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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Campagne invase da clandestini spacciatori, sgominata potente organizzazione criminale

I carabinieri di Fiorenzuola hanno estirpato un vastissimo giro di eroina e cocaina a cavallo tra Emilia e Lombardia eliminando 21 piazze di spaccio e arrestando 37 persone. Il capo, un marocchino, reclutava i collaboratori nel suo paese facendoli arrivare in Italia clandestinamente

Dalla metà del 2015 la provincia di Piacenza è stata letteralmente invasa da spacciatori magrebini provenienti dall’hinterland milanese che hanno creato numerose piazze di spaccio nelle campagne della Bassa. I carabinieri della compagnia di Fiorenzuola comandata dal maggiore Emanuele Leuzzi, in particolare i sei militari dell'aliquota operativa del Norm guidati dal maresciallo Enrico Savoli hanno letteralmente estirpato in un anno un vastissimo giro di spaccio di eroina e cocaina a cavallo tra Emilia e Lombardia. «Fiero dei miei uomini che hanno fatto sforzi enormi per portare questi eccellenti risultati. Ringrazio loro e tutte le stazioni del mio territorio di competenza per la colloborazione e il supporto in questi mesi di indagini complesse e sfiancanti», ha dichiarato il comandante Leuzzi. 

L'operazione Myocastor (nome latino scientifico per nutria) al termine delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Emilio Pisante, ha portato all'arresto di colui che coordinava i grupoi di spaccio e dei suoi collaboratori tutti marocchini clandestini. Non solo, sono state anche denunciate 28 persone. Si tratta del 41enne marocchino Annaou Bouazza, che  tra l’altro era ricercato poiché doveva scontare anche una pena di 5 anni e mezzo per alcuni reati commessi in provincia di Rimini negli anni 2003-2007. Lui gestiva gli spacciatori, forniva loro cibo, alloggio, assistenza legale e inviava loro  soldi e effetti personali in carcere tramite alcune persone di fiducia. Centinaia i clienti, tra i quali almeno dieci minorenni già dipendenti da coca ed eroina.

Operazione Myocastor ©IlPiacenza

Il Bouazza reclutava la manovalanza facendola giungere clandestina dal Marocco a bordo di autotreni lungo la rotta Marocco-Spagna-Francia-Ventimiglia, dietro un corrispettivo che variava dai 1500 ai 2500 euro,  per poi ospitarli in due appartamenti a Milano da dove li avviava all’attività di spaccio nelle aree rurali del Piacentino. In particolare sono state create piazze a Pontenure , Monticelli D’Ongina (Isola Serafini ed Olza), Castelvetro, Fiorenzuola (San Protaso e Felina), Cadeo (Saliceto), Castellarquato (loc. Dossi), Carpaneto (Travazzano e Nicrosi), Alseno (Chiaravalle), Caorso, San Pietro in Cerro, Cortemaggiore oltre che in altri comuni delle limitrofe province quali Busseto (Parma), Castelnuovo Bocca d’Adda (Lodi), Santa Cristina e Bissone (Pavia) e Cremona. 

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