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Biglietteria di Fiorenzuola, segnale dall'Assemblea a Trenitalia: «Non si deve chiudere»

Votata all'unanimità una risoluzione (Fdi-Lega, integrata dal Pd) che impegna l'esecutivo regionale a intervenire sull'azienda. Donini: «Aula sacra, nostro impegno ancora più forte»

La stazione di Fiorenzuola. Sotto: Tagliaferri, Tarasconi e Molinari, Rancan, Donini

L'Assemblea legislativa alza la voce con Trenitalia: alla giunta l'incarico unanime di trovare una soluzione alla decisione dell'azienda di chiudere le biglietterie di Fiorenzuola, di Lugo a Ravenna (che ha già chiuso i battenti) e Borgotaro a Parma. Un'investitura arrivata mercoledì 26 settembre quando il Parlamento regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione presentata da Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d'Italia) e Matteo Rancan (Lega nord) e integrata dagli emendamenti presentati dai consiglieri del Partito democratico (Mirco Bagnari, Gian Luigi Molinari, Katia Tarasconi, Manuela Rontini e Alessandro Cardinali).

L'atto d'indirizzo impegna l'esecutivo regionale a "intervenire sull'azienda affidataria del servizio per sospendere la chiusura delle tre biglietterie", "ad attivarsi per chiedere a Trenitalia momenti di confronto con le amministrazioni locali, i comitati dei pendolari e le organizzazioni sindacali", "a sollecitare Rfi per ripensare gli spazi all'interno delle stazioni realizzando servizi utili ai passeggeri" e "ad attivarsi, anche attraverso la conferenza Stato-Regioni, per chiedere al governo di implementare le risorse per il trasporto pubblico".

Giancarlo-Tagliaferri-Fdi03-1-2Parlando della biglietteria di Fiorenzuola Tagliaferri ha spiegato: «La chiusura definitiva della biglietteria comporterebbe un declassamento della stazione a fermata con la conseguente penalizzazione del bacino turistico della Val d'Arda e delle centinaia di pendolari». E ricordando le tappe che hanno portato alla prossima chiusura della biglietteria ha domandato: «Perché a contratto di servizio appena sottoscritto Trenitalia smentiva categoricamente la volontà di chiudere la biglietteria e l’assessore Donini sottolineava la contrarietà della Regione alla chiusura di qualsiasi biglietteria sul territorio regionale? Non posso sicuramente credere che l’azienda e la Regione non conoscessero il contratto sottoscritto. Evidentemente qualcosa è intervenuto nel corso dello scorso anno che ha determinato una modifica dell’atteggiamento dell’azienda. L’eventuale decisione sulle biglietterie da mantenere o dismettere va operata- ha rimarcato- in maniera trasparente e concertata. Chiediamo quindi che la Regione apra un tavolo di concertazione con l’Azienda per concordare quali biglietterie mantenere e quali no, assumendosene la responsabilità. È inutile nascondere che molto dipende dalla volontà dell’Azienda, ma è altrettanto vero che nel corso dell’estate il vertice di Trenitalia è cambiato e che, dalle parole espresse in sede di insediamento il nuovo Amministratore delegato l’Azienda avrebbe garantito una rinnovata disponibilità dell’Azienda nei confronti dell’utenza, e di quella pendolare in particolare».

Dai banchi del Pd hanno fatto sentire la propria voce Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi. «La Regione deve intervenire per sospendere la Tarasconi Molinari-4chiusura della biglietteria ferroviaria di Fiorenzuola d'Arda, prezioso presidio per il territorio piacentino e servizio utile per i pendolari». «La vicenda della biglietteria di Fiorenzuola – sottolineano i dem - si trascina da alcuni anni. All’inizio sembravano solo voci, a cui sono anche seguite smentite, poi, nei giorni scorsi, la conferma di una data di “scadenza” improrogabile sulla chiusura. La politica ieri si è fatta sentire, in modalità bipartisan abbiamo votato all’unanimità la risoluzione del centrodestra perché i problemi che riteniamo importanti sul territorio non hanno colore politico».  Secondo Molinari e Tarasconi, che la settimana scorsa avevano invece depositato una interrogazione sui disservizi della tratta Fidenza-Cremona, «Trenitalia deve tornare a rivalutare le proprie linee aziendali e ricordarsi dell’importanza rivestita anche dal ruolo di presidio e presenza sul territorio». «I pendolari e gli Amministratori locali non sono ciechi – rimarcano - sono disponibili al confronto, a capire come implementare i servizi e come rendere più vivibili ed efficaci le biglietterie, ma rendere la stazione di Fiorenzuola una stazione fantasma, non presidiata, è una follia». «Attendiamo intervento deciso dall’assessorato – concludono Molinari e Tarasconi -; i toni saranno ancora più duri se le richieste non verranno accettate, anche perché la biglietteria di Fiorenzuola è solo uno dei tanti problemi elencati dai pendolari, tra disservizi, ritardi, sovraffollamento ed un generale senso di menefreghismo verso il trasporto quotidiano, la tensione rischierebbe di salire ulteriormente e questo sarebbe controproducente a fronte di un problema importante, ma che può essere risolto attraverso azioni mirate e soprattutto buona volontà e collaborazione da parte di Trenitalia».

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