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Barriere antirumore a Cadeo, Foti: «Perso fin troppo tempo, situazione insostenibile per i residenti»

Il deputato di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti: «Occorre risolvere il problema di chi abita in prossimità della ferrovia, senza ulteriori quanto intollerabili perdite di tempo»

Immagine di repertorio. Sotto Tommaso Foti

Chi risiede in via Guglielmo da Saliceto a Cadeo deve fare i conti da anni con il passaggio dei treni della tratta Milano – Bologna. Nei giorni scorsi uno studio prodotto su specifica richiesta del Comune di Cadeo ha persino evidenziato come la situazione sia addirittura peggiorata rispetto alle ultime rilevazioni effettuate del 2015. Sulla necessità di mettere in campo al più presto interventi risolutivi è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia Tommaso Foti, da tempo in prima fila nel sollecitare l’installazione delle necessarie barriere antirumore. «Risale al lontano 2014 – racconta Foti - un’assemblea pubblica tenutasi presso il Comune di Cadeo, nella quale i funzionari della Regione illustrarono un dettagliato piano per installare le barriere antirumore con i relativi benefici per i residenti. Non potendo toccare con mano riscontro alcuno, nel Tommaso-Foti ok 2017-2novembre 2016 – spiega Foti – ricoprendo il ruolo di consigliere regionale, avevo provveduto ad interessare i competenti organi della Regione Emilia-Romagna di come la situazione per i residenti di via Saliceto fosse sempre più insostenibile». Nella sua rinnovata veste di parlamentare Foti è quindi tornato alla carica con una interrogazione rivolta al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. «Ho ritenuto indispensabile dare massima priorità alle esigenze degli abitanti di Cadeo, ed in particolare di via da Saliceto, perché non è assolutamente possibile perdere altro tempo. Negli anni scorsi Rete ferroviaria italiana, che ha precisi obblighi contrattuali sugli investimenti per la mitigazione del disagio acustico, ha addotto come scusa per la mancata realizzazione delle opere l’opposizione dei comuni rispetto all’impatto visivo delle barriere antirumore. La legislazione – illustra Foti – è effettivamente non univoca e soggetta alle più disparate interpretazioni. Occorre un intervento decisivo di chi di dovere, che sgombri il campo da ogni dubbio e che consenta infine la realizzazione delle strutture necessarie. Del resto – ha proseguito l’esponente di Fratelli d’Italia – pare corrispondere al vero che per l'intervento nel comune di Cadeo il piano di contenimento ed abbattimento del rumore (Pcar) di Rete ferroviaria italiana preveda la realizzazione di una barriera acustica di 1237 metri (di altezza variabile tra 2 metri e 7,5 metri) e che lo stesso intervento sia collocato alla VI annualità, cioè nel secondo stralcio del piano di Rete ferroviaria italiana, che risulta vagliato dalle regioni per l'approvazione in Conferenza unificata. Va da sé – conclude Foti – che le chiacchere stanno a zero. Occorre risolvere il problema di chi abita in prossimità della ferrovia, senza ulteriori quanto intollerabili perdite di tempo». 

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