rotate-mobile
Giovedì, 13 Giugno 2024
Il ricordo / Fiorenzuola d'Arda

Fiorenzuola ricorda Luigi Trespidi, «campione di bontà e umanità»

In Collegiata i funerali del volontario 55enne che ha combattuto a lungo contro la malattia. La sorella Paola: «Ha amato la vita fino all’ultimo»

Se ne è andato a soli 55 anni, dopo una lunga malattia, Luigi Trespidi, volontario fiorenzuolano, molto attivo nella vita sociale della cittadina valdardese. Per la nostra redazione era soprattutto il papà di Leonardo, collega giornalista e amico che in questi anni ha raccontato per noi tutto quello che succedeva a Fiorenzuola e dintorni, prima di diventare agente di polizia locale, raccogliendo un po’ il testimone dello “spirito di servizio” del padre. 

Luigi Trespidi, sposato con Silvia, padre anche di Carlotta (oltre che di Leonardo), figlio di agricoltori, residente a San Bernardino di Sotto, da anni era volontario dell’associazione nazionale carabinieri, dopo essere stato carabiniere ausiliario. Proprio per l’associazione per la quale era segretario, si stava impegnando a donare un defibrillatore, che verrà intitolato a suo nome. In una Collegiata gremita di persone si sono svolti, questa mattina, i funerali del 55enne, strappato alla vita troppo presto dopo una sfibrante lotta contro la malattia. 

Rifacendosi alla lettura del giorno, monsignor Gianni Vincini, nell’omelia, ha parlato del principio della bontà, dell'amore, della bellezza e della verità. «C’è anche la “libertà”, che può rappresentare un grande rischio. Luigi indubbiamente ha saputo, in maniera responsabile, gestire la sua libertà con responsabilità. È diventato un campione di bontà e umanità, nella famiglia, nel volontariato, nel lavoro. A servizio dell’ordine pubblico, del bene pubblico, dell’agricoltura». Solo pochi giorni fa era scomparsa la mamma Marisa, «che ha voluto andare avanti per accogliere il figlio in cielo». «È bello pensare che la madre - ha aggiunto mons. Vincini - fa ancora la madre, preoccupata per il figlio».

Molti a Fiorenzuola, in questi anni, avevano tifato per Luigi, nel suo complesso percorso contro la malattia. «L’interrogativo del dolore c’è, si pensa alla dimensione crudele della vita, al quale non sappiamo noi dare una risposta. Ma sicuramente questa risposta ci deve essere. Non possiamo pensare che la morte sia l'ultima parola. Ecco la risposta, è Cristo, è la risurrezione». Il prelato ha ricordato dall’altare l’annuncio della beatificazione di don Giuseppe Beotti. «Ci sono anche altri martirii, come quello della malattia, della lunga sofferenza. Luigi ha vissuto per anni un martirio che santifica l'uomo. Lui voleva vivere “per il gusto di vivere”. A chi resta dico: bisogna andare avanti, apprezzando la vita fino in fondo, senza arrendersi alla morte».

«Mio fratello – lo ha ricordato così Paola Trespidi dall’altare - è stato il primo regalo che ho avuto dalla vita. È stato prezioso per tutti quello che lo hanno avuto accanto. Pure i medici riferiscono di aver ricevuto lezioni di vita, perché “di vita” lui se ne intendeva. L’ha amata, si è aggrappato a lei fino all’ultimo istante. Ma non siamo sorpresi di questo, perché lui era una luce nei momenti più bui. Aveva sempre una energia positiva, anche in questi quattro lunghissimi anni di lotta. Ha sfidato il male con determinazione, sempre con il sorriso». A Leonardo Trespidi e ai suoi cari le condoglianze, la vicinanza e l’affetto di tutta la redazione de “IlPiacenza.it”

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fiorenzuola ricorda Luigi Trespidi, «campione di bontà e umanità»

IlPiacenza è in caricamento