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«Se non ci atteniamo alle disposizioni sanitarie rischiamo un colpo di coda e una seconda ondata di contagi»

 

«Vorrei ribadire  - spiega il sindaco Patrizia Barbieri - per l'ennesima volta una regola chiara e precisa: BISOGNA STARE A CASA! Già ieri, ma oggi ancor di più, mi sono arrivati segnali che non mi piacciono e che non ho alcuna intenzione di tollerare. Troppa gente è in giro, molta di più rispetto alle scorse settimane. I primi dati positivi e il fatto che non è più incessante il suono delle sirene delle ambulanze devono avere allentato la tensione ma nulla, nemmeno queste belle giornate di sole, giustifica chi disattende le restrizioni, perché questo comportamento determina un grave rischio per tutta la collettività oltre che per loro stessi. Può uscire solo chi deve recarsi al lavoro o per le necessità chiaramente previste dal decreto. Non vi siete domandati per quale ragione ieri sera il Ministero della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Emilia-Romagna, abbia disposto che per Piacenza valgono ancora sino a dopo Pasqua le misure più restrittive vigenti in Italia? Se le autorità hanno disposto sul territorio regole di contenimento più severe è perché hanno reputato che dal punto di vista sanitario sia necessario un atteggiamento ancora molto prudente. Avete capito che se non ci atteniamo scrupolosamente alle disposizioni sanitarie rischiamo un colpo di coda e una seconda ondata di contagi e decessi mentre ancora non abbiamo risolto la prima? Abbiamo forse dimenticato che viviamo in uno dei territori più colpiti al mondo? Abbiamo già dimenticato i nostri morti e il dolore delle loro famiglie? Non ci interessa più chi è ricoverato in ospedale e sta lottando per la propria vita? So che la maggior parte dei piacentini, in città e provincia, dimostra ogni giorno con il proprio sacrificio di avere rispetto per medici, infermieri, sanitari, operatori e volontari che da oltre un mese non stanno mollando un secondo, portando sulle spalle un peso enorme. Tutti gli altri devono STARE A CASA. Lo so, è un sacrificio e non è facile per nessuno, ma la vita e la salute vengono sopra ogni cosa e valgono tutto il nostro impegno. Vi avviso: sarà applicato il massimo rigore e la massima severità nei confronti di chiunque venga fermato in giro, senza poter giustificare in modo preciso le ragioni, secondo quanto previsto dal decreto. Le sanzioni vanno da un minimo di 400 euro fino a 3.000 euro»

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