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Centro giovanile "Arcobus": presentato il video rap contro il razzismo - IL VIDEO E IL TESTO DELLA CANZONE

Nel ridotto del Teatro Verdi, i giovani del centro gestito dalla Cooperativa "Arco" di Piacenza, hanno presentato alla cittadinanza il risultato di lunga riflessione, iniziata in occasione della Settimana contro il razzismo

I ragazzi durante la presentazione

Alla presentazione del video rap c’erano in tanti. Lo capiamo dalle firme o dai pensieri, lasciati su un cartellone, da coloro che sabato pomeriggio hanno assistito alla “prima” di un filmato realizzato dai giovani del Centro “Arcobus” di Fiorenzuola.

Nel ridotto del Teatro Verdi, i giovani del centro gestito dalla Cooperativa “Arco” di Piacenza, hanno presentato alla cittadinanza il risultato di lunga riflessione, iniziata in occasione della Settimana contro il razzismo. Il prodotto è un video rap, con il quale i protagonisti vogliono lanciare un messaggio ai loro coetanei e non solo, anche agli adulti, per combattere il razzismo e ogni forma di discriminazione.

Ad assistere alla presentazione, diversi rappresentanti dell’Amministrazione Comunale (il Sindaco Giovanni Compiani; l’Assessore alle Politiche Giovanili, Sara Lusignani; l’Assessore alla Cultura, Augusto Bottioni e Angelo Mussi, Assessore alle Politiche Sociali), della scuola (presenti la Professoressa Sara Belloni e il Professore Giuseppe Chirico) e dell’Associazione Genitori AGE (rappresentata da Daniela Mannini).

Il Sindaco ha parlato dell’attuale periodo di crisi di natura sociale, “all’interno del quale la gente si chiude perché manifesta una paura dell’altro, del diverso, dello stare insieme agli altri. I cittadini dovrebbero guardare agli altri con gli occhi di un bambino di 4 anni, che non si pone problemi di etnia e cultura (ma gioca con l’altro considerandolo naturalmente un suo Amico)” ha spiegato.

“Questo video che avete realizzato - ha proseguito Compiani –farà bene alla comunità di Fiorenzuola, farà riflettere tutti”.

Gli educatori del centro giovanile, Milena Mazzini e Matteo Francani hanno illustrato il percorso del progetto: “Tutto è iniziato con un cineforum, all’interno del quale i ragazzi hanno visto tre film che trattavano il tema della discriminazione.

Dopo la visione dei film s è aperto un dibattito tra i ragazzi, che è stato un pretesto per arrivare a parlare di ciò che si vive quotidianamente. Il primo passo importante è stato accorgersi che la discriminazione ha diverse facce”.

E’ qui che ci si è chiesti come divulgare le considerazioni dei ragazzi: ecco che è nata l’idea del video e degli incontri con Febbo, il rapper (all’anagrafe Renato Frattolillo)  che ha condotto il laboratorio.

In particolare il video prodotto tratta di discriminazioni a livello religioso, etnico, sessuale, e anche di disabilità.

Febbo ha già avuto diverse collaborazioni con il centro di Fiorenzuola. “Sono stato dunque molto contento quando mi è stata proposta questa nuova attività insieme alla Coop. Arco”.

“E’ stato bello –ha dichiarato- vedere i ragazzi mettersi in gioco e raccontarsi,  a volte anche con qualche difficoltà, perché non tutti siamo abituati a scrivere su certi argomenti. E’ stato comunque un processo spontaneo, e si è riusciti a mettere insieme i pensieri di tutti i ragazzi, ognuno dei quali è partito da una sola parola, un singolo elemento sul quale riflettere, la parola razzismo”.

Il rapper ha aiutato cosi a mettere in metrica tutti i pensieri per creare la canzone.

Basta con le parole, spazio a ciò che ha ciò che era il fulcro dell’incontro: la proiezione del video, accompagnato da lunghi applausi. GUARDA IL VIDEO

“Viviamo da amici”. E’ con queste parole che il Sindaco ha voluto concludere la presentazione, all’interno della quale  è stata allestita una mostra fotografica con alcuni scatti dalla Festa Multietnica di quest'anno e il backstage dalla preparazione del video.

(Ha collaborato Fiorenza Gruppi)

IL TESTO DEL FILMATO - Riportiamo integralmente il testo della canzone realizzata dai ragazzi con l'aiuto del rapper Febbo.

GENERAZIONE 0

Yeah,
Fiorenzuola 2014,
Gli arco bus boys, sulla traccia
Contro il razzismo ed ogni forma di discriminazione.

Al giorno d’oggi l’uomo vive in solitudine,
milioni di persone ma da soli in questo turbine,
regala un attimo d’amore ma un momento,
ma che isola felice qui siamo in isolamento.

Due orecchie, due occhi, un naso, una bocca
Diversi ma da chi, solo un cuore è ciò che conta,
straniero ma di cosa viaggiamo in questo tempo,
il colore è sempre quello se lo guardi dall’interno.

Ti ha bendato ho fatto un tuffo in questo mare di ignoranza,
adesso solo perché dicono di un’altra razza,
mancanza di cultura, affogo nel dolore,
è un avventura senza senso se si bada al mio colore.

Faccio dei pensieri ne abbiamo in abbondanza,
ma perché siamo da soli, perché c’è l’ignoranza,
sarebbe bello ballare la stessa danza,
che avvicina gli uomini e accorcia ogni distanza.

Diversi dal colore diverse le parole se in ogni terra l’uomo vive per l’amore,
io non capisco quest’odio che uccide scegli le lacrime o un bambino che ride.
Queste mani, non stringono, non pensare a quello che dicono il rispetto è come mio fratello,
la dignità mia figlia per questo sti valori sono di famiglia.

Il tuo corpo non è un campo di battaglia,
queste lamette non guardarle come un’arma,
Le mappe sulla pelle sono cicatrici,
ma il tesoro lo trovi da sempre negli amici.

Allahwakbar shalamualekum così sia,
discriminati un’altra volta per la nostra etnia,
cultura spazzatura il diverso fa paura,
ma ci troverete uniti nella generazione futura.

Per chi cammina col coraggio sotto braccio,
perché l’amore è strano ma non è un pagliaccio,
fratello non aver paura afferma ciò che sei,
omosessuale gay comunque amici miei.

Pianeti inesplorati in fondo all’universo,
non ci conosciamo ma non dirmi son diverso,
che col disprezzo non vince stai sicuro,
è un barriera va battuta come un muro.

Diversamente abili, quale diversità,
qui la realtà è che tutti abbiamo mille abilità,
per sindromi a stampelle, sedie a rotelle noi siamo normali
ma sotto nascondiamo un paio di ali.

Diversi dal colore diverse le parole se in ogni terra l’uomo vive per l’amore,
io non capisco quest’odio che uccide scegli le lacrime o un bambino che ride.
Queste mani, non stringono, non pensare a quello che dicono il rispetto è come mio fratello,
la dignità mia figlia per questo sti valori sono di famiglia.

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