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Cinque anni di carcere ai rapinatori con le maschere di Carnevale

Nella mattinata dell'11 luglio, E.Z., 41 anni, e E.V., di 32, al termine del rito abbreviato sono stati condannati rispettivamente a 5 anni un mese e 10 giorni e 5 anni e 4 mesi. Avevano colpito, armi finte in pugno, il supermercato In’S di Pontenure il 4 febbraio

Il materiale sequestrato ai rapinatori

Sono stati condannati i due rapinatori che, indossando una maschera di Carnevale, avevano colpito, armi finte in pugno, il supermercato In’S di Pontenure il 4 febbraio. Nella mattinata dell'11 luglio, E.Z., 41 anni, e E.V., di 32, al termine del rito abbreviato sono stati condannati rispettivamente a 5 anni un mese e 10 giorni e 5 anni e 4 mesi dal giudice per l’udienza preliminare Adele Savastano. Il pm Roberto Fontana, aveva chiesto 5 anni e 4 mesi per uno e 6 anni e nove mesi per l’altro. E.V., difeso dall’avvocato Francesca Timi, del Foro di Pavia, aveva confessato dicendo anche che il suo compagna non sapeva nulla dell’intenzione di compire una rapina. Un fatto per il quale il difensore di E.Z. aveva chiesto l’assoluzione.

Il 4 febbraio 2017, pistola in pugno, avevano rapinato il supermercato IN’S di Pontenure. Puntando l’arma alla cassiera, intorno alle 18,30, si erano fatti aprire le casse. Erano stati però arrestati dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Fiorenzuola che li hanno intercettati durante la fuga a bordo di una Giulietta, a noleggio, e alla quale avevano sostituito le targhe. Inoltre, si erano anche cambiati di abito per non destare sospetti. Dopo un inseguimento, l’auto era stata fermata ad Alseno. I carabinieri avevano trovato la maschera di carnevale usata dal bandito che è entrato nel supermercato, il denaro (1300 euro in contanti) e due armi: una finta senza tappo rosso, e l’altra vera, una calibro 7,65 proveniente probabilmente dall’Est Europa.

Al termine delle indagini dei carabinieri dell'Aliquota Operativa del Norm della compagnia carabinieri di Fiorenzuola, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Fontana, era emerso che i due avevano alle spalle una sfilza di precedenti per rapina. I carabinieri li avevano poi ritenuti responsabili di altre 11 rapine andate a segno e di due tentate per un bottino di 60mila euro. Ad incastrarli l'esperienza dei militari, il gps delle auto a noleggio utilizzate per i colpi e le celle agganciate da un loro telefono cellulare. I due sono abitano a pochi metri uno dall'altro nel Pavese e  per andare a fare le rapine noleggiavano automobili.

Secondo gli investigatori, la coppia avrebbe colpito dal 3 gennaio al 4 febbraio a Noviglio (Mi), Palazzago (Bg), Pandino (Cr), Merone (Como), Asola (Mn), al Famila di Castelsangiovanni avrebbero tentato di portare a termine un colpo ma il supermercato era chiuso, Inverigo (Co), Fidenza (Pr), Goito (Mn), Gonzaga (Mn), Spinetta Marengo, Chignolo Po e infine Pontenure. I carabinieri hanno scoperto la loro base operativa in un agriturismo di Mediglia nel Milanese.

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