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Bivacchi sotto il portico dell'ospedale, emanati i primi Daspo per tre persone

La polizia municipale e i carabinieri di Fiorenzuola hanno pattugliato le aree più sensibili della città, in particolare la zona dell’ospedale: qui due romeni, un marocchino sono stati colpiti da un Daspo di 48 ore

Carabinieri e polizia municipale davanti all'ospedale

Tre Daspo urbani emanati in una sola mattinata - quella di sabato 17 marzo - dagli agenti della polizia municipale di Fiorenzuola nei confronti di tre persone, due romeni e un marocchino. Per 48 ore non potranno restare sul territorio comunale. Gli agenti della municipale hanno operato congiuntamente con i carabinieri della Stazione di Fiorenzuola. Insieme hanno pattugliato le aree più sensibili della città, in particolare la zona dell’ospedale dove lo scorso agosto queste persone che spesso avrebbero utilizzato spesso la sala d'aspetto del pronto soccorso per fermarsi a mangiare, dormire e lavarsi, erano già state identificate dagli agenti della municipale. «Sono munite di documenti e sono cittadini comunitari, possono circolare liberamente ma non fermarsi a bivaccare in un luogo pubblico» - fanno sapere dal Comune.

Nonostante i controlli, in questi mesi c’è sempre stato il via vai di persone che durante la giornata sostavano sotto i portici del blocco A dell’ospedale, vicino al parcheggio delle ambulanze  e l'ingresso del Pronto Soccorso. Da qui la decisione dell’Amministrazione comunale di emanare l’ordine di allontanamento per 48 ore, oltre ad una sanzione di cento euro per tutte tre le persone ‘colpite’ dal provvedimento previsto dal Governo. In caso di reiterazione nelle ore successive a quelle dell’accertamento del fatto, il divieto di accesso ad una o più aree può arrivare fino a 6 mesi.

«Abbiamo deciso di applicare anche sul territorio comunale questo provvedimento nell’ottica di un miglioramento della sicurezza urbana – spiega il sindaco Romeo Gandolfi. Ci saranno altri interventi di questo tipo sempre in collaborazione con le altre forze di polizia, al fine di tutelare le persone e luoghi pubblici sensibili frequentati dalle categorie più fragili di cittadini: scuole e parchi vogliono dire bambini, ospedale e cimitero significano anziani».

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