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«Disincentivo alla violenza, legge di civiltà». Sul Facsal il popolo del sì al Ddl Zan

Oltre un centinaio di persone, soprattutto giovani, hanno preso parte nel pomeriggio alla manifestazione a sostegno dell'approvazione del disegno di legge. Arcigay: «Chiediamo al Comune di non approvare la mozione di Fratelli d'Italia»

«Una legge di civiltà, un passo verso il futuro, un disincentivo alla violenza». Queste alcuni delle voci del popolo, composto sopratutto da giovani, del sì al ddl Zan. Nel pomeriggio di sabato 15 maggio, oltre un centinaio di persone si sono date appuntamento all’imbocco del Pubblico passeggio di Piacenza, per dire sì al disegno di legge proposto dall’onorevole Alessandro Zan, approvato in prima lettura dalla Camera il 4 novembre scorso. Una manifestazione organizzata in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia, la lesbofobia e la transfobia - data della ricorrenza il 17 maggio - dal comitato Piacenza pride, che riunisce Arcigay Piacenza, Lambda, Agedo Milano, associazione Famiglie Arcobaleno, Il grande colibrì e Arci Piacenza. Norma attualmente al centro di un intenso dibattito politico, che vede opporsi ai sostenitori della necessità di estendere il reato di propaganda, istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e circostanze aggravate anche a motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, al fronte che la interpreta come una legge-bavaglio di repressione del dissenso e di limitazione alla libertà di pensiero. «Una legge che non toglie tutele, ma le amplia – sottolineano invece i promotori dell’iniziativa - e non andrebbe a punire, rispettando il dettato costituzionale, le libere opinioni che non inneggiano la violenza», concetto ribadito anche da Federico Amico, presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, ospite della manifestazione, a cui hanno aderito numerose associazioni. Da Arcigay l'appello anche al comune di Piacenza:«Chiediamo assolutamente di riaprire il tavolo antidiscriminazione, iniziato e poi lasciato perdere, di attivarsi perchè vengano prodotti dei corsi di educazione sessuale alle differenze, che rientri nella rete Ready (rete nazionale delle regioni e degli enti locali per prevenire e superare l'omotransfobia) e che non approvi la mozione di Fratelli d'Italia - aggiunge Davide Bastoni, presidente della sezione locale dell'associazione - che sarà scelleratamente discussa lunedì in occasione proprio della giornata mondiale della lotta all'omotransfobia».

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