ci insegna a vivere questa condizione»

Il messaggio del vescovo, monsignor Adriano Cevolotto: «Illusi che questa condizione non ci fosse più ma rimane e il Dio del Natale ci affianca e ci incoraggia ad abitare questo tempo»

«Un’ondata, una seconda ondata, una variante e un’altra ancora. E con questo incalzare dell’imprevedibile, di ciò che sembrava finito, riprende l’incertezza e con l’incertezza l’ansia e l’angoscia di quando eravamo convinti di esserne usciti». Parla di «precarietà, della mancanza di non poter programmare le cose e di non avere in mano la situazione», il vescovo monsignor Adriano Cevolotto. Questo il suo messaggio in occasione di un Natale caratterizzato dalla «pandemia che si sta prolungando oltre ogni previsione e che consegna la dimensione dell’esistenza umana che avevamo dimenticato o che ci eravamo illusi di non vivere».

«In questi giorni stiamo per celebrare il Natale che è un Dio che visita il suo popolo, gli sta accanto e fa propria la precarietà che non è un incidente di percorso. E' un Dio che inizia e riprende il cammino con noi, ci affianca e ci incoraggia ad abitare questo tempo, questa condizione. Il Dio del Natale ci ricorda che il cammino apre strade che in partenza non vediamo e non riusciamo nemmeno ad immaginare: la precarietà è non avere una strada certa ma essere sicuri che il cammino stesso ce la indicherà. Il Dio del Natale è potente e la sua potenza sta nell'amore che non ci abbandona: la nostra sorte è la sua sorte e il nostro domani è garantito da lui».

Intanto il vescovo ha tracciato un bilancio ad un anno e mezzo dal suo arrivo nella Diocesi di Piacenza-Bobbio: nel video l’intervista.

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