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«Un ping pong tra Dpcm e ordinanze». Baristi e ristoratori: «Più rispetto, andiamo avanti con nuove idee»

A Fiorenzuola c’è chi si inventa i contest per attirare la clientela chi invece ha deciso di abbassare le saracinesche. «E’ difficile restare positivi ma ci proviamo lo stesso»

A sinistra la consegna dei piatti pronti ai clienti della Locanda San Fiorenzo e a destra Andrea Pedrini del bar Posta

Anche a Fiorenzuola baristi e ristoratori contrari al «ping pong», come lo ha definito qualcuno, di Dpcm e ordinanze Regionali. C’è chi si inventa qualcosa per attirare la clientela, ed è il caso dei contest di Andrea Pedrini del bar “Posta”, chi invece ha deciso di abbassare le saracinesche come il “Caffè Tre Mori” di piazza Molinari con i titolari che dicono: «Non capiamo ma ci adeguiamo e fino a quando non ci consentiranno di riaprire e fare il nostro lavoro il bar rimarrà chiuso». «Bar e ristoranti dell’Italia “colorata” – è il loro sfogo affidato ad un social – sono stati additati fin dall'inizio di questa seconda ondata come untori e pima castigati con la chiusura alle 24, poi con la chiusura anticipata alle 18, senza considerazioni accessorie su investimenti effettuati a tutela di dipendenti e clienti, senza una reale evidenza di quanto queste attività, se svolte in sicurezza e rispetto di quelli che sono i protocolli dettati dagli organismi sanitari, siano maggiormente "pericolose" rispetto ad altre tipologie di attività dove è inevitabile il contatto con il pubblico».

Andrea Pedrini, già durante il lockdown dei mesi precedenti, aveva inventato contest nei quali coinvolgere settimanalmente i clienti. Li sta riproponendo e quello dei prossimi giorni avrà già come tema il Natale. «Chi avrà il maglione natalizio più bello si aggiudicherà una consegna gratuita». Lui è titolare anche del bar “Marilyn” e porta avanti le consegne a domicilio insieme al “Posta”. Per farlo ha ideato e fatto realizzare un apposito packaging con il logo del bar e il nome del cocktail che contiene. Poi bacchetta i “colleghi” che lo «accusavano di vendere facendo prezzi sconvenienti e bassi per il mercato, e che ora pur di incassare qualcosa stanno praticamente regalando la merce».

Poi c’è Claudio Cesena, lo chef della “Locanda San Fiorenzo”, albergo e ristorante. «Cerchiamo di andare avanti pensando a nuove iniziative», scrive anche lui su un social. «Ci sarebbe voluto un minimo di rispetto nei confronti di chi cerca di cavarsela onestamente in questa situazione, un avviso di qualche giorno prima e un po’ più di chiarezza: se con l’ordinanza di Bonaccini concordata con il ministro alla Salute Roberto Speranza, penavo di aver schivato “l’arancione”, ventiquattro ore dopo lo stesso ministro ci travolge con la nuova mazzata. E gli acquisti per le prenotazioni dei giorni successivi erano già state fatte». «E’ difficile restare positivi, propositivi, entusiasti e creativi in questo momento, ma ci proviamo lo stesso», è la didascalia a corredo di una foto pubblicata sul web da Luca Boselli, titolare della “Salsamenteria della Locanda dei 2”, mentre prepara nel suo laboratorio le tigelle per le consegne a domicilio.

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