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A Cadeo casa per le pene alternative al carcere, «Residenti preoccupati»

I consiglieri di minoranza del gruppo La nuova Cadeo: «Non trasformiamo la frazione di Cadeo in un luogo dove allocare in continuazione persone con problematiche legate ad immigrazione e aventi a loro carico problemi con la giustizia»

(Repertorio)

«Non trasformiamo la frazione di Cadeo in un luogo dove allocare in continuazione persone con problematiche legate ad immigrazione e aventi a loro carico problemi con la giustizia». Lo dicono i consiglieri di minoranza del gruppo La nuova Cadeo, Grazia Longo e Filippo Bruschi, dopo aver appreso nei giorni scorsi che la casina nel podere Santa Maria di Campagna di proprietà dell’Opera Pia Alberoni sarà destinata, nell’ambito di un progetto di Caritas, a casa per le pene alternative al carcere.

«Dopo un confronto con i membri del Consiglio comunale e con il sindaco, Marco Bricconi, abbiamo appreso che nessuno aveva ricevuto alcun tipo di comunicazione a riguardo. Consapevoli tutti che non è necessario nessun preavviso in merito, tuttavia, ci troviamo in completo disaccordo con questi tipi di progetti di cui si apprende la notizia solo a fatti compiuti senza coinvolgere, in alcun modo, la stessa cittadinanza che con dette realtà deve convivere».

«La frazione di Cadeo – aggiungono i consiglieri di minoranza - sta già dando tanto, anzi troppo, per il sociale: sono ospitati circa venti profughi (inizialmente presentati come minorenni salvo poi "scoprire" la loro maggiore età solo dopo gli esami di prassi). Ci sono stati già gravi episodi che hanno visto l'aggressione ai danni di soccorritori intervenuti a seguito di un incidente, che vedeva protagonista uno di questi ospiti. Si poteva optare per altri tipi di destinazione dello stabile, come destinarlo a struttura protetta per l'accoglienza di donne vittime di violenza oppure per dare ospitalità a bambini con particolari problematiche familiari. Se fosse stato chiesto un confronto, avremmo sicuramente dato il nostro contributo. I residenti della frazione, preoccupati dalla situazione di insicurezza, che potrebbe crearsi a seguito dello svilupparsi di tale progetto, ci hanno contattato chiedendo spiegazioni in merito! Speriamo – concludono Longo e Bruschi - di poterle fornire loro al più presto possibile, abbiamo chiesto infatti al primo cittadino che sia convocato al più presto un incontro pubblico vengano illustrate le particolarità  e dove la cittadinanza possa esprimere le proprie perplessità». 

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