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Alcuni rappresentanti di "Cambiamo Fiorenzuola"

Alcuni rappresentanti di "Cambiamo Fiorenzuola"

Nasce "Cambiamo Fiorenzuola". «Candidati alle elezioni? Lo deciderà chi ne farà parte»

Si è presentato pubblicamente il gruppo nato alcuni mesi fa. «Non siamo una lista ma uno spazio pubblico di discussione, confronto e proposta riguardante il nostro territorio». Dalla cultura al sociale: «Ecco cosa non va»

Nasce “Cambiamo Fiorenzuola”, «uno spazio pubblico di discussione, confronto e proposta riguardante il nostro territorio, in modo aperto e partecipato», si legge nella presentazione sull’omonima pagina Facebook, ma che non rappresenta «una lista o un comitato elettorale: è un percorso e come si concluderà lo decideranno le persone che ne faranno parte». È la premessa che ha voluto fare Dario Marini Ricci quando nei giorni scorsi si sono presentate alla città, tramite una diretta video sui social, sette rappresentanti del «gruppo nato diversi mesi fa – ha spiegato sempre Marini Ricci -, sentendo la necessità di un confronto, e che cerca di immergersi nella discussione e nel dibattito pubblico. È un gruppo politico e rappresentativo nel senso che cerca soluzioni e risposte ai problemi comuni con l’idea del cambiamento». Si sono presentati alla cittadinanza anche altri promotori di “Cambiamo Fiorenzuola”: Alida Valla, Francesco Marchelli e Lorenzo Zannoni, entrambi 18enni, Elena Coperchini, Francesco Negrotti e Chiara Cremonesi.

Sugli scopi e gli obiettivi del neonato gruppo ha detto qualcosa di più Alida Valla («ci prendiamo cura di Fiorenzuola da cittadini che partecipano alla vita politica del territorio come protagonisti e non spettatori, con il confronto e la discussione collettiva si attua il vero processo democratico») prima di fare il punto su quello che non ha funzionato in questi anni. «Sono state prese decisioni che impattano sui cittadini senza essere discusse. Sono state azzerate le rette dei servizi a domanda individuale anche per gli ultimi tre mesi del 2020 ma ricordiamoci che nel 2017 erano state aumentate in percentuali spaventose che hanno inciso pesantemente sul bilancio di famiglie con figli che andrebbero tutelate (Valla faceva parte anche del comitato nato proprio contro questa decisione dell’Amministrazione, nda)». Ha poi parlato di tutela dell’ambiente («a Fiorenzuola ora aumenterà il trasporto su gomma con il nuovo insediamento logistico»), sanità e cultura («con questa crisi economico-sociale hanno pagato un prezzo alto») e politiche giovanili («investire sulle nuove generazioni con un occhio alla scena Ue»).

Sono stati i due più giovani di “Cambiamo Fiorenzuola” ad illustrare le problematiche riscontrate anche dai loro coetanei, a partire dalla biblioteca, ora chiusa per ristrutturazione: «E’ necessario aprire ora un confronto su questo tema. È uno spazio con poche risorse ora e dovrebbe essere più accessibile, ampio, accogliente e con orari flessibili», ha detto Marchelli mentre per il “collega” Zannoni «non è un luogo funzionale e comodo per lo studio e il confronto». Marchelli ha invocato alla «partecipazione attiva: noi giovani non siamo coinvolti perché considerati senza interesse o passione politica. A Fiorenzuola ci sono giovani di valore se però vengono stimolati» «Smettiamo di delegare, non diciamo “tanto ci penseranno gli altri”. La politica è qualcosa che non dobbiamo subire ma fare attivamente in quanto cittadini consapevoli», ha aggiunto Coperchini. È stata fatta notare dai due 18enni la «mancanza di spazi di confronto, per l’associazionismo, sale prove per i gruppi musicali, campi da calcio frequentabili e accessibili da chiunque». Secondo Zannoni sull’offerta culturale «non è stata seguita una progettazione a lungo termine: la stagione teatrale è stata standardizzata ed omogenizzata con cartelloni ripetitivi e sovrapponibili a quelli di molti teatri. A Fiorenzuola si è fatto cassa e non cultura: il teatro deve essere offerto al pubblico affinché esso possa usufruirne liberamente e far crescere culturalmente. Il pubblico teatrale va costruito con calma senza pensare al botteghino. Chiediamo un’inversione di rotta per non trovarci in un paese privo di cultura, la semplificazione del processo burocratico per la creazione di cultura dal basso, la riattivazione del Patto educativo tra scuola, Comune e associazioni».

Per Negrotti, ora in pensione ma per anni impiegato in Comune nel settore dei Servizi sociali, occorre puntare maggiormente sul welfare a Fiorenzuola: «Stiamo vivendo una trasformazione della popolazione e aumentano i bisogni. Sono in aumento le famiglie con una persona sola a rischio solitudine e in condizioni di non autosufficienza. Assistiamo ad un’esclusione sociale dei poveri e a situazioni di emarginazione di soggetti che hanno difficoltà economiche. Un altro problema è l’assistenza domiciliare (le badanti, nda): una situazione poco chiara, manca spesso una qualificazione professionale adeguata che si ripercuote sullo stress emotivo delle famiglie». Chiara Cremonesi si è invece occupata di seguire il gruppo ambiente di “Cambiamo Fiorenzuola”. «CI siamo interrogati sulla Barabasca, riscontrando una mancanza di informazioni tra i cittadini, e sulla gestione del verde pubblico poco curato».

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