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«Cercò di uccidere il cane della vicina avvelenandolo», condannato

Secondo le accuse, l’uomo, nell’agosto del 2014, vicino a Castelvetro, avrebbe cercato di uccidere il pastore tedesco Darwin dandogli polpette contenenti topicida. La sua padrona se n'è accorta in tempo e lo ha salvato

Immagine di repertorio - Nella foto all'interno l'avvocato Viviana Gioia

Il giudice lo ha ritenuto responsabile dell’avvelenamento di quel cane e lo ha condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e a 5mila euro di multa. Si è concluso il 16 novembre il processo nei confronti di un 70enne, accusato di tentata uccisione di animali. Il giudice Fiammetta Modica ha accolto la richiesta del pm Antonio Rubino, a cui si è associato l’avvocato di parte civile Viviana Gioia. La difesa dell’uomo, con l’avvocato Antonio Orpello, invece aveva chiesto l’assoluzione sottolineando come non ci fossero le prove che era stato lui. Secondo le accuse, l’uomo, nell’agosto del 2014, vicino a Castelvetro, avrebbe cercato di uccidere il pviviana gioia avvocato-2astore tedesco Darwin dandogli polpette contenenti topicida. Ad accorgersi che qualcosa non andava era stato il figlio della proprietaria della casa perché aveva sentito il cane agitarsi in giardino. La madre e il figlio erano andati a vedere, scoprendo nel prato una polpetta.

La donna ha intuito cosa potesse essere accaduto e ha portato il cane dal veterinario. Il medico ha rilevato che il cane aveva ingerito del topicida e lo ha sottoposto a una lavanda gastrica, salvandogli così la vita. Se non fossero intervenuti in tempo, il pastore tedesco sarebbe morto tra atroci sofferenze. La donna aveva poi sporto querela contro ignoti ai carabinieri, facendo partire l’indagine che è sfociata nel processo. L’uomo, della zona,  ha sempre negato di aver dato quel pasto avvelenato al cane. Numerosi testimoni hanno raccontato in aula che, in passato, c’erano stati screzi tra la donna e l'anziano e che lui era infastidito dai cani. Non è questo l’unico caso di tentativo di avvelenamento di cani in provincia. Un’usanza incivile per risolvere delle tensioni che, purtroppo, non accenna a diminuire. Di bocconi avvelenati le cronache, da febbraio a oggi, sono piene e i casi si sono verificati sia in città sia in provincia.

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